Un maestro della biodinamica

Dopo un lungo giro montagna montagna, senza scendere a valle, si arriva nello sbalzo eclatante di Roccamassima.
In lontananza, il mare.
E giù, sul lago di Fogliano che costeggia il mare stesso, una azienda agricola.
Se in vita mia fossi stato più bravo, più determinato, più preparato, avessi cominciato prima, avessi studiato di più………
non ci sarei riuscito lo stesso..😂

Troppo bella. Perfetta. I colori, il legno, i prodotti, la sua storia, l’estensione, la posizione, la filosofia….
Impossibile.

Siamo nel meraviglioso spaccio aziendale di prodotti Bio, secondo tutti gli standard, anzi, tutto è prodotto in loco da anni secondo logiche Biodinamiche, il lato agricolturale dell’antroposofia steineriana.
Chiediamo del proprietario-direttore, Pasquale Salzarano, perché sono con un suo amico….
Inarrivabile. Persona indaffaratissima sui 140 ettari, sulle conferenze, è stato da poco in Cina, non lo si vede mai li, bisogna chiamare prima, e prendere un appuntamento.
Usciamo e chi c’è ? Pasquale, che addirittura ci dedica mezz’ora in una chiacchierata illuminante.
Perché è un illuminato. Un maestro.
Magistrale e umile, come tutti i grandi.

Un inizio nella piccola azienda agricola di famiglia, poi un inizio carriera di venditore di sementi, di chimica, di pesticidi.
Poi il ravvedimento di un uomo eccezionale che con tanti anni di fatica enorme e sorriso perenne ha creato un angolo di bellezza disarmante. di produttività , di roba buonissima, di armonia. E’ tutto bello, sorridono tutti, è tutto colorato…
Conferenze, scuola, didattica, esportazione di prodotti buonissimi e di sapere.

Grazie Pasquale, è stato un onore conoscerti.

Viva i Dazi

La risposta alla follia globalista sono dazi fortissimi.

Che senso ha mettere 136 divieti, obblighi e tasse, a una ditta italiana, farla chiudere quindi perché la stessa merce dopo arriva a un decimo del prezzo da una azienda vietnamita che non ha e quindi neanche rispetta nessuno di quegli obblighi ?
Che senso ha imporre un sacrosanto elenco di diritti dei lavoratori se poi compri a un ventesimo dall’India la stessa roba fatta da miserabili parìa ?

La globalizzazione ha avuto fin da subito lo scopo e poi chiaramente l’effetto non già di esportare democrazia e diritti, ma di importare miseria e disoccupazione.
La globalizzazione ha come scopo finale quello di far comprare a dei poveracci prodotti pessimi, fatti da schiavi.
La globalizzazione impone una revisione continua dei costi al ribasso che di fatto impedisce di pagare bene i lavoratori, di dar loro quello che spetta loro, di farli lavorare in condizioni umane e salubri, impone, di fatto che essi facciano la vita del loro omologhi nei paesi poveri.

Con lo Stato costretto a tagliare al contempo i servizi, gli ospedali, le eta pensionabili, sussidi e aiuti.

Quella che viaggia sulle 62mila megaportacontainer in pratica è la miseria. Miliardi di tonnellate di miseria. Di sfruttamento di chi ha prodotto tutta quella roba spesso inutile e destinata a trasformarsi in costoso rifiuto in brevissimo tempo, e disperazione dei lavoratori dei paesi riceventi, disoccupati di fronte a quello tzunami di prodotti a costi irrisori.

Il tutto distruggendo il pianeta.

Dazi. E pure forti.

La roba deve essere prodotta qui. E bene. Di materiale indistruttibile. Per durare trent’anni.

Fatta da operai professionisti, ben pagati e lindi. Come deve essere.

L’automazione è vista come uno spauracchio, ma può esser salvezza. La stessa merce è prodotta ora da un operaio invece che da dieci; ecco che l’incidenza del costo della mano d’opera diventa secondaria e non conviene più mettere insieme una squadra di schiavi in Indonesia e poi caricare tutto u una mega nave…. facciamola in Brianza quella cosa, fatta benissimo, e la facciamo venire giù col treno….dura che duri…

Mangiamo SOLO cibo italianao, a parte il caffè e la cioccolata. Si può. Si deve.

Niente salmone, mangiamo sardine. L’avocado ora la fanno anche in Sicilia. Grano italiano, di trecento tipi diversi, fantastico, il migliore, come i limoni, le arance, le verdure, l’uva, poca carne ma buona, formaggi inarrivabili, non parliamo del vino….

Abbiamo tutto, non ci serve nulla.

Lo spostamento dissennato di miliardi tonnellate di robaccia su e giù per gli oceani fa gioco solo alle mega aziende dei trasporti e ai mega commercianti internazionali, ai “commodity traders” ed è molto ben visto dall’oligarchia che, possedendo questi fili di potere, ci tiene come burattini: pronta a chiudere quel rubinetto, a fermare quelle navi e a mandar droni o a minacciare spread…..a imporre “austerity”

Torniamo padroni del nostro cibo, energia, lingua e pensiero.

Pensiamo globale, ma agiamo locale.

Salveremo, nell’ordine, il nostro intestino, la nostra salute, i nostri figli, il nostro paese, il mondo.

Sorridendo.

Io lo sto facendo.

Cacao crudo

Il mio amico Daniele ha fatto un video durante il viaggio annuale in Perù, tra produttori di cacao crudo.
Daniele importa il Cacao crudo Criollo, e produce a Palestrina un cioccolato ineguagliabile.
Ineguagliabile.

Quando si unisccono amore per la Terra e per la gente, l’amore per il bello e per il buono e la sapienza per interessarsi dell’uno e dell’altra e il risultato è buonissimo.

Guardate e sentite questo video, FINO ALLA FINE.
Emozionante e bellissimo.

Bravo Daniele.

Bravo , bravo, bravo.

Un’idea per l’Africa

"Gli africani arrivano qui dopo peripezie e violenze inenarrabili, e vengono buttati per strada. 

Qui non c'è spazio, lavoro e dignità per i nostri giovani, con tutto che hanno famiglia, casa e spalle coperte, figuriamoci uno senza nulla, lingua, soldi , esperienza e pure nero.
Non ha chance. 

Non può che farsi schiavizzare da sistemi più o meno criminali, e diventarne, più o meno, complice. In entrambi fa gioco utile alle mafie varie. A quelle locali per mero sfruttamento in loco, a quella grande, l'oligarchia che l'ha prelevato in Africa, offre su un piatto d'argento il ricatto occupazionale al ribasso e la lotta tra poveri. 
Lapalissiano. 

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Come dice Konarè, il problema va risolto in Africa, per via geo strategica ma...non "aiutando" l'Africa, ma smettendo di depredarla. 
Nel frattempo, ho un’idea su come utilizzare gli immigrati che arrivano a migliaia, soprattutto gli africani.

Per prima cosa, vanno sottratti alle grinfie delle organizzazioni varie che danno loro 2 euro al giorno, intascandosi la differenza milionaria creando miserabili da un lato, criminali ricchissimi dall’altro.
I delinquenti riconosciuti paghino e contribuiscano al bene comune: ai lavori forzati, insomma, insieme a giornalisti mendaci, politici corrotti, teppisti di varie fogge e fenotipi.

Per la stragrande maggioranza di giovanotti di belle speranze, e fisici robusti, e tante donne africane, esseri per lo più meravigliosi, proporrei questa strada.

Li avvierei a una conoscenza diretta di quelle che sono le tecniche per l’avvio del nuovo paradigma: agricoltura sostenibile, gestione delle acque, delle fonti, dei pozzi, dei deserti, selezione agriculturale, costruzione di serre e barriere , innovazione tecnologica, permacultura, autoproduzione- da quella artigianale a quella ad alta tecnologia con stampanti 3D. Scuola, educazione, lingua e storia italiana, storia dell’arte, grafica, comunicazione. 

Creiamo nuovi cittadini evoluti e pronti per esser più che utili al mondo che verrà. Che DEVE venire.

Daremmo un mare di lavoro a insegnanti di permacultura, esperti di energia, di fotovoltaico, di acqua, di un sacco di materie. Abbiamo una marea di tecnici a spasso, investiamo dove serve: sul futuro del pianeta.

Quando saranno pronti, esperti e consapevoli decideranno loro se tornare in Africa e aiutarla a risollevarsi, a passare direttamente al benessere sostenibile, al nuovo luminoso paradigma o applicare le loro competenze qui, nella loro nuova patria.
Il mondo avrà bisogno di loro sia la che qua: avranno l’imbarazzo della scelta.

Una delle idee più malsane del capitalismo è vedere le persone come costi, come problemi.

Le persone non sono un costo, sono capolavori unici e irripetibili di consapevolezza e in senso comunitario possono essere, SONO, delle risorse eccezionali.
L’Europa colmerebbe così, tra l’altro, l’enorme, spaventoso debito contratto con l’Africa, da sempre bistrattata, schiavizzata, uccisa , depredata, ferita.

Compito della politica, e di ogni persona di buona volontà, è fare si che si verifichino le condizioni affinché ciò sia possibile, sia realizzabile, duraturo e splendente."
Gli africani arrivano qui dopo peripezie e violenze inenarrabili, e vengono buttati per strada.

Qui non c’è spazio, lavoro e dignità per i nostri giovani, con tutto che hanno famiglia, casa e spalle coperte, figuriamoci uno senza nulla, lingua, soldi , esperienza e pure nero.
Non ha chance.

Non può che farsi schiavizzare da sistemi più o meno criminali, e diventarne, più o meno, complice. In entrambi fa gioco utile alle mafie varie. A quelle locali per mero sfruttamento in loco, a quella grande, l’oligarchia che l’ha prelevato in Africa, offre su un piatto d’argento il ricatto occupazionale al ribasso e la lotta tra poveri.
Lapalissiano.

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Come dice Konarè, il problema va risolto in Africa, per via geo strategica ma…non “aiutando” l’Africa, ma smettendo di depredarla.
Nel frattempo, ho un’idea su come utilizzare gli immigrati che arrivano a migliaia, soprattutto gli africani.

Per prima cosa, vanno sottratti alle grinfie delle organizzazioni varie che danno loro 2 euro al giorno, intascandosi la differenza milionaria creando miserabili da un lato, criminali ricchissimi dall’altro.
I delinquenti riconosciuti paghino e contribuiscano al bene comune: ai lavori forzati, insomma, insieme a giornalisti mendaci, politici corrotti, teppisti di varie fogge e fenotipi.

Per la stragrande maggioranza di giovanotti di belle speranze, e fisici robusti, e tante donne africane, esseri per lo più meravigliosi, proporrei questa strada.

Li avvierei a una conoscenza diretta di quelle che sono le tecniche per l’avvio del nuovo paradigma: agricoltura sostenibile, gestione delle acque, delle fonti, dei pozzi, dei deserti, selezione agriculturale, costruzione di serre e barriere , innovazione tecnologica, permacultura, autoproduzione- da quella artigianale a quella ad alta tecnologia con stampanti 3D. Scuola, educazione, lingua e storia italiana, storia dell’arte, grafica, comunicazione.

Creiamo nuovi cittadini evoluti e pronti per esser più che utili al mondo che verrà. Che DEVE venire.

Daremmo un mare di lavoro a insegnanti di permacultura, esperti di energia, di fotovoltaico, di acqua, di un sacco di materie. Abbiamo una marea di tecnici a spasso, investiamo dove serve: sul futuro del pianeta.

Quando saranno pronti, esperti e consapevoli decideranno loro se tornare in Africa e aiutarla a risollevarsi, a passare direttamente al benessere sostenibile, al nuovo luminoso paradigma o applicare le loro competenze qui, nella loro nuova patria.
Il mondo avrà bisogno di loro sia la che qua: avranno l’imbarazzo della scelta.

Una delle idee più malsane del capitalismo è vedere le persone come costi, come problemi.

Le persone non sono un costo, sono capolavori unici e irripetibili di consapevolezza e in senso comunitario possono essere, SONO, delle risorse eccezionali.
L’Europa colmerebbe così, tra l’altro, l’enorme, spaventoso debito contratto con l’Africa, da sempre bistrattata, schiavizzata, uccisa , depredata, ferita.

Compito della politica, e di ogni persona di buona volontà, è fare si che si verifichino le condizioni affinché ciò sia possibile, sia realizzabile, duraturo e splendente.

AiutiAmo l’Africa – un’idea.

Ho un’idea su come utilizzare gli immigrati che arrivano a migliaia, soprattutto gli africani.

Come premessa, vanno sottratti alle grinfie delle organizzazioni varie che danno loro 2 euro al giorno, intascandosi la differenza milionaria creando miserabili da un lato, criminali ricchissimi dall’altro. Questo è pacifico.
I delinquenti riconosciuti paghino e contribuiscano al bene comune: ai lavori forzati, insomma, insieme a giornalisti mendaci, politici corrotti, teppisti di varie fogge e fenotipi; pacifico anche questo.

Per la stragrande maggioranza di giovanotti di belle speranze, e fisici robusti, e tante donne africane, esseri per lo più meravigliosi, proporrei questa strada.

Li avvierei a una conoscenza diretta di quelle che sono le tecniche per l’avvio del nuovo paradigma: agricoltura sostenibile, gestione delle acque, delle fonti, dei pozzi, dei deserti, selezione agriculturale, costruzione di serre e barriere , innovazione tecnologica, permacultura, autoproduzione- da quella artigianale a quella ad alta tecnologia con stampanti 3D. Scuola, educazione, lingua e storia italiana, storia dell’arte, grafica, comunicazione.

Creiamo nuovi cittadini evoluti e pronti per esser più che utili al mondo che verrà. Che DEVE venire.

Daremmo un mare di lavoro a insegnanti di permacutura, esperti di energia, di fotovoltaico, di acqua, di un sacco di materie. Abbiamo una marea di tecnici a spasso, investiamo dove serve: sul futuro del pianeta.

Quando saranno pronti, esperti e consapevoli decideranno loro se tornare in Africa e aiutarla a risollevarsi, a passare direttamente al benessere sostenibile, al nuovo luminoso paradigma o applicare le loro competenze qui, nella loro nuova patria.
Il mondo avrà bisogno di loro sia la che qua: avranno l’imbarazzo della scelta.

Una delle idee più malsane del capitalismo è vedere le persone come costi, come problemi.

Le persone non sono un costo, sono capolavori unici e irripetibili di consapevolezza e in senso comunitario possono essere, SONO, delle risorse eccezionali.
L’Europa colmerebbe così, tra l’altro, l’enorme, spaventoso debito contratto con l’Africa, da sempre bistrattata, schiavizzata, uccisa , depredata, ferita.

Compito della politica, e di ogni persona di buona volontà, è fare si che si verifichino le condizioni affinché ciò sia possibile, sia realizzabile, duraturo e splendente.

La fase si prospetta estremamente interessante.

La fase si prospetta estremamente interessante.

Chi non ha capito che la UE è una gabbia di contenzione, fatta per stritolarci, è scemo. I dati sono troppi. Studiasse un po’, non so più come spiegarlo.
Sulla strada dello strapotere delle multinazionali, di qualunque ramo, ci sono rimaste solo le nazioni e la famiglia, ultimi porti franchi della gratuità.
Loro vogliono che paghiamo tutto; “gratis” per loro è bestemmia. Arrivano a dire che i vecchi vivono troppo, che “costano” troppo”, che la sanità è un lusso…

Le nazioni sono sotto attacco pesantissimo.
Con eserciti, droni e finti terroristi quando i beni da depredare sono fossili e quindi asportabili; con moneta eteroprodotta quando i beni valgono solo in loco, e quindi non si può bombardare: Ti do dei foglietti con su scritti dei numeri, in cambio quello che è lì, diventa mio, come qui in Italia.

—- Bisogna riprenderci la nostra sovranità —

Poi ricominceremo, magari all’italiana, con qualche ruberia, molti furbi, molti gran lavoratori, troppi preti e troppi furbi magari.. e vabbè.
Come era prima, magari meglio, perché si può. Eccome.

Tecnicamente però una guerra non si vince con i proclami.
Anzi. Strategia esige silenzio.
Sicuro è che la partita contro l’oligarchia è pesantissima.
Hanno tutte le armi: sia mediatiche, che militari, informatiche, sociali, economiche, criminali, giudiziarie, per intimidire, blandire, corrompere, ingannare infine, eliminare, se nel caso.

Mattei, Moro, Falcone, Chinnici, Borsellino, Impastato, Fava, ecc. non sono morti di malattia, né suicidi.

Nessuno può farcela se non lo aiutiamo, se ognuno di noi, nel suo piccolo, non fa la parte sua.
Chiunque si esponesse solitario, in prima persona, verrebbe ricattato, con le foto dei figli sulla scrivania, con un finto scandalo a luci rosse o verdi… con uno strano incidente in discesa….è matematico.

E anche se un movimento si ponesse frontalmente all’oligarchia dicendo : “domani esco dall’euro, dalla UE, dalla Nato …” dove sono i cinquanta tecnici informatici, i duecento tecnici bancari, le tipografie, i duemila addetti alla sicurezza per garantire di non saltare in aria in una settimana ?
Dov’è il piano informatico, finanziario, economico, militare di sicurezza interna, per garantire tutto ciò ?
chi sono i capi di queste sezioni ? vagliati, nominati e garantiti da chi ?
La Pdue, che dominava ogni settore della vita istituzionale negli anni 80, che fine ha fatto ? e’ sparita ?
la Cia, starebbe buona ? quante bombe farebbero esplodere ?

L’oligarchia mondiale del cibo e dell’energia, cosa farebbe ? ci bloccherebbe i porti ? come manderemmo avanti la baracca ?
Siamo resilienti a sufficienza, alimentarmente e energeticamente ?
La risposta purtroppo è no.

Vinceremo solo se saremo tanti e uniti.
E preparati.

Da qualche anno penso a come risolvere queste problematiche, adottando piccole soluzioni che sarebbero , badate bene, estremamente opportune anche in caso tutto andasse benissimo.
La resilienza è rendersi un po’ autonomi. Non dico di riempirsi la casa di scatolame e chiudersi in un bunker come fanno gli americani, al contrario, aprirsi, fare comunità, scambiarsi i semi della terra e della testa, cioè le idee.
Mantenere diversità.
Fare il pane e imparare a farsi i detersivi da soli. Senza inquinare e senza finanziare gli stessi che poi investono in carri armati….
Facendo il compost, e risparmiando energia e recuperando l’acqua piovana…
Opponendosi senza se e senza ma alle follie, alle illegittimità, a costo dell’arresto: Volete avere o no un domani qualcosa che meriti di esser narrato ai nipotini, ecchediamine ! La paura sicuramente aiuta nella conservazione dell’integrità del corpo fisico, il coraggio però assicura il mantenimento dell’integrità dell’anima.
E del futuro di chi verrà.
Sono veleni ? e allora niente pesticidi, niente vaccini, mandateli affanculo.

Bisogna fare comunità creando collettivi e idee. Prestando libri e spargendo informazioni. Facendo le piantine in serra e regalandole.
Regalando. Donando. Quel che si ha.

Il resto verrà da se.
Si può fare. Da domani.

Questa è una soluzione. Ma ce ne sono mille.

Io credo che lo dobbiamo.
A coloro che sono morti per la nostra libertà, a noi stessi, ai nostri figli e al paese più bello del mondo.

Il nostro.

Aboca

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
La bellissima sede di Aboca,( mille dipendenti !) che ora fa anche da editore e finanzia libri intelligenti come quelli di Fritjof Capra, per esempio.

Shampoo a secco

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Una giornata intensa e amorevole, interessantissima e sognante con Thomas Torelli, Antonio Giacchetti e Alberto Ruz Buenfil.

Ci siamo andati in quindici.
Una meraviglia.

(E Lucia Cuffaro mi ha fatto lo shampoo sul palco con la farina di ceci. A secco)

Acqua

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Acqua.Dovremmo esigere che l’edilizia si adegui fin da subito, con imposizione sul nuovo, e con sgravi sugli adattamenti ristrutturali affinché ogni condominio, ogni casa, abbia una considerevole riserva d’acqua recuperata dalle piovane, diciamo 3 metri cubi ad abitante.
Con quella, e SOLO con quella si alimenti il circuito che porti l’acqua ai bagni.
La potabile sia collegata solo alla cucina.
Dalla cucina poi, tramite un filtro semplicissimo, cioè un pozzetto a caduta o al limite un secondo pozzetto con filtro, ri-alimenti poi i bagni.
Solo da questi si vada in scarico.
In campagna dallo scarico si può fitodepurare e irrigare l’orto.

Con questi accorgimenti si ottengono enormi risparmi del consumo di acqua, abbassamenti notevoli dell’acqua in uscita dalla fogne quando ci sono gli acquazzoni, aumento delle coscienza diffusa in merito a questo bene preziosissimo e una riduzione grande dell’uso scriteriato di detersivi, candeggine e veleni vari.

Dovremmo esigere investimenti cospicui negli acquedotti che oggi perdono dal 40 al 50% dell’acqua portata.
Via i privati dalla gestione dell’acqua e ristrutturazioni programmate di tutta la rete idrica nazionale.

Dovremmo esigere una pianificazione attenta della gestione dei corsi d’acqua: da ricettacolo di veleni a dispensatori di vita.

Dovremmo esigere una relazione parlamentare seria, cogente, obbligatoria e sotto giuramento che spieghi chi irrori nei cieli e cosa, quando, con che permessi, che studi epidemiologici sono stati fatti a riguardo. Che studi geoingegneristici sono stati approvati da chi e quando.
Nel frattempo il BLOCCO immediato e totale di ogni permesso di irrorazione nei cieli; da ogni fonte.

L’acqua è’ vita.

Il 99% delle nostre cellule sono acqua.

Serve sapere altro ?