No alla farina Manitoba

INTESTINO E LA FARINA MANITOBA

In ogni casa è presente la farina Manitoba e molte famiglie usano la farina Manitoba senza riflettere sugli effetti che la sua alta dose di glutine produce nell’intestino.

La farina Manitoba è ovunque, ci segue ogni volta che mangiamo!Uscire di casa al mattino e fare colazione al bar con una brioche o altra pasticceria composta con farina Manitoba non è una saggia scelta di salute. Oppure possiamo mangiarla con una pizza durante il giorno o con gli amici a cena. E non è una carezza al nostra intestino.FARINA FORTELa farina Manitoba non è adatta all’intestinoE’ una farina di grano tenero (Triticum aestivum) del Nord America. Questo tipo di farina prende il nome dalla zona di produzione dove inizialmente cresceva un grano forte e resistente al freddo: Manitoba, vasta provincia del Canada, che, a sua volta, prende il nome dall’antica tribù Indiana che l’abitava. E’ una farina “forte” (in inglese “strength”) per il elevato contenuto in proteine insolubili (glutenina e gliadina).Per definire la “forza” di una farina si usa il coefficiente “W”: più alto è il valore, più la farina è forte. Una farina debole ha un valore W inferiore a 170 mentre la Manitoba ha un valore W superiore a 350. Attualmente si definiscono come Manitoba tutte le farine con W superiore a 350, qualsiasi sia la zona di produzione e la varietà di grano con la quale viene ottenuta la farina.La caratteristica principale di questa farina è di contenere una grossa quantità di proteine insolubili (glutenina e gliadina) che, a contatto con acqua o altro liquido nella fase d’impasto, produce glutine. Il glutine forma una tenace rete che, negli impasti lievitati trattiene i gas della lievitazione permettendo un notevole sviluppo del prodotto durante la cottura; nel caso delle paste alimentari trattiene invece gli amidi che renderebbero collosa la pasta e permette una cottura al dente.

DOVE SI TROVA

Si trova in confezioni industriali e anche in pacchi per uso domestico.

Molte famiglie usano la farina Manitoba senza riflettere sugli effetti che l’alta dose di glutine produce nell’intestino. In Italia, dove per legge la pasta si può produrre esclusivamente con il grano duro, è adoperata nell’industria della pasta all’uovo. I mulini spesso la adoperano per “tagliare” altre farine, aumentando in questo modo il coefficiente W totale della farina. L’impasto fatto con la Manitoba risulterà più elastico e più forte, adatto per la lavorazione di pane particolare (baguette francese, panettone e pandoro), della pizza, delle ciaccie o torte al formaggio e di particolari paste alimentari, pani speciali.SEITAN e sai…cosa mangi?La Farina Manitoba viene utilizzata anche come base per la preparazione del SEITAN, alimento che viene anche definito come “Carne Vegan”. Consiglio ai vegetariani e alle persone che consumano seitan di riflettere su questa loro scelta alimentare. Il seitan è un concentrato di glutine. Un eccesso di glutine, ripetuto nel tempo, provoca una aggressione ai villi intestinali, che sono le porte attraverso le quali le molecole nutrienti introdotte con la alimentazione entrano o non entrano nel nostro sangue. Il glutine altera in profondità i villi e i microvilli, gli enterociti della mucosa dell’intestino tenue. Con il tempo e con dosi elevate giornaliere di glutine una persona può sviluppare la celiachia con anticorpi positivi al morbo celiavo (anti gliadina, anti endomisio, anti-transglutaminasi) oppure può andare incontro alla sindrome GLUTEN SENSITIVITY (anticorpi negativi ma sintomi della celiachia).

Consiglio di chiedere al proprio fornaio, pasticciere, pizzaiolo …se usa o non usa farina Manitoba.

Se la usa consigliate di smettere l’uso per garantire la salute pubblica.

La salute nasce da un intestino sano.

Buona giornata in salute.

Non sappiamo nulla

Chi studia un po’ di tutto, arriva a una conclusione ben definita: non sappiamo nulla.

Guardando il cielo credevamo quelle lucette fossero buchi nella volta celeste, poi abbiamo capito fossero astri, ora sappiamo che stiamo guardando, praticamente, nel tempo. Però ora sappiamo anche che il 97% di ciò che sappiamo esistere, è materia oscura ed energia oscura. Cioè non sappiamo cos’è.

Se guardiamo nel piccolissimo invece, nelle cellule, leggiamo il Dna. Il prodigioso riassunto di un miliardo di anni di vita arrotolato in un piccolissima spirale, di cui nel nostro corpo abbiamo circa 50mila miliardi di copie. Qualcuno ha calcolato che il dna di tutti gli abitanti del pianeta, e di tutti gli essei umani mai vissuti sul pianeta, entrerebbe in una tazzina di te. Se invece legassimo uno all’altra le 50mila miliardi di spiralette di dna che abbiamo dentro il nostro corpo, in una unica collanina, queste potrebbe andare dalla Terra alla Luna centomila volte. Dopo aver letto tutto il genoma umano però, abbiamo capito a cosa serve, più o meno, il 3% di quello. Il 97% è per noi oggetto oscuro. Non sappiamo a cosa serve né come funziona.

Se guardiamo nell’antro misterioso del nostro cervello, nelle sue interazioni col resto della fisiologia, con l’intestino e col cuore, cercando di capire come questo crei conscio , subconscio o inconscio, il buio è assoluto. Non ne capiamo nulla.

Alla luce di ciò sembrerebbe assolutamente doveroso astenersi da interventi e tentativi di modifica e, comicamente, di miglioramento da parte nostra, di un sistema, la nostra salute per esempio, ma per estensione a tutta la natura: anche una zanzara o un tulipano e milioni di volte più complesso della più complessa cosa che sappiamo fare.

Come si può pensare di modificare in meglio una cosa la tecnologia alla quale soggiace ci è sconosciuta al 99% e palesemente sovrasta di decine di ordini di grandezza la nostra ?
Invece lo facciamo. Con arroganza incredibile ci attribuiamo il potere e asseriamo essere conveniente modificare meccanismi la cui complessità ci surclassa del tutto e gli effetti della modifica dei quali non siamo assolutamente in grado di prevedere.

Perchè ?

Perchè la natura non è brevettabile, le modifiche si.

Una piantina è di tutti, una piantina creata in laboratorio, e i miliardi di piantine che ne deriveranno, sono di chi l’ha brevettata.
Il dna di ognuno il suo, è natura, è libero, è di tutti. Il Dna modificato è di chi l’ha modificato.
Un virus, un batterio, è un incidente, un messaggio che la natura fa girare tra le sue creature, è di tutti e teleonomicamente utile a tutti, un virus creato o ingegnerizzato da alcuni crea gli “utili” di costoro, a danno di tutti gli altri.

Stanno letterealmente brevettando la vita, sostituendosi al creatore.

Un uomo è un episodio unico e irripetibile di consapevolezza. Un uomo col dna modificato è di chi l’ha modificato.

Questa è l’apoteosi dell’economia di predazione; dove si prende una cosa che è di tutti e con una piccola modifica, sicuramente peggiorativa data l’ignoranza sublime del laboratorio in questione rispetto alla sublime intelligenza della natura, la si rende di qualcuno, di una società.
Lei e tutti i suoi discendenti.

Peggio di questa appropriazione predatoria c’è solo l’omologazione che ne consegue.

La diversità è bellezza in estetica, è gusto nel cibo, è salvezza nella comunicazione.

Immaginate di vedere sempre lo stesso viso o quadro, mangiare lo stesso cibo e ricevere sempre lo stesso messaggio. Per sempre.

In biologia la diversità è sinonimo di Vita.

Salvare quella o salvare noi, è la stessa cosa.
Ecco perché, per prima cosa noi dobbiamo essere diversi.

Grazie a Dio, ci riusciamo.
Diversi e connessi.

Ci vogliono omogenei. Perchè ?

Che relazione c’è tra la gendermania, l’immigrazione forzata, i vaccini, i vari pass e la “buonascuola” ?

Apparentemente nessuna.  Forse sfugge.

Invece c’è.

L’idea precisa mi è venuta studiando la fasi critiche di un bruciatore, di un gassificatore rivoluzionario che potrebbe in un sol colpo risolvere i problemi di smaltimento dei rifiuti, senza inquinare, e farmi ricco.   Ce l’ho già, é pronto, collaudato, testato, ecc.

Ma veniamo a noi. 

Secondo Ivan Ilich “l’uomo, per la megamacchina, è materia prima”. E lo vediamo bene. La maggior parte delle transazioni, degli affari, delle quote, degli spostamenti delle merci, delle produzioni, dei documenti, delle certificazioni, delle statistiche, dei numeri, dei contatti, delle risposte, è preparato, compilato e ci viene trasmesso da macchine.  Tutto si sposta e cambia di proprietario anche dieci volte in un ora: navi, container, azioni, aziende, derrate, miniere, terreni….

Tutto si sposta nello spazio fisico e nelle proprietà immateriali in base a decisioni prese da computer, a loro volta ormai programmati da macchine che scrivono flussi e software: Intelligenze artificiali autoapprendenti.    Questa è la mega macchina che manda avanti il mondo: I sistemi elettrici, di approvvigionamento, elettronici, informativi e informatici, i treni, gli orari, gli aerei, le rotte di tutto, dal petrolio al salmone, all’avocado.

In questa bellissima storia, l’uomo non c’è più.

Una piccolissima schiera di uomini e pochissime donne decidono come impostare , a volta la megamacchina, come indirizzarla, gli altri, gli ininfluenti, della megamacchina sono materia prima.

Ma la materia prima delle macchine deve essere omogenea. Sminuzzata, di amalgama certo, di fluidità conosciuta, i parametri della consistenza chimica e fisica assolutamente all’interno di soglie ben precise. Sempre uguale al campione iniziale.  Se in un motore si inserisce un combustibile di cui non conosci le specifiche, densità, propensione all’autodetonazione, temperatura critica, ecc. La macchina funzionerà male , non renderà, produrrà sottoprodotti tossici e a volte esploderà. 

Tutte le operazioni, le tendenze di cui sopra, il gender, l’immigrazione forzata, la guerra alla Russia ora e alle culture in genere sempre, alle identità, la “buonascuola” che sforna somari a più non posso, hanno un fine bem preciso: omologare. Renderci tutti uguali, né proprio bianchi nè proprio neri, né etero ne gay, niente di definito, ne europei ne asiatici, un po’ africani ma sradicati; senza lingua, senza dialetto nonne e tradizioni, senza paese d’origine ne radici, senza relazioni , senza storia. senza consapevolezza di un tempo che fu, senza desideri né reclami, senza diritti nè ricordi di averne avuti, senza cognizioni del passato, immersi in un eterno presente, senza futuro. Senza proprietà, senza casa e per lo più senza famiglia.

Perfetti. Omogenei, fluidi, scorrevoli, conosciuti e misurati fin nell’animo, o quel che ne rimane.

La materia prima perfetta

Ma ……. è i vaccini ?

Colpo di genio quello.

In una sola operazione sono implementate diverse ghiotte occasioni. I vaccini indeboliscono, quindi rendono più malleabile la materia prima, l’ “homo ininfluens”,  Homo ininfluens ora serve meno. Di homo ininfluens ne servono di meno per meglio dire. I vaccini ne riducono  il numero e neanche in maniera indistinta. Gli asiatici già abituati a obbedire e comunque privi di diritti da sempre rimarranno numericamente gli stessi. L’Africa che della parola “diritti” non sa neanche il significato va al raddoppio. Da 1,25 miliardi a 2 miliardi e mezzo.  l’Europa si dimezza.

Non solo.

Il vaccino  serve a ridurre la quantità ora esorbitante di ininfluenti si, ma soprattutto serve a certificarli. Mette in ognuno di loro un misuratore , un PASS, che dice se vanno bene. Per ora dice solo se hanno fatto uno, due, tre o quattro iniezioni prescritte.

A breve  il PASS dirà se vanno bene chimicamente, fiscalmente, economicamente.  

In breve, diranno se siamo conformi alle specifiche che la megamacchina esige.

Come bauxite per l’alluminio, come sabbia per il vetro, come rottami per il ferro, i sistemi di analisi della megamacchina  diranno se serviamo, o se andiamo subito smaltiti.

Prima immersione

Una cosa che mi è successa.

Anni fa. Era il 1992.

Prima immersione con le bombole della mia vita, a Porto Cesareo. Metto muta, pesi, ecc. e vado giù come un sasso. Mi appoggio al fondo, come una tartaruga a pancia in su.

Mi arrampico come un granchio sugli scogli e riemergo; Levo la metà dei pesi. Mi ributto, e rivado giù, però di lato: li avevo tolti tutti da una parte…..!

Nel frattempo l’amico che mi faceva da istruttore se n’era andato: un pazzo. Mi riarrampico, aggiusto i pesi e riparto..Ma non era di questi goffi tentati suicidi che volevo parlare ma di un’altra componente dell’immergersi.

Alla fine raggiungiamo con la barca il luogo dove avviene l’immersione vera, una antica città greca sommersa: ci scambiamo alcuni accordi sui segnali, sulle emergenze, sul GAv, andiamo. Dobbiamo stare un’oretta e un quarto. A pochi metri di profondità, una ventina al massimo.Dopo poco, uno fa il pollice in su: emersione !Gonfio un po’ il Gav e vengo su, e poi domando cosa è successo: “è finito il tempo”.EHHHH !Assurdo. Avrei detto fossero passati al massimo venti minuti, a dir tanto.

Successe poi sempre così, solo che lo sapevo. Una volta a La Digue, col mio amico puffo, che ora non c’è più, decidiamo di uscire attraverso onde che si infrangono sugli scogli, non facile, è tutto bianco, non si vede nulla. Azzardiamo, andiamo.Poi si è subito in nuvole di pesci azzuri elettrici, murene a righe, rincorriamo una tartaruga, rientriamo usando onda lunga e potente….Avrei detto mezz’ora. Erano passate due ore e mezza, imbruniva, sulla spiaggia ci cercavano con un po’ di ansia…I miei orologi interni in acqua si assestano su fondamenti temporali assolutamente diversi.

Torno pesce, anche se imbranato, con un codice temporale lentissimo, acquatico, commuto frequenza. Nel mio Dna da qualche parte c’è scritto che in mezzo a tanta acqua e luce di quel tipo scattano porzioni genetiche di controllo basate su scansione e bioritmo di milioni di anni fa. Questo codice giace nelle pieghe ribonucleiche, sopito, ma sempre pronto ad attivarsi quando qualcosa dice alle mie cellule: sei pesce ! Siamo il frutto commovente e irripetibile di porzioni illimitate di intelligenza, amore e consapevolezza.

Spesso, se non siamo ciechi, la meraviglia attorno a noi viene a ricordarcelo.

Una sola parola: grazie.

Risonanza

Se avessimo studiato gli esperimenti di Emilio del Giudice, Giuliano Preparata e Massimo Citro, e avessimo magari letto “Molecole d’Emozioni” di Candace Pert, sapremmo che elettromagnetismo e chimica fine, sono le due versioni della stessa realtà.

Emilio Del Giudice ricordava un esperimento , assolutamente clamoroso, fatto tra Parigi e Benevento. Parigi: in una provetta da laboratorio che contiene una soluzione A, standard, di amminoacidi casuali, viene immessa uno spezzone di vita, di DNA. Una macchina che si vuole sperimentare, un ricevitore di elettromagnetismo, enormemente sensibile, migliaia di volte più sensibile di quelli in commercio per testare i campi magnetici, viene posto accanto alla provetta. Registra qualcosa. Un segnale. Questo segnale viene inviato a Benevento come ftp. Un file insomma. A Benevento questo file viene inserito in una macchina come quella di Parigi ma in funzione inversa. La metti in “play”. cioè immetti un file e lei trasmette il segnale, debolissimo. A cosa ? A una provetta uguale a quella di Parigi, contenente soluzione “A”, standard, da laboratorio. Il risultato non ha descrizioni possibili: si riforma la catena di amminoacidi, il Dna, della sostanza immessa nella provetta a Parigi. La vita è stata trasformata in un file , trasmessa a grande distanza, e fatta riapparire. Da qui in ppi è possibile, fattibile, tutto: dal teletrasporto ala reincarnazione. La morte è abolita come possibilità

E poi…. Massimo Citro, dopo le esperienze in Giappone con Masaru Emoto, codifica in Italia la terapia frequenziale. Ogni sostanza emette frequenze ben precise. Irradiare con quella frequenza un soggetto, o somministrargli la medicina per via chimica, ha gli stessi effetti. Tranne, ovviamente, i nefasti effetti collaterali e senza i costi di produzione. Una volta trovata la frequenza, si fanno copie a costo zero. Come con le canzoni… Una specie di Napster di Big Pharma….Viene minacciato, è scortato H24, opta per una vita sotto traccia… Ancora..
Candace Pert ha scoperto dopo una vita di studi la “molecola delle emozioni”. Il neuro peptide. L’esatto punto in cui chimica e segnale elettromagnetico si passano il testimone per adattarsi a ricettori precisi e per passare da velocità a precisione della trasmissione. Un po’ come si passa dalla tradizione orale a quella scritta, ai libri.
Chi ha letto queste cose sa che ce ne sono altre diecimila sull’argomento; si può andare nel profondo come si crede.
Costui sa che siamo immersi in un campo di relazioni sofisticatissimo e sottilissimo. Tutte le molecole parlano le une con le altre. Proprio Candace Pert diceva che i peptidi, quando si incontrano, scambiano una tale e variegata serie sempre diversa di messaggi chimici ed elettrochimici, che davvero si può dire che “chiacchierino”. Le molecole scambiano una mole enorme di informazini con i centri “televisivi ” nazionali del corpo,che sono cervello, cuore e intestino. Questi tre centri parlano h24 a cinquantamila miliardi di cellule e a quarantamila miliardi di batteri. Sugli scaffali e sugli oggetti del corpo un miliardi di miliardi di virus assistono silenti, senza vita: oggetti pronti all’uso. Qualcosa tra gli elettrodomestici e la forfora.
Chiunque sa un po’, poco, di queste cose non può rimanere stupito dal fatto che sottoporre questa comunità a una grande mole di segnali dall’esterno, sempre elettromagnetici, di potenza migliaia di volte più potente di quella che usano le molecole per comunicare tra loro, può infastidirle. Le  chiacchierate che queste si scambiano a a 0,00000000001 millivolt metro, saranno disturbate da rumore continuo a 61mila millivolt metro ? Vostro figlio piccolo a cui sussurrate la notte, subirebbe danni dall’essere infilato nelle casse del concerto di Santana a Woodstock ? Fate voi. Quelle frequenze, in che sostanze chimiche si trasformeranno all’interno del nostro corpo ? C’è davvero da stupirsi se le cellule non si capiscano più tra loro, e svluppino strani sistemi di difesa, agglomerato folli. Tumori. Distonie, disbiosi ?
L’uomo si adatta a tutto.
Si adatterà anche questa nuove frequenze, come fece con la spagnola che spagnola non era, ma militare. Come fece per le frequenze radar. Ogni volta muoiono i vecchi, i meno adattabili. I meno “utili” a una specie in senso produttivo.
Potrebbero in teoria rimanere solo i giovani, e questo sarebbe davvero rivoluzionario. I cinquantenni storcono il naso quando sentono che se ne vanno i settantenni e gli ottantenni…. Se la soglia fosse stabilita a trent’anni, credo lo storcerebbero di più…
Davvero l’umanità cambierebbe radicalmente. Davvero sarebbe una nuova umanità. Di fatto.
Ma converrebbe ?
Converrebbe che sparissero tutti i nonni, le nonne,  i papà e le mamme, gli zii ? I contadini, i falegnami, gli artigiani, gli ingegneri, i dottori, i professori, i libri e chi li ha scritti, e soprattutto chi li sa intepretare… le favole, i racconti, la storia, i profumi di un tempo, i solchi e l’aratro…. I semi. La saggezza antica, il fuoco..

La memoria.

…come molecole siamo acqua al 99%.
Perchè non siamo una pozzanghera ?
Per l’informazione che ci tiene assieme.

La memoria.
Senza memoria tormiano pozzanghera, temo.
Torniamo brodo primordiale, per un altro giro.

Questo è venuto male…..

Siamo infanti

Il sistema immunitario di una persona è un agglomerato portentoso e invincibile di intelligenze militari, organi di controllo, coesione e collaborazione diffuse. Trae la sua forza in centinaia di millenni di esperienza e intelligenza incrementale. Può contare sulla conoscenza reciproca e collaborativa di migliaia di miliardi di cellule. Interagiscono tra di loro intestino, sangue, cervello, cuore, sistema endocrino, in un rapporto numerico che corrisponde a milioni di volte le analisi di tutti i laboratori del pianeta, come quantità. Come qualità e sofisticazione il paragone non è neanche pensabile.

Col sistema immunitario a posto, non abbiamo nemici, col sistema immunitario distrutto è nemico tutto. La comunità cellulare che compone il sistema corporeo dell’essere umano è dotata quindi di un apparato di riconoscimento dei nemici e di difesa eccezionalmente validi.

Non altrettanto si può dire della comunità umana.

Questa è ancora bambina. Non riconosce i suoi nemici, non li neutralizza, anzi, li mette a capo delle sue legioni. Sembra incredibile, ma è così.

Tra le cellule del corpo umano vige collaborazione, e tutte cooperano al sostentamento del corpo intero. Alle cellule della comunità umana, agli umani, è stato invece spiegato che devono competere, litigare per i soldi, per un posto, per un parcheggio, per una promozione, per un fatturato, per un bilancio, per una eredità, per un sorpasso, per un minuto, per un furto, per dimostrare che si è qualcuno….per una poltrona, per un ufficio, per una macchina, per un terreno…per un confine.

Con chi ? Con un altro uomo, senza dubbio.

Chi vince ? Messa così, vince il più stronzo. Il più cattivo, che acquisisce potere fino a comandare lui……

La competizione intraspecifica crea una selezione a premialità inversa, che fa avanzare i peggiori.

Immaginate le cellule del corpo umano in competizione tra loro, invece che a collaborare e avrete subito un’idea dello stato di salute che pervaderebbe quel corpo col cuore incazzato coi reni, le ossa stufe di portare tutto, i globuli bianchi in lotta coi rossi…….auguri.

Come comunità umana siamo infanti, piccoli, appena nati, col sistema immunitario ancora incapace di riconoscere i nemici, tutti interni, che ci vogliono distruggere.

Non siamo ancora in grado di armonizzarci.

Siamo strutturati per collaborare, ma l’abbiamo dimenticato e ora siamo deboli. Lottiamo tutto il giorno contro gli altri, ma gli altri siamo noi.T

Tutto sta a indicare che siamo davanti a un salto.

In su, per diventare comunità armonizzata e coesa, collaborativa ed equanime, o nel baratro ?

Sta a tutti noi sta a te.

Speciazione in corso

La speciazione è in corso.

C’è chi cerca finalmente, con fatica e amore di dare senso compiuto alla denominazione “Homo Sapiens” e chi invece, vinto dalla paura, piomba speriamo non definitivamente, in una linea sub umana.

E’ nato Homo Timens

I virus, il sole, l’acqua e la memoria.

I virus, il sole, l’acqua e la memoria.

Il Virus non muore ai raggi solari, perché non è MAI NATO !

I virus, tutti i virus, non hanno vita, metabolismo, programmi, intenzioni, scarti, processi, durata pre programmata. Non avendo vita, non hanno neanche morte, ovviamente.

I virus, chimici, elettrochimici, o informatici che siano, sono spezzoni di informazione. Sono notizie, avvisi. Nello specifico avvisano le cellule di un pericolo. Questo avviso viene chiamato erroneamente “contagio”. Questo avviso se arriva a un sistema, un corpo, una persona, che è già debilitata, impanicata, aggredita da altre patologie in corso può effettivamente essere la goccia che fa traboccare un vaso. E’ come un “occhio, che pioverà”. Può gettare nel panico una persona che ha già freddo, che ha già la polmonite, o che si sente già con l’acqua alla gola, vero o falso che sia. E’ utile invece se stai bene: scegli le scarpe giuste….

Quando diciamo che “al sole il virus muore” compiamo una operazione di semplificazione linguistica.Il Sole è la fonte prima di energia del pianeta come tutti sanno, forse anche i vaccinisti, ma è anche la fonte prima di informazione del pianeta, ben più di Reuters e Associated Press. Il sole informa, METTE IN FORMA le molecole. Ricostruisce i segnali elettromagnetici e può ricostruire da capo perfettamente una cellula distrutta al 99%, sfruttando sofisticatissime ridondanze frattali del campo di interferenza. Uno spezzone di informazione spuria, un esosoma, il virus quindi, viene travolto da questo reset solare di informazione in pochi secondi. Un batterio, per inciso, al Sole dura poco di più.

L’umidità , l’acqua quindi, essendo memoria *, tende invece ad allungare i tempi di permanenza delle informazioni, degli avvisi, quindi dei virus e dei batteri.

Siamo i figli della sapiente alternanza di Sole, che è energia e informazione, e acqua, che è Memoria.

Immergiamoci più spesso nell’uno e nell’altra.

Allora si che allora, probabilmente, andrà tutto bene.———————————————————————-

* anche qui una semplificazione linguistica. L’acqua NON E’ memoria. La corretta formulazione è: l’acqua ha la caratteristica di formare il perfetto campo elettromagnetico di background atto a permettere la “sintonia” dei richiami molecolari da segnale univoco. L’acqua forma un campo elettromagnetico con frequenza specifica atta a far reagire SOLO un tipo di molecola. Avvenuta la reazione chimica solo tra le molecole “chiamate a farlo” da quella specifica situazione elettromagnetica, cambierà l’energia base del campo di background, e quindi la sua frequenza. Allora verranno chiamate a reagire altre molecole, e solo quelle. La differenza tra reazioni casuali tra tutte le molecole tipiche del brodo primordiale e la nascita della vita, organizzata, è simile alla differenza tra il brusio di una folla, o del traffico, e la meraviglia sinfonica di una bella orchestra: ogni componente è chiamata a reagire solo in quel momento, con quello spartito e con quegli strumenti in quella meravigliosa musica di cui l’acqua è direttore d’orchestra e il Sole, se vogliamo rimanere nella metafora, scrisse lo Spartito eoni fa.

I popoli antichi che veneravano il Sole non erano scemi.

Guardavano in alto.Tutto li.

Avete smesso di vivere per paura di morire.

I vecchi li stanno facendo morire da soli nei cronicari.

AI bambini hanno ordinato di iniettare formaldeide, alluminio , mercurio e feti frullati.

VI hanno levato i soldi, il lavoro, la tranquillità, le passeggiate, la libertà. l’italia la stanno svendendo pezzo pezzo.

Interi comparti stanno sparendo e voi siete paralizzati, terrorizzati da un virus che non c’è, non uccide nessuno; è un’influenza che uccide meno degli anni scorsi.

Si sa tutto, i dati sono sotto i vostri occhi ma non li guardate….Perchè non leggete nulla, non sapete niente, non capite un cazzo.

Vi mettete la mascherina, non uscite più, sperando che nessuno venga a trovarvi…. mentre attorno a voi sparisce tutto…..

Avete smesso di vivere per paura di morire.

La mia tesi sul Covid

Questa cosa che scrissi un anno fa, ora getta luce nuova su cosa è accaduto in questi mesi….

Genetica, varianza e Cairns

Premessa: La scoperta del Dna ha rivoluzionato la biologia. Mattoncini intercambiabili, semplici ma dalle sterminate possibili combinazioni, erano finalmente stati decodificati: con quelli era fatto tutto il vivente, dal cammelli ai rododendri, dalle aquile ai funghi. In queste elichette erano tutte le informazioni atte a far si che noi, per lo più fatti di acqua, non si formi una pozzanghera, ma quell’incredibile agglutinato di meraviglia consapevole che potenzialmente siamo, ad onta di certe scemenze che spesso compiamo.

Ognuna delle nostre 50 mila miliardi di cellule ne contiene una, identica, in una ridondanza fantastica. In questa scoperta, o meglio, nella fede cieca in questo assunto, risiede una conseguenza: Tutto è già determinato. Scritto.

Nel nostro DNA c’è chi siamo, chi saremo, cosa faremo, come moriremo, o quasi, come saranno i nostri figli e il nostro lavoro, ecc. Che malattie avremo, che fisico, che occhi e di che colore, ecc.ecc. Vale per noi, per un gabbiano, per un amanita muscaria, per un garofano.

E la varianza ? L’assunto è che il sistema di trascrizione del carattere genetico abbia sempre qualche piccolo errore di “fotocopiatura”. Hai visto mai, questo errore crea, per una botta di fortuna, un discendente un po’ più adatto del genitore a sopravvivere in un ambiente magari mutato. Bingo ! .Costui farà figli con più probabilità, questi erediteranno i suoi caratteri, che saranno riconosciuti come quelli “vincenti” fino a nuovo trauma, o “reset”.

Bene. Capito tutto. Era nata la genetica.

Questo era accettato…..Tutti felici e convinti.Era nata la genetica. Ci si mette a misurare. Si attua il progetto genoma. Vista la complessità dell’uomo rispetto, che so, a un lombrico, che ha 20.000 geni, nell’uomo ce ne aspettavamo almeno centomila. Ecchediamine…Invece ne troviamo pochi di più. 24 mila. Strano….Siamo un lombrico +iva…. E poi, facendo i conti, a forza di piccoli errori, per lo più destinati a sparire o a far decedere il candidato alla selezione naturale, anche un miliardo di anni sembra poco per raggiungere quel grado di ipersofisticata complessità e intelligenza che contraddistingue la nostra fisiologia……mah …va a sapere.

Poi, uno scienziato, tale Cairns, scopre una cosa interessante, che si rivelerà rivoluzionaria, e spiega tutto…In un esperimento alcuni batteri, sottoposti a stress, inducono nel loro stesso dna, nella zona interessata alle condizioni di stress, una serie grandissima e continua di “errori” di trascrizione. Sono casuali le risultanze degli errori, ma per nulla casuali la zona del dna interessata e la frequenza degli errori. Questa si intensifica finché lo stress non si riduce, o per la sua cessazione o per la maggior adattabilità degli spezzoni “errati” alla situazione che precedentemente era di stress e ora non più. In questo caso il nuovo spezzone vien preso per buono e inserito come nuovo pezzo di dna al posto di quello vecchio, e la nuova cellula, adattata è pronta, sia ad affrontare le nuove situazioni sia a riprodursi trasmettendo ovviamente a quel punto, a tutte le generazioni successive, il nuovo carattere.

E’ nata l’epigenetica avanzata. Abbiamo si, quindi una serie di mattoncini, che in realtà sono moduli comportamentali, “behavior pattern”, ma la loro concatenazione, attivazione, arriva dalla membrana, vero cervello cellulare. Il dna è una grandissima scatola di Lego, ma come montarli, questi mattoncini, cosa farci, cosa crearci, è scritto dalla membrana, che riceve segnali dalle altre 50 mila miliardi di cellule, che attraverso una rete di relazioni dalla complessità sconvolgente, comunicano tra loro H24, e ricevono segnali e indicazioni dall’esterno, dall’ambiente, dal cervello, dall’intestino, dal cuore, dal sistema immunitario, dalle librerie dati di tutto ciò che abbiamo pensato, da tutte le sostanze che abbiamo toccato , da tutte le idee che abbiamo avuto…..gira la testa. E tutto ciò tocchiamo, respiriamo, pensiamo, amiamo, non solo è influenzato dal Dna, ma influenza il Dna. Il canale comunicativo è biunivoco. Il dna stesso viene modificato da ciò che facciamo e pensiamo,e passeremo ai nostri discendenti tutto ciò che abbiamo ereditato si, ma anche ciò che siamo stati noi, con quelle piccole modifiche che il nostro sistema ha immesso….

Siamo, quindi, una volta ancora, autori del nostro destino, del nostro grande grande mosaico il di cui sono pronte le tessere ma il cui disegno dipende da noi. Da quanta “testa” ci metteremo nel disegnare la nostra vita, e soprattutto, da quanto e come avremo usato la nostra antenna più potente.Il Cuore.-—————————————————–

Ora, siamo in era Covid. Si cerca questo virus, non si sa dove, né come faccia a far danni, se li faccia né perché, ne come…Si sa solo che è un pezzo di Rna…. Cairns ci diceva che quando c’è una forte fonte di stress, le cellule cominciano a autoinfliggersi veloci e continue variazioni genetiche nella zona interessata allo stress, ESPELLENDO spezzoni di Rna, per prenderne di modificati……Ed ecco che torna tutto.La somma di particolati, vaccinazioni a tappeto e 5g hanno inflitto alle cellule dei padani per lo più, una grande quantità di stress. Queste hanno espulso quantità di frammenti di RNA cercando variazioni salvifiche. Ecco cosa abbiamo trovato. Frammenti .

Erano macerie del crollo, non la causa.

Così sembra logico a me, e questo vorrebbe dir poco, ma lo diceva anche Steiner, che su vaccinazioni e inquinamento elettromagnetico era categorico; e il suo pensiero ha tutt’altro peso.–

“E ….della parola “contagio” che ne facciamo? “come si inquadra ? Traducendola in “avviso”.”Allarme”. L’avviso che le Jacarande attaccate dalle GIraffe mandano a quelle vicine affinchè si premuniscano di spine.L'”allarmi” salvifico che le cellule tutte mandano a quelle di prossimità affinché predispongano adeguati sistemi di difesa da aggressori che sono stati identificati, ed è stato identificata la zona di Dna interessata alle soluzioni possibili…. “Ti mando lo stampino per fartela” -… “Ti mando lo spezzone di RNA” …Solo che….Se mando un avviso di allerta che faccia scattare tutta una serie di piccole rivoluzioni immunitario/endocrine a un sistema che già sta lottando contro particolati estensivi (pianura padana) e contro aggressori variegatissimi (leggete il contenuto dei vaccini delle vaccinazioni di massa in zona) il sistema immunitario va nel panico. Di colpo ha venti nemici. Di tipo diversissimo provenienti da fonti inusitate. In biologia non è previsto.La reazione è scomposta.Si rompono i vasi sanguigni dei polmoni: tecnicamente si chiama tromboembolia.

Qui si ferma la biologia e inizia la geostrategia e la criminalità MOLTO organizzata.– OMS dice essere Polmonite interstiziale e come tale vada curata: Intubati, muoiono tutti. Quasi. 9 su 10.

Fortemente sconsigliate le autopsie.

Perse le cartelle.

Inceneriti i corpi.Da qui in poi è Storia. .Riassumo..

Non si fermeranno finché non li fermeremo.

Hai figli ? Pensaci.