Alchimia

Trasformiamo il piombo in oro…Praticamente

Nel momento in cui cadi nell’identificazione
e rabbia,dolore,
o qualsiasi emozione negativa si generi in te,
fermati…
Osserva,accogli e trasforma.

Prenditi 10/20/30 minuti per Lavorare.
Siediti comodo ,
Inizia ispirando ed espirando in ogni chakra,uno per volta,dal primo al settimo,per’ora…
Arrivato al Centro della Sommità del capo ,senti sulla testa una grande Fiamma Vorticante …li è custodito il Cordone-Connessione con la Fonte.
Ora uniscili in una respirazione…
Appoggia le mani sulle ginocchia, rilassa la schiena e contemporaneamente tienila dritta.
Centrati nel Cuore,respiraci dentro…attivalo.
Il Cuore è uno dei più preziosi Strumenti che abbiamo in concessione.
Devi conoscerlo e imparare ad usarlo.

Inspira e manda tutta la tua rabbia,paura,dolore,avidità, invidia,pigrizia,gelosia,insicurezza ecc…il tuo ego…nel centro del Cuore, li,la divina fiamma trasformatrice, lo trasformerà in Oro…Luce Dorata.
Mentre Inspiri e canalizzi l’energia al cuore,stringi i pugni di entrambe le mani…
Lascia Operare La Fiamma Centrale ,poi espira,
aprendo e distendendo i pugni,
con i palmi rivolti verso l’alto,
lascia che fuoriesca da essi (mani=estensione del Cuore),parte della Luce Dorata che si è generata.
Nel contempo,fai salire quella rimasta ai centri e corpi Superiori…
Continua per almeno 10 minuti…
Rimani presente nel corpo,gestendo i movimenti delle mani e del respiro.
Rimani presente Nella Fiamma del Cuore Trasformatore.
Rimani presente nel canalizzare l’Energia…

Se puoi,osservati fare l’esercizio…

Concludi la pratica centrandoti con le mani sul cuore e cristallizza ciò che deve essere cristallizzato.

Se ne hai la possibilità, sdraiati per almeno 5 minuti sulla Terra,in un prato o sul pavimento.
Non esserci…
Senti l’Assenza e se puoi, li risiedi.

di Tamara Tamiel

Ciao, sono il tuo sintomo

“CIAO, SONO IL TUO SINTOMO…

Ciao, ho molti nomi: dolore al ginocchio, ascesso, mal di stomaco, reumatismo, asma, il muco, influenza, mal di schiena, sciatica, cancro, depressione, mal di testa, tosse, mal di gola, insufficienza renale, diabete, emorroidi… e la lista continua.
Mi sono offerto volontario per il peggior lavoro: essere il lettore di te stesso.

Non capisci, nessuno mi capisce. Pensi che voglio disturbarti, rovinare i tuoi piani di vita, tutti pensano che voglio rovinare, fare del male, limitarti. E non è così, sarebbe assurdo.
Mi dispiace, sto solo cercando di parlart in una lingua che capisci.

Vediamo, dimmi qualcosa. Andresti a patteggiare coi terroristi, e busseresti alla loro porta con un fiore in mano, e indosseresti una maglietta con il simbolo della “pace” stampato sul retro?

No, giusto?

Allora perché non capisci che io, il sintomo, non posso essere “sottile” e “leggero” quando ho bisogno di darti un messaggio?

Mi odi, ti lamenti di me con tutte le persone, ti lamenti della mia presenza nel tuo corpo, ma non ti dai un minuto per pensare, ragionare e cercare di capire la ragione della mia presenza nel tuo corpo.

Basta sentirti dire, “shut up”, “vai via”, “ti odio”, “maledetto sia il tempo in cui appari”, e molte frasi che mi fanno sentite impotente per farti capire, ma lo stesso mi tengo stabile e costante, perché devo farti capire il messaggio.

Cosa fai? Dimmi di dormire con delle medicine. Dimmi di starmene zitto coi sedativi, pregami di scomparire con gli antinfiammatori o di estinguermi con la chemioterapia.
Cerchi di farmi rimanere in silenzio, giorno dopo giorno. E sono sorpreso di vedere che a volte preferisci consultare gli indovini in modo che possa “scomparire” dal tuo corpo in un modo “magico”.

La mia unica intenzione è quella di darti un messaggio, ma tu vuoi ancora ignorarmi totalmente.

Immagina di essere la sirena del Titanic, quella che tenta in mille modi di avvertirti che c’è un iceberg davanti, ma non lo capisci e affondi.

Spendo ore, settimane, mesi, anni, cercando di salvarti la vita, e invece sostieni che non ti permetto di dormire.
Se non mi lasci “camminare in te”, non mi permetti di lavorare in te, ancora continui senza di ascoltarmi…

Capisci?

Per te, io, il sintomo, sono la malattia.

Che assurdo! Non confondere le cose. Io non sono la malattia, io sono il sintomo.

Poi vai dal dottore e paghi per fargli così tante domande, poi spendi del denaro che non hai per comprare i farmaci, solo per farmi stare zitto.

Perché mi fai stare zitto, quando sono l’unico allarme che sta cercando di salvarti?

La malattia “sei tu”, “il tuo stile di vita”, “le tue emozioni contenute”, e nessun dottore su questo pianeta sa come combatterlo. L’unica cosa che fanno è attaccarmi, cioè combattere il sintomo, farmi tacere, farmi sparire. Rendirmi invisibile così non mi vedi.

Va bene, se ti senti a disagio a leggere questo, dovrebbe essere qualcosa come un “colpo alla tua intelligenza”. Hai ragione se ti senti frustrato, ma posso gestire il tuo processo molto bene, l’ho capito. In effetti, fa parte del mio lavoro, non c’è bisogno di preoccuparsi. La buona notizia è che spetta te non aver più bisogno di me, sei te che devi analizzare ciò che sto cercando di dirti, quello che sto cercando di prevenire.

Quando io, “il sintomo” appaio nella tua vita, non è per salutarti, è per dirti quale emozione contenuta nel tuo corpo dev’essere esaminata e risolta per non ammalarti.

Dovresti chiederti: “Perché questo sintomo è apparso nella mia vita?”, “cosa vuole avvisarmi”? Perché questo sintomo sta comparendo ora? Cosa dovrei cambiare in me?

Se lasci queste domande soltanto nella tua mente, le risposte non ti porteranno lontano da quello che è successo da anni. Dovresti anche chiederlo al tuo inconscio, al tuo cuore, alle tue emozioni.

Per favore, quando mi presento nel tuo corpo, prima di cercare un medico per poter mettermi a dormire, pensa a quello che cerco di dirti…
Veramente, per una volta nella mia vita, vorrei che il mio eccellente lavoro sia riconosciuto, perché più veloce andrò.

Poco a poco scoprirai che quanto più ti analizzi, tanto meno ti visiterò.
Ti assicuro che verrà il giorno in cui non mi vedrai né mi sentirai.

Nel raggiungere questo equilibrio e perfezione come osservatore e analizzatore della tua vita, emozioni, reazioni, non avrai bisogno di chiamare un medico o comprare medicine perché diventerai pronto ad assumerti la responsabilità delle tue creazioni. Non ti sentirai più come una vittima, e prenderai il controllo della tua vita.

Smettila di mostrarmi ai tuoi amici e alla tua famiglia come se fossi un trofeo, facendomi male. Sembra che pensi io sia un tesoro, di cui non vuoi mai più congedarti.

Ti prego di essere consapevole, riflettere e agire, così farò prima e mi allontanerò dalla tua vita!
Con affetto.
IL SINTOMO.

di Gabriella Mereu (copiato da Caio Tigris )

Il mondo è un posto strano

Il mondo è un posto strano.

La felicità, argomento che dovrebbe starci a cuore più di ogni altro è tema ovvio ma taciuto.
Ci chiediamo l’uno l’altro, “come va ?” – “Il Lavoro ?” – –
” Eh, tiriamo avanti “- oppure “bene “

Che bene non è , oppure lamentele….

Quasi mai chiediamo ” Sei felice ?” –

Se lo facciamo – io per esempio lo faccio – lo sguardo che riceviamo è proprio del tipo ” che cazzo di domanda fai ! ” a metà tra il “come ti permetti ” e il ” come fai a esser felice in questo schifo ?”
D’altronde, è una domanda che non facciamo a noi stessi, come facciamo a pretendere che altri ci rispondano ?
Invece sarebbe interessante poter rispondere.
Ancor di più poter rispondere sinceramente ” SI”.

Il mondo è un posto strano.

La felicità è l’unico fine sensato. Primo per l’ovvia, biologica, irrefrenabile pulsione di ognuno verso tale meta, secondo, perché, a livello sociale, è una vera panacea.
La persona felice non rompe le palle agli altri, non ruba tempo e armonia, non sottrae energie, non è molesta.
Anzi, la felicità è estremamente contagiosa.

E allora, cerchiamo di raggiungerla, questa felicità, no ?

Ma il mondo è un posto strano, un grande giardino di specchi;
se cerchiamo la nostra felicità, fregandocene degli altri, essa ci sarà irraggiungibile.
La felicità la raggiungiamo se badiamo a quella altrui: è un colpo che vale solo di sponda.

Il mondo è un posto strano.

Complessissimo e molto semplice.
Il mondo è una grande carambola.
I tiri diretti non valgono.
Tutto funziona solo se lo viviamo di rimbalzo,
se curiamo chi abbiamo davanti, o a fianco, o chi è debole.

Quello siamo noi.
Curato lui, guariamo noi.
E il resto, le mille analisi, le mille lotte, non servono più.
Anzi, non sono mai servite.

Accarezzando, siamo accarezzati, coccolando, ci sentiamo coccolati: provate.
Funziona assolutamente sempre.

Il mondo è un posto strano. E pure buffo.

E bellissimo.

Sdoppiamento e iride

Sdoppiamento di personalità.

Parliamo di un fenomeno patologico, oppure realissimo, abbastanza raro, nessuna ironia né sarcasmo.
Ci sono persone che passano a volte da uno stato all’altro: magari sono aggressive in una versione, e calmissime nell’altra, hanno dimostrato gravi intolleranze in una, niente nell’altra.
In pochi battiti cardiaci, quindi pochi secondi, i loro occhi passano da nocciola chiaro a nero scuro, o verdi nell’altra versione di se stessi, per poi ripassare alla colorazione precedente quando la fase è passata.
Addirittura alcune cicatrici sono evidentissime in una manifestazione corporea, spariscono nell’altra per poi tornare ad essere evidenti nella prima.
Come fossero stati mnemonici dell’epidermide o del collagene, dei preset che possono essere commutati…

Incredibile, ma è così.

Come se, in effetti, noi fossimo non un essere statico, materico e reale, ma la visione, il tubo catodico di una sintonia e, in caso di cambio canale, la nostra struttura si sintonizzi su un altro canale, molto vicino, adiacente, ma con alcune caratteristiche diverse, per poi tornare al canale precedente al finire della distonia, o, per meglio dire, del cambio di sintonia….del cambio canale….

ma allora….

non siamo qui…qui c’è solo la ricevente. Il nostro ammasso dati, la reale essenza, è in altro luogo…….
Potrebbe essere quindi che se è distrutto, o invecchiato, o rotto il ricevente, la TV…non è che sparisce il palinsesto…da qualche parte c’è ancora tutto….basta ripristrinare la ricevente…. e l’identificativo, l’esatto codice di sintonia….. forse..

A volte parlo di biologia

A volte parlo di biologia o di fisica. Ne traggo spesso paralleli per me enormemente interessanti con altre branche del sapere, come la sociologia o la politica.

Mi interessa la scienza di frontiera. Così come per la fisica dove la quantistica ha ribaltato molti assunti, così in chimica fine, in biologia e quindi anche in medicina.

Una volta stabilito che tutto è collegato con tutto, come dice la quantistica, che tutto tiene memoria di tutto, come dice la chimica fine o l’elettromagnetismo molecolare, così in medicina il dottore che analizzasse gli organi per come separati, non avrebbe nessuna possibilità di fare diagnosi sensate, ancor meno di trovare rimedi vittoriosi; il massimo risultato sarà la cancellazione dei sintomi, cosa che con la guarigione ha rapporto nullo se non controproducente.

Vengo attaccato.

Quando riporto pareri di scienziati di cui ho letto i libri, che parlano dell’intelligenza delle piante, del dna, della saliva o della strapotenza magnetica e comunicativa dei funghi, mi deridono.

“Ma dove hai studiato ?” – “Ma cosa leggi ?” – “In che cosa è laureato lei ? ” con qualche emoticon derisoria.

Non mi offendo. E’ impossibile offendermi.
Mi secca solo perdere tempo e farlo perdere a chi legge, per controbattere o bannare interventi insulsi.

Però è interessante. Perché mi attaccano ? MI ricorda quando parlavo di moneta, di sovranità, di costituzione, di legittimità….. venivo attaccato da chi si era bevuta per anni la narrazione dominante, e mi diceva :” si…adesso creiamo il denaro dal nulla, come a monopoli……”. e ridevano.
Una delle cose più gravi che l’ignorante non sa, è di non sapere. L’ignoranza “vera” non ha nessuna coscienza di se, in altre parole.

Infatti c’è un parallelo ben stringente.

C’è gente che si è abbeverata talmente tanto alla fontana della menzogna, e parlo della politica, o dello scientismo, che odia chi gli dice che le cose sono cambiate.

Che abbiamo scoperto che esiste ben di più, e ben più articolato

La stessa visione newtoniana, la geometria euclidea, la medicina classica allopatica, deleterministica, scientista, sono obsolete, ma loro non lo sanno.

Hanno studiato biologia all’Università magari e quando parlo loro di epigenetica, impazziscono , per esempio. O quando riporto il fatto che il Dna è un’antenna, che non manda solo indicazioni alle proteine, ma ne riceve eccome e si modifica. Quando poi dico che siamo energia, frequenza, non altro, van fuori di testa.

Oso offendere il loro Dio, il Dna. E il loro credo: la materia, e gli unici delegati a evidenziarne i contorni: i numeri.

Invece le cose stanno proprio così e tutti, ma dico proprio tutti i trenta libri che ho letto negli ultimi tre anni concordano pienamente, anche se scritti in luoghi e periodi diversi del tempo e del pianeta e provengano da scienziati e divulgatori di diversissime estrazione e competenze….

Da Eckart Tolle a Erica Poli, da Emilio Del Giudice a Massimo Citro, da Masaru Emoto a Bruce Lipton, da David Bhaerman a Candace Pert, da Vittorio Marchi a Corrado Malanga, da Linne Mc Taggart a Jung a Fritjiof Capra..

Specifichiamo però questi tre termini. Scientismo. determinismo e riduzionismo.

Lo scientismo affligge coloro che pensano che la scienza sappia tutto, sia perfetta e compiuta. Certa e sicura. Ferrea. E abbia raggiunto la perfezione. Le cose stanno così’ e punto.

Il determinista è convinto che, avuta una massa di dati sufficiente, si possa determinare da li in poi, come andranno le cose con esattezza.

Il riduzionista pensa che un organismo complesso sia smontabile in pezzetti piccolissimi di cui a seguire poi saranno svelati i meccanismi, e il sistema nella sua interezza a quel punto non avrà segreti.

Sono idiozie. E la scienza di frontiera lo sta dimostrando, lo sta provando, lo sta verificando con esami, prove in doppio cieco, controprove.

Effetti placebo e nocebo più reali della realtà. Esiste di tutto, ma ne vediamo una porzione minuscola, anzi, vediamo una porzione piccolissima dell’ombra di ciò che ci è dato percepire che è una frazione minima di ciò che c’è.

Siamo in un mondo NON di oggetti, ma di relazioni, addirittura la realtà, quella VERA, è sullo sfondo, e ciò che osserviamo ne è solo la realizzazione olografica della nostra mente, così come lo vogliamo, lo immaginiamo, siamo pressappoco in un sogno…. per lo più.

A molti non piace. Molti hanno paura, molti sono ignoranti davvero.

Credo si questo il motivo per cui mi attaccano.

E c’è dell’altro. La nuova visione dell’epigenetica, del campo, o del campo zero che sto studiando ora, è in conflitto totale con la fase deterministica che caratterizzò il periodo in cui le tesi di Darwin imponevano la loro visione: la selezione naturale spietata e letale sterminava a piè sospinto i “meno adatti”. All’oligarchia latifondista prima, industriale poi, finanziaria ora non parve vero di applicare questa “eugenetica” alle questioni sociali.

Non sembrava loro vero che arrivasse in loro soccorso una scienza che giustificava i loro crimini, e del fatto che miliardi di altri esser senzienti, di cui molti umani, soffrissero, non era più colpa loro: “sei sotto, soffri ? si vede che eri meno adatto. Soffri e zitto”.

Se la competizione è l’unico paradigma e la sua premialità in solido, il denaro, è il nuovo Dio, e se anima , spirito e “al di la” sono aboliti, in effetti, perché farsi tanti problemi ?

Non era così. Non è così.

Non so cos’è l’aldilà, e neanche ho chiare le idee sull’anima e sullo spirito, ma so per certo che quello che vediamo ed esperiamo è poca cosa.

C’è dell’altro, molto altro. Anzi, il grosso è di la della nostra comprensione e visione.
Siamo anima per lo più, siamo qui per esperire ciò che da pura anima non potevamo provare. Credo.
Ecco, forse mi attaccano perché dell’anima non vogliono sentir parlare, come bambini hanno paura del buio…
e invece il buio ce l’hanno dentro, con la loro anima non parlano da anni, e ora ne hanno paura…

E siccome hanno studiato all’università, magari sono anche laureati, non sanno neanche di non sapere.

Io, almeno quello, lo so.

Siamo luce Popp

Siamo luce

Popp

Uno scienziato estremamente meticoloso e fantasioso. Studiava la relazione tra chimica e luce.
Prendeva sostanze le più varie, e le illuminava con ultravioletti, infrarossi, luci del mattino… alogene.
Un giorno aveva scoperto che un idrocarburo estremamente tossico, il benzo (A) pirene, una delle sostanze più cancerogene tra quelle conosciute, esposto alla luce ultravioletta, si comportava in maniera davvero originale: riceveva la luce a una certa frequenza ma la rifletteva, la rimandava a una frequenza assolutamente diversa.
Come se un agente segreto criptasse un segnale dopo averlo intercettato. Fece la stessa prova con una sostanza assolutamente simile, che differiva solo per una legame chimico molto marginale, il benzo (E) pirene, scopri che questa rifletteva la stessa luce che aveva ricevuto, senza variazione alcuna.
Questa seconda sostanza era completamente innocua per l’uomo.
Estremamente incuriosito si mise a giocare con molti elementi chimici e con la luce. Da li a poco era in grado di sapere in anticipo quale sarebbe stato cancerogeno o innocuo solo vedendo quali cambiavano la frequenza della luce in riemissione, e quali no. I secondo erano sempre innocui, i primi, letali.
Questi composti tra l’altro reagivano a una precisa frequenza. , 380 nanometri. Si mise a studiare microbiologia e scopri la “fotoriparazione”. Se si danneggia una cellula, distruggendone il dna anche al 99% tramite esposizione agli ultravioletti, , la si può riparare in un sol giorno, esponendola alla stessa luce, ma di intensità bassissima, una specie di omeopatia luminosa. Nessuno ha ancora capito come ma la cosa funziona ed è comunemente accettata.
Popp indagando scopri che la frequenza migliore per le fotoriparazioni, è proprio di 380 nanometri, proprio quella che i cancerogeni tendono a rimescolare….e variare.
Non poteva essere un caso.
Ma c’era un quesito grande come una casa.
Nei laboratori si esponevano le sostanze alla luce, ma qui si parlava di cellule all’interno del corpo umano.

C’era luce dentro di noi ?
E dove ? Come ?

Quando sottopose l’ipotesi che dentro di noi ci fosse luce, la derisione degli altri scienziati fu generale.

Gli credette sono madame Curie, che però mori poco dopo, poi un certo Ruth, ricercatore dotatissimo, che costruì un fotorivelatore così sensibile da riuscire a contare i fotoni.
La luce c’era. Debolissima, ma c’era, ed era ovunque, e si scoprì che serve addirittura per far si che le molecole comunichino tra loro in tempo reale, tutte insieme, senza aspettare le reazioni chimiche da una alla seguente che farebbero si che per alzare un braccio ci vorrebbero ore e ore.
Era nata la biofotonica.
La cosa strana è che l’emissione di luce è inversamente proporzionale alla complessità ed evoluzione di un sistema biologico. Ma è trasmissibile. Se mangiamo un broccolo, che è molto luminoso, ingeriamo oltre alla chimica, alle vitamine e proteine, anche la luce, che è vera informazione oltre che energia.
Anni dopo nasceva la scienza dell’informazione, dove infatti informazione ed energia sono sinonimi.
In fisica lo erano già luce e energia, quindi l’energia è tutto, e la luce anche.

Da qui si dipanano mille storie, tutte meravigliose, tutte luminose..me le andrò a studiare..

Perché non formiamo una pozzanghera

Come numero di molecole, siamo al 99% acqua.
L’acqua di mare al 96.
Siamo più acqua dell’acqua di mare.

“E perché non formiamo una pozzanghera ?”

Perché siamo “informati”.
Siamo tenuti in forma.
C’è una “informazione” che ci tiene assieme, vivi e vigili…

Siamo composti da 50 trilioni di cellule. Cioè cinquantamila miliardi di cellule.
In ognuna di esse c’è scritto tutto. La storia di come siamo arrivati dal primo essere unicellulare a essere ciò che siamo, è scritta li. Tutta, cinquantamila miliardi di volte….
La catenella ad elica del Dna di ogni cellula, se la svoltolassimo, la stendessimo,, sarebbe lunga un metro e mezzo… se le annodassimo tutte potremmo fare una catenella che va dalla Terra alla Luna centomila volte…. e in più è anche un antenna in grado di fruire di informazioni che sono “nel campo” ma ancora ne sappiamo poco….

Nonostante ciò, tutto il dna di tutte le persone viventi ora, e di tutte le persone mai vissute sulla Terra, starebbe in una tazzina di te……

I semi e la saliva

Le piante dispongono di una intelligenza che travalica ogni nostra comprensione. Se bagnate un seme di una pianta commestibile con la vostra saliva, e lo mettete nella terra, accadrà qualcosa di assolutamente miracoloso.
Il seme leggerà il vostro Dna e strutturerà la propria impronta genetica per diventare un super cibo adatto a compensare ogni richiesta, carenza e deficienza che il vostro Dna avrà segnalato.

Questo è dovuto alla infinita intelligenza del mondo naturale.

I semi e la saliva..

“I semi che, bagnati dalla saliva, modificano la loro struttura genetica per diventare super cibo adattato ai nostri bisogni, carenza, richieste….”

— Che indicazioni sociologiche, scientifiche, etiche, politiche, olistiche se ne possono desumere ?

La prima informazione che se ne può dedurre è che la Natura è competitiva a tratti ma per lo più chi raggiunge il successo sul lungo termine, lo ottiene con la collaborazione.
Le piante, all’apice della loro catena da miliardi di anni, ne mantengono saldamente il comando. Se venisse un alieno sulla Terra, ad onta degli sforzi che profondiamo e dei disastri che ne conseguono, in una visita frettolosa concluderebbe che la Terra è un pianeta prettamente vegetale. I vegetali sono potentissimi e colonizzano in minuti, ore o giorni qualunque landa noi si lasci tranquilla anche per poco. Da un buco, a una grondaia. Nel deserto stesso dopo la pioggia è tutto un fiorire. Semi sono germinati dopo due millenni… Insomma, ai vegetali non verrebbe mai in mente di fabbricare motoseghe o armi atte a distruggere loro stessi o l’ambiente che ne permette vita e prosperità.
Anche gli ambienti più degradati, se abbandonati dall’uomo, diventan verdi e floridi in un lampo….

Anzi…

Hanno fatto e fanno di tutto per far si che l’ambiente possa accogliere loro ma anche specie diverse e addirittura specie diversissime, come gli animali, e infine noi, che poi abbiamo inventato disboscamento e motoseghe e incendi… ma fa niente: E come se le piante sapessero che ad onta di quanto si possa desumere più è larga la base della piramide sulla quale sono assisi loro, i vegetali, più è certa e sicura e proiettabile nel futuro la loro sopravvivenza. La loro eccezionale varietà non teme Homo, sapiens o stultus che sia…. Anzi, la catena trofica che interlaccia scarti animali , ciclo dell’azoto, e bisogni delle piante, e all’inverso la loro capacità di creare ed essere cibo per noi, è quanto di più “razionale” , anzi, “intelligente” si possa creare.

e poi..

la cura di chi ci è a fianco, anche se momentaneamente molesto, è una garanzia per il futuro.

Le piante insomma ci insegnano con questa storia della saliva e un milione d’altre, che la sintonia, la collaborazione, e potremmo dire l’amore, è la base relazionale che l’infinita intelligenza ha deciso esser vigente e vincente. La impone come inevitabile e obbligatoria, pena la dismissione….

Darwin, o meglio, le interpretazioni dei suoi epigoni, tutti pronti a trasferire nel sociale la grande “verità” che l’unica legge è quella del più forte, e che il debole deve soccombere, e che sia giusto così, che l’unica carta giusta per loro sia la competitività, sono sconfitti dai fatti , dalla logica e dalla scienza.
La competitività significa indebolire i sistemi adiacenti, stringere la base della piramide per salire, e infine trovarsi molto in alto, su una cosa stretta stretta…. il capitombolo è inevitabile…e letale.

Infatti…

Siamo strutturati per collaborare ed essere equanimi. Ora ce lo siamo scordati e siamo deboli.

Le piante collaborano con tutti, ecco perché sono al vertice della loro catena da 3 miliardi di anni e sono ovunque, più sane e forti che mai. Circondate da milioni di altri esseri che da loro dipendono ma danno loro cibo ed energia. Una fittissima e infrangibile rete contro ogni caduta….

Noi invece siamo qui da soli duecentomila anni e se dovessi giurare che tra mille, ma anche 500, o 100 anni saremo ancora qui…..la realtà potrebbe incaricarsi di dichiarami spergiuro….

Gli altri siamo noi e le piante lo sanno….

I semi e la saliva……

I semi e la saliva….

Se ne possono dedurre anche altre considerazioni.
Che la località e la territorialità concretano salute.
Quello che mangi, respiri, annusi, ti circonda, parla una lingua conosciuta alle tue cellule. “Parla una lingua” è frase poetica fino a un certo punto: gli scambi chimici tra polipeptidi e molecole all’interno dei nostri sistemi linfatico, immunitario, digestivo, psichico, sono talmente articolati, variati e complessi da poter esser descritti come vere e proprie chiacchierate (cfr. Candace Pert . Molecole d’emozioni)
Quella pianta è salvifica se spontanea, raccolta li, in quel periodo, se ha ricevuto le attenzioni di quell’ape. Coltivarla in grandi pianure in Argentina, raccoglierla ogni due mesi, seccarla e mandarla via DHL in Danimarca magnificandone le caratteristiche salutari, è pornografia.
Ridicolo chi si fa venire la bacca magica dal Tibet , o le ghiande del Perù perchè miracolose: sono miracolose li, gestite da curanderos che sanno cos’è e a cosa serve e come e quando raccoglierla, e come darla e a chi.

“All’inizio fu il verbo”.
Siamo vibrazione.

O risuoniamo o siamo infelici e in difetto di salute.

Un senegalese vive bene in Senegal. con quelle vibrazioni, donne, fiori, cibo, suoni, musica e temperature e acqua, e madre e fratelli e sorelle…
Idem un abitante di Cuzco, o di Ulan Bator….

Siamo memoria, andare in luoghi che non hanno memoria di noi, né noi di loro è foriero di malattia.

Gli stranieri si ammalano.

“Nostos algos”
Dolore del ritorno. “Nostalgia”

La lontananza dalle radici è cancerogena.
Per i vegetali è letale subito, per noi dopo un po’.

Ce lo dice la saliva, ma anche le feci, l’humus, la lingua, – parlata o organo del corpo.
Ce lo dicono i suoni, la luce.
Le barzellette, e i modi di dire….
Le parole e il sapore del mare…
La luce è informazione.
Siamo nati sotto una zona di ionosfera, e sotto una certa angolazione del Sole…. non altre.

Non vale per tutti e non vale sempre: Siamo 7,8 miliardi di diverse versioni di quel prodigio unico e irripetibile di consapevolezza che è un essere umano, ma tutto parla con tutto, e se tutto quello che ci circonda parla un’altra lingua, bisogna esser particolarmente luminosi per sintonizzarci davvero sul tutto, e de-localizzare la nostra consapevolezza su risonanze planetarie o forse oltre…altrimenti la carenza strugge e noi ci si ammala, invece di farci ammaliare dal paradiso…
Ma è roba per pochi.

Per lo più siamo strutturati per un luogo, dove miliardi di miliardi di atomi sono stati nei nostri nonni e nella loro saliva, sono stati nelle eiaculazioni di nostri avi e , chi lo sa, di nostri discendenti; siamo circondati da atomi di cui sono stati parte i quark che ora sono nel libro che leggiamo e che si ricorda di noi, come eravamo o forse , di come saremo, e, se si modifica uno, variano anche tutti gli altri….

Insomma, siamo nati qui.
E c’è un motivo.