Alchimia

Trasformiamo il piombo in oro…Praticamente

Nel momento in cui cadi nell’identificazione
e rabbia,dolore,
o qualsiasi emozione negativa si generi in te,
fermati…
Osserva,accogli e trasforma.

Prenditi 10/20/30 minuti per Lavorare.
Siediti comodo ,
Inizia ispirando ed espirando in ogni chakra,uno per volta,dal primo al settimo,per’ora…
Arrivato al Centro della Sommità del capo ,senti sulla testa una grande Fiamma Vorticante …li è custodito il Cordone-Connessione con la Fonte.
Ora uniscili in una respirazione…
Appoggia le mani sulle ginocchia, rilassa la schiena e contemporaneamente tienila dritta.
Centrati nel Cuore,respiraci dentro…attivalo.
Il Cuore è uno dei più preziosi Strumenti che abbiamo in concessione.
Devi conoscerlo e imparare ad usarlo.

Inspira e manda tutta la tua rabbia,paura,dolore,avidità, invidia,pigrizia,gelosia,insicurezza ecc…il tuo ego…nel centro del Cuore, li,la divina fiamma trasformatrice, lo trasformerà in Oro…Luce Dorata.
Mentre Inspiri e canalizzi l’energia al cuore,stringi i pugni di entrambe le mani…
Lascia Operare La Fiamma Centrale ,poi espira,
aprendo e distendendo i pugni,
con i palmi rivolti verso l’alto,
lascia che fuoriesca da essi (mani=estensione del Cuore),parte della Luce Dorata che si è generata.
Nel contempo,fai salire quella rimasta ai centri e corpi Superiori…
Continua per almeno 10 minuti…
Rimani presente nel corpo,gestendo i movimenti delle mani e del respiro.
Rimani presente Nella Fiamma del Cuore Trasformatore.
Rimani presente nel canalizzare l’Energia…

Se puoi,osservati fare l’esercizio…

Concludi la pratica centrandoti con le mani sul cuore e cristallizza ciò che deve essere cristallizzato.

Se ne hai la possibilità, sdraiati per almeno 5 minuti sulla Terra,in un prato o sul pavimento.
Non esserci…
Senti l’Assenza e se puoi, li risiedi.

di Tamara Tamiel

Ciao, sono il tuo sintomo

“CIAO, SONO IL TUO SINTOMO…

Ciao, ho molti nomi: dolore al ginocchio, ascesso, mal di stomaco, reumatismo, asma, il muco, influenza, mal di schiena, sciatica, cancro, depressione, mal di testa, tosse, mal di gola, insufficienza renale, diabete, emorroidi… e la lista continua.
Mi sono offerto volontario per il peggior lavoro: essere il lettore di te stesso.

Non capisci, nessuno mi capisce. Pensi che voglio disturbarti, rovinare i tuoi piani di vita, tutti pensano che voglio rovinare, fare del male, limitarti. E non è così, sarebbe assurdo.
Mi dispiace, sto solo cercando di parlart in una lingua che capisci.

Vediamo, dimmi qualcosa. Andresti a patteggiare coi terroristi, e busseresti alla loro porta con un fiore in mano, e indosseresti una maglietta con il simbolo della “pace” stampato sul retro?

No, giusto?

Allora perché non capisci che io, il sintomo, non posso essere “sottile” e “leggero” quando ho bisogno di darti un messaggio?

Mi odi, ti lamenti di me con tutte le persone, ti lamenti della mia presenza nel tuo corpo, ma non ti dai un minuto per pensare, ragionare e cercare di capire la ragione della mia presenza nel tuo corpo.

Basta sentirti dire, “shut up”, “vai via”, “ti odio”, “maledetto sia il tempo in cui appari”, e molte frasi che mi fanno sentite impotente per farti capire, ma lo stesso mi tengo stabile e costante, perché devo farti capire il messaggio.

Cosa fai? Dimmi di dormire con delle medicine. Dimmi di starmene zitto coi sedativi, pregami di scomparire con gli antinfiammatori o di estinguermi con la chemioterapia.
Cerchi di farmi rimanere in silenzio, giorno dopo giorno. E sono sorpreso di vedere che a volte preferisci consultare gli indovini in modo che possa “scomparire” dal tuo corpo in un modo “magico”.

La mia unica intenzione è quella di darti un messaggio, ma tu vuoi ancora ignorarmi totalmente.

Immagina di essere la sirena del Titanic, quella che tenta in mille modi di avvertirti che c’è un iceberg davanti, ma non lo capisci e affondi.

Spendo ore, settimane, mesi, anni, cercando di salvarti la vita, e invece sostieni che non ti permetto di dormire.
Se non mi lasci “camminare in te”, non mi permetti di lavorare in te, ancora continui senza di ascoltarmi…

Capisci?

Per te, io, il sintomo, sono la malattia.

Che assurdo! Non confondere le cose. Io non sono la malattia, io sono il sintomo.

Poi vai dal dottore e paghi per fargli così tante domande, poi spendi del denaro che non hai per comprare i farmaci, solo per farmi stare zitto.

Perché mi fai stare zitto, quando sono l’unico allarme che sta cercando di salvarti?

La malattia “sei tu”, “il tuo stile di vita”, “le tue emozioni contenute”, e nessun dottore su questo pianeta sa come combatterlo. L’unica cosa che fanno è attaccarmi, cioè combattere il sintomo, farmi tacere, farmi sparire. Rendirmi invisibile così non mi vedi.

Va bene, se ti senti a disagio a leggere questo, dovrebbe essere qualcosa come un “colpo alla tua intelligenza”. Hai ragione se ti senti frustrato, ma posso gestire il tuo processo molto bene, l’ho capito. In effetti, fa parte del mio lavoro, non c’è bisogno di preoccuparsi. La buona notizia è che spetta te non aver più bisogno di me, sei te che devi analizzare ciò che sto cercando di dirti, quello che sto cercando di prevenire.

Quando io, “il sintomo” appaio nella tua vita, non è per salutarti, è per dirti quale emozione contenuta nel tuo corpo dev’essere esaminata e risolta per non ammalarti.

Dovresti chiederti: “Perché questo sintomo è apparso nella mia vita?”, “cosa vuole avvisarmi”? Perché questo sintomo sta comparendo ora? Cosa dovrei cambiare in me?

Se lasci queste domande soltanto nella tua mente, le risposte non ti porteranno lontano da quello che è successo da anni. Dovresti anche chiederlo al tuo inconscio, al tuo cuore, alle tue emozioni.

Per favore, quando mi presento nel tuo corpo, prima di cercare un medico per poter mettermi a dormire, pensa a quello che cerco di dirti…
Veramente, per una volta nella mia vita, vorrei che il mio eccellente lavoro sia riconosciuto, perché più veloce andrò.

Poco a poco scoprirai che quanto più ti analizzi, tanto meno ti visiterò.
Ti assicuro che verrà il giorno in cui non mi vedrai né mi sentirai.

Nel raggiungere questo equilibrio e perfezione come osservatore e analizzatore della tua vita, emozioni, reazioni, non avrai bisogno di chiamare un medico o comprare medicine perché diventerai pronto ad assumerti la responsabilità delle tue creazioni. Non ti sentirai più come una vittima, e prenderai il controllo della tua vita.

Smettila di mostrarmi ai tuoi amici e alla tua famiglia come se fossi un trofeo, facendomi male. Sembra che pensi io sia un tesoro, di cui non vuoi mai più congedarti.

Ti prego di essere consapevole, riflettere e agire, così farò prima e mi allontanerò dalla tua vita!
Con affetto.
IL SINTOMO.

di Gabriella Mereu (copiato da Caio Tigris )

Perché non formiamo una pozzanghera

Come numero di molecole, siamo al 99% acqua.
L’acqua di mare al 96.
Siamo più acqua dell’acqua di mare.

“E perché non formiamo una pozzanghera ?”

Perché siamo “informati”.
Siamo tenuti in forma.
C’è una “informazione” che ci tiene assieme, vivi e vigili…

Siamo composti da 50 trilioni di cellule. Cioè cinquantamila miliardi di cellule.
In ognuna di esse c’è scritto tutto. La storia di come siamo arrivati dal primo essere unicellulare a essere ciò che siamo, è scritta li. Tutta, cinquantamila miliardi di volte….
La catenella ad elica del Dna di ogni cellula, se la svoltolassimo, la stendessimo,, sarebbe lunga un metro e mezzo… se le annodassimo tutte potremmo fare una catenella che va dalla Terra alla Luna centomila volte…. e in più è anche un antenna in grado di fruire di informazioni che sono “nel campo” ma ancora ne sappiamo poco….

Nonostante ciò, tutto il dna di tutte le persone viventi ora, e di tutte le persone mai vissute sulla Terra, starebbe in una tazzina di te……

Le ghiande e Cairns

Parlando di ghiande….

“Pensare che in una ghianda c’è scritta una quercia, una foresta…..” dice un amico….

Ma non solo la ghianda ma ognuna delle sue 1,875×10⁹ cellule riporta la ghianda, la quercia e l’intera foresta, come sequenza di potenziali “behavior pattern” cioè moduli comportamentali attivabili, cioè il DNA. Quali attivare, in che sequenza, lo decidono invece gli attuatori che sono circa 100mila per ogni cellula, sono sulla membrana e agiscono in base a cosa arriva, dall’ambiente, che al 99,9% è una altra cellula adiacente. Quindi in ogni ghianda ci sono scritte 1.875.000.000.000 volte le istruzioni su come fare una ghianda, una quercia, una foresta ma anche come modificarla, in che modo e in che tempi se cambia l’ambiente…. non aspettando un errore del RNA che , guarda caso, migliori per fortuna le possibilità di sopravvivenza della ghianda, ma attivando, in caso di stress, vorticose variazioni di replicazioni nella zona interessata ai comportamenti inerenti la sfera d’azione dello stress in oggetto, al calare dello stress, le replicazioni si interrompono, la sequenza “vincente” viene inglobata nel DNA ristrutturato e tale variazione viene trasferita alle ghiande a venire, alla discendenza, a tutte le foreste che verranno ….

Mio riassunto libero delle scoperte di John Cairns.

Tali scoperte hanno implicazioni clamorose anche per motivi importantissimi che riguardano non le ghiande, ma noi. Prima cosa i tempi di evoluzione diventano più veloci di diversi ordini di grandezza, poi si evince una intelligenza sublime di fondo che non lascia più nulla al caso, (con buona pace di Jacques Monod . “Il caso e la necessità”) ma soprattutto questa implementazione dell’epigenetica dice che ciò che faremo, che saremo, felici o smorti, attivi o passivi, vincitori infine o tristi, non è scritto nel Dna, quelli sono i mille e mille sentieri imboccabili, ma quale imboccare sta a noi, minuto per minuto….

Sta a noi.

Ma c’è addirittura ancora di più….
Il dna di ogni cellula , allungato, arriverebbe a un metro e mezzo, calcolando che ne abbiamo 50 trilioni, potremmo annodandoli, fare dalla Terra alla Luna centomila volte.
E il DNA è un’antenna. Il Dna “sente” recepisce messaggi….. e ne trasmette anche…. da ovunque, e soprattutto, dal nostro pensiero….. che come ormai sappiamo, e Giordano Bruno sapeva già nell’anno 1600, CREA la realtà.

(https://en.wikipedia.org/wiki/John_Cairns_(biochemist) )

I semi e la saliva

Le piante dispongono di una intelligenza che travalica ogni nostra comprensione. Se bagnate un seme di una pianta commestibile con la vostra saliva, e lo mettete nella terra, accadrà qualcosa di assolutamente miracoloso.
Il seme leggerà il vostro Dna e strutturerà la propria impronta genetica per diventare un super cibo adatto a compensare ogni richiesta, carenza e deficienza che il vostro Dna avrà segnalato.

Questo è dovuto alla infinita intelligenza del mondo naturale.

I semi e la saliva..

“I semi che, bagnati dalla saliva, modificano la loro struttura genetica per diventare super cibo adattato ai nostri bisogni, carenza, richieste….”

— Che indicazioni sociologiche, scientifiche, etiche, politiche, olistiche se ne possono desumere ?

La prima informazione che se ne può dedurre è che la Natura è competitiva a tratti ma per lo più chi raggiunge il successo sul lungo termine, lo ottiene con la collaborazione.
Le piante, all’apice della loro catena da miliardi di anni, ne mantengono saldamente il comando. Se venisse un alieno sulla Terra, ad onta degli sforzi che profondiamo e dei disastri che ne conseguono, in una visita frettolosa concluderebbe che la Terra è un pianeta prettamente vegetale. I vegetali sono potentissimi e colonizzano in minuti, ore o giorni qualunque landa noi si lasci tranquilla anche per poco. Da un buco, a una grondaia. Nel deserto stesso dopo la pioggia è tutto un fiorire. Semi sono germinati dopo due millenni… Insomma, ai vegetali non verrebbe mai in mente di fabbricare motoseghe o armi atte a distruggere loro stessi o l’ambiente che ne permette vita e prosperità.
Anche gli ambienti più degradati, se abbandonati dall’uomo, diventan verdi e floridi in un lampo….

Anzi…

Hanno fatto e fanno di tutto per far si che l’ambiente possa accogliere loro ma anche specie diverse e addirittura specie diversissime, come gli animali, e infine noi, che poi abbiamo inventato disboscamento e motoseghe e incendi… ma fa niente: E come se le piante sapessero che ad onta di quanto si possa desumere più è larga la base della piramide sulla quale sono assisi loro, i vegetali, più è certa e sicura e proiettabile nel futuro la loro sopravvivenza. La loro eccezionale varietà non teme Homo, sapiens o stultus che sia…. Anzi, la catena trofica che interlaccia scarti animali , ciclo dell’azoto, e bisogni delle piante, e all’inverso la loro capacità di creare ed essere cibo per noi, è quanto di più “razionale” , anzi, “intelligente” si possa creare.

e poi..

la cura di chi ci è a fianco, anche se momentaneamente molesto, è una garanzia per il futuro.

Le piante insomma ci insegnano con questa storia della saliva e un milione d’altre, che la sintonia, la collaborazione, e potremmo dire l’amore, è la base relazionale che l’infinita intelligenza ha deciso esser vigente e vincente. La impone come inevitabile e obbligatoria, pena la dismissione….

Darwin, o meglio, le interpretazioni dei suoi epigoni, tutti pronti a trasferire nel sociale la grande “verità” che l’unica legge è quella del più forte, e che il debole deve soccombere, e che sia giusto così, che l’unica carta giusta per loro sia la competitività, sono sconfitti dai fatti , dalla logica e dalla scienza.
La competitività significa indebolire i sistemi adiacenti, stringere la base della piramide per salire, e infine trovarsi molto in alto, su una cosa stretta stretta…. il capitombolo è inevitabile…e letale.

Infatti…

Siamo strutturati per collaborare ed essere equanimi. Ora ce lo siamo scordati e siamo deboli.

Le piante collaborano con tutti, ecco perché sono al vertice della loro catena da 3 miliardi di anni e sono ovunque, più sane e forti che mai. Circondate da milioni di altri esseri che da loro dipendono ma danno loro cibo ed energia. Una fittissima e infrangibile rete contro ogni caduta….

Noi invece siamo qui da soli duecentomila anni e se dovessi giurare che tra mille, ma anche 500, o 100 anni saremo ancora qui…..la realtà potrebbe incaricarsi di dichiarami spergiuro….

Gli altri siamo noi e le piante lo sanno….

I semi e la saliva……

I semi e la saliva….

Se ne possono dedurre anche altre considerazioni.
Che la località e la territorialità concretano salute.
Quello che mangi, respiri, annusi, ti circonda, parla una lingua conosciuta alle tue cellule. “Parla una lingua” è frase poetica fino a un certo punto: gli scambi chimici tra polipeptidi e molecole all’interno dei nostri sistemi linfatico, immunitario, digestivo, psichico, sono talmente articolati, variati e complessi da poter esser descritti come vere e proprie chiacchierate (cfr. Candace Pert . Molecole d’emozioni)
Quella pianta è salvifica se spontanea, raccolta li, in quel periodo, se ha ricevuto le attenzioni di quell’ape. Coltivarla in grandi pianure in Argentina, raccoglierla ogni due mesi, seccarla e mandarla via DHL in Danimarca magnificandone le caratteristiche salutari, è pornografia.
Ridicolo chi si fa venire la bacca magica dal Tibet , o le ghiande del Perù perchè miracolose: sono miracolose li, gestite da curanderos che sanno cos’è e a cosa serve e come e quando raccoglierla, e come darla e a chi.

“All’inizio fu il verbo”.
Siamo vibrazione.

O risuoniamo o siamo infelici e in difetto di salute.

Un senegalese vive bene in Senegal. con quelle vibrazioni, donne, fiori, cibo, suoni, musica e temperature e acqua, e madre e fratelli e sorelle…
Idem un abitante di Cuzco, o di Ulan Bator….

Siamo memoria, andare in luoghi che non hanno memoria di noi, né noi di loro è foriero di malattia.

Gli stranieri si ammalano.

“Nostos algos”
Dolore del ritorno. “Nostalgia”

La lontananza dalle radici è cancerogena.
Per i vegetali è letale subito, per noi dopo un po’.

Ce lo dice la saliva, ma anche le feci, l’humus, la lingua, – parlata o organo del corpo.
Ce lo dicono i suoni, la luce.
Le barzellette, e i modi di dire….
Le parole e il sapore del mare…
La luce è informazione.
Siamo nati sotto una zona di ionosfera, e sotto una certa angolazione del Sole…. non altre.

Non vale per tutti e non vale sempre: Siamo 7,8 miliardi di diverse versioni di quel prodigio unico e irripetibile di consapevolezza che è un essere umano, ma tutto parla con tutto, e se tutto quello che ci circonda parla un’altra lingua, bisogna esser particolarmente luminosi per sintonizzarci davvero sul tutto, e de-localizzare la nostra consapevolezza su risonanze planetarie o forse oltre…altrimenti la carenza strugge e noi ci si ammala, invece di farci ammaliare dal paradiso…
Ma è roba per pochi.

Per lo più siamo strutturati per un luogo, dove miliardi di miliardi di atomi sono stati nei nostri nonni e nella loro saliva, sono stati nelle eiaculazioni di nostri avi e , chi lo sa, di nostri discendenti; siamo circondati da atomi di cui sono stati parte i quark che ora sono nel libro che leggiamo e che si ricorda di noi, come eravamo o forse , di come saremo, e, se si modifica uno, variano anche tutti gli altri….

Insomma, siamo nati qui.
E c’è un motivo.

Big Pharma

Sulle prime 100 aziende di Forbes 500, 7 sono farmaceutiche.
Nessuna di queste è tra le prime dieci come fatturato ma
…….. senti senti …………
come utili queste sette ne fanno più delle altre 93 SOMMATE.

E come è possibile ?

Conoscete un’altra azienda, o un altro settore che riesce ad aumentare i propri clienti di UN MILIARDO di unità per decreto ?

https://ilsapereepotere2.blogspot.com/2017/01/un-miliardo-di-malati-in-un-colpo-solo.html?fbclid=IwAR3AKIn_mZwJSsVEpN9FglkdC1NubMG_fgE1Lr2ioiC2uMscYYCV1qRGru0

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I Telomeri e i vecchi

Immaginate una cerniera lampo.

Il cursore, il carrello, corre su una lampo chiusa, però fatta a elica, e ne escono due. In una lampo il carrello divide due serie di strisce dentinate, qui invece il carrello è anche un sofiisticato laboratorio biochimico che legge la sequenza dei dentini, e ne crea una perfettamente uguale, quindi scorrendo, da una sua estremità ne escono due: una biocopiatrice scorrevole.

Stiamo parlando della duplicazione di una cellula, attività che si svolge incessantemente nel nostro corpo e riguarda i 3.72 × 10alla13a, ovvero: 37.200.000.000.000 ovvero 37.200 miliardi di cellule.

Arrivato alla fine dell’elica del Dna che il carrello ha duplicato, c’è un problema: la zona dove insiste il carrello, che è arrivato a fine corsa, come fa a duplicarla, se ci sta sopra ?
Bene.
Le terminazioni di tutte le cellule hanno una parte apposita, che si chiama Telomero, ridondante e non codificante, che serve appunto a non immettere errori nella duplicazione. Ogni duplicazione il carrello se ne mangia un pezzo ma il Dna è salvo ed è uscito uguale alla copia originale.

In vecchiaia questa parte terminale si è consumata tutta e quindi la copia della cellula nuova viene “smozzicata”, le manca un pezzetto che il carrello non è riuscito a duplicare correttamente.
Alcuni fattori, come inquinamento, stress, errate gestioni dell’energia corporea, alimentazione errata, interferiscano con la produzioni di telomeri.
Questa estremamente opportuna terminazione dell’elica del DNA, viene un po’ più corta del dovuto e quindi gli errori di duplicazione cellulare cominciano prima.
Le copie insomma cominciano a venir sbiadite prima del dovuto, il carrello della lampo si è fermato un po’ prima della fine della catena nucleica e alla nuova cellula manca l’ultima parte finale.
Non è perfetta.

– “Quello che è nel piccolo è nel grande”.

Infatti accade la stessa cosa anche nell’umanità tutta.

Tra una generazione e un’altra.
Tra una generazione e la precedente.

Così come il riassunto della nostra fisiologia esperita si iscrive tramite l’epigenetica nei nostri geni e viene trasmessa alle generazioni seguenti di cellule, così la somma delle nostre esperienze esistenziali, la nostra cultura si trasmette tramite la frequentazione reciproca delle generazioni di umani, ai piccoli, ai giovani, e permette il salvataggio prima, e l’evoluzione poi, della nostra specie.

Erronei o troppo parziali o difettosi contatti tra una generazione e la seguente, impediscono quel passaggio ottimale di esperienze e alla lunga impoveriscono l’accumulo e l’arricchimento esperienziale e sapienziale che noi chiamiamo “Evoluzione”, trasformando piano piano queste carenze comunicative intergenerazionali in vero e proprio regresso.

Una umanità insomma, in cui non c’è contatto appagante tra i piccoli e i vecchi, oltre a non essere felice, è come se non avesse Storia, come se non avesse Memoria.

Rischia di non conoscere davvero il suo passato, di non capire il presente.

Non ha futuro.

Credo quindi sia molto importante aiutare il nostro fisico a produrre telomeri finché ce ne sia bisogno, e da’altro lato creare luoghi dove sia normale, facile e bellissimo che i nonni frequentino i nipotini, per quel travaso sapienziale e affettivo che tiene unita la cerniera lampo della società, che aiuti i piccoli a capire dove stanno andando, uniti.

Insieme.

Figli dello zinco…

Figli dello zinco.

Un gruppo di ricercatori della Northwestern University notò nel 2014 un’evidenza eclatante studiando in laboratorio gli embrioni dei topi: le uova, non appena fecondate, emettevano guizzi di luce. Erano piccoli e ripetuti fuochi artificiali. Approfondendo l’indagine risultò che quei bagliori indentificavano proprio l’attimo del concepimento e più erano intensi più significavano il buon innesto di una vita nuova.

Questa la sintesi dello studio, possiamo azzardare qualche spiegazione più dettagliata senza scendere nel complicato. Innanzitutto il responsabile dei bagliori è lo zinco: questo minerale è fondamentale per la fecondazione al punto che se ne trovano venti miliardi di atomi quando l’uovo è pronto a ricevere lo spermatozoo, ma immediatamente dopo il concepimento – e proprio per avviare nel migliore dei modi lo sviluppo della nuova vita – l’eccesso di zinco deve essere smaltito; ecco allora l’emissione di luce, una piccola esplosione disperde ed elimina lo zinco in eccesso.

Siamo figli di un bagliore.
Siamo luce.