Ig Farben Naziglobe

La IG Farben , tedesca vernici, fu un conglomerato di aziende tedesche formato nel 1925, alcune delle quali attive sin dalla I guerra mondiale. Prima della prima guerra mondiale, le aziende tedesche produttrici di coloranti per tessuti avevano praticamente il monopolio del mercato mondiale, che persero durante il conflitto.

Una soluzione per riottenere questo primato fu quella di effettuare una grossa fusione.

La fondazione della IG Farben fu una reazione alla sconfitta della Germania nel primo conflitto mondiale, detenne un monopolio quasi totale sulla produzione chimica durante il periodo della Germania Nazista. L’azienda chimica tedesca fu il cuore finanziario del regime di Hitler e durante la Shoah fu la principale fornitrice al governo tedesco dello Zyklon-B, l’insetticida e topicida utilizzato nelle camere a gas dei lager. La IG Farben fu anche una delle società che più richiesero deportati come schiavi per le loro fabbriche (in particolare nel Campo di lavoro di Monowitz, del tutto consapevoli della barbarie in atto) cavie per esperimenti e test di medicinali di vario genere, per mezzo dei quali furono inventati il gas nervino, il metadone e altre sostanze (specialmente a opera della Bayer, una delle società costitutive).

Il ruolo nella seconda guerra mondiale

Nel 1941, un’inchiesta negli USA svelò un matrimonio tra l’americana Standard Oil Co. Di Rockefeller e la IG Farben. Inoltre, fornì nuove prove a riguardo di complessi accordi su prezzi e commercializzazione tra la DuPont, uno dei suoi maggiori investitori e produttore di carburante, la U.S. Industrial Alcohol Co. e la loro sussidiaria, Cuba Distilling Co. L’inchiesta venne infine abbandonata, come dozzine di altre riguardanti diverse industrie, a causa della necessità di ottenere il supporto dell’industria nello sforzo bellico. Comunque, i principali dirigenti di molte compagnie petrolifere accettarono di dimettersi e le partecipazioni azionarie delle compagnie petrolifere in società produttrici di melasse vennero vendute come parte di un compromesso.

La IG Farben nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica dell’epoca, utilizzando la manodopera del vicino campo di concentramento. Si trattava di un impianto sito ad Auschwitz per la produzione di petrolio sintetico e di gomma (detta Buna) a partire dal carbone. Questo fatto segnò l’inizio dell’attività delle SS e dei campi di Auschwitz durante la Shoah[1]. Nel 1944 questa fabbrica faceva uso di 83.000 deportati.
L’insetticida Zyklon B, del quale la IG Farben deteneva il brevetto, e che veniva usato nelle camere a gas per gli omicidi di massa, era fabbricato dalla Degesch (Deutsche Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung), una società posseduta al 42,2% dalla IG Farben e che aveva manager della IG Farben nel suo consiglio di amministrazione.

Gli anni successivi

A causa della gravità dei crimini di guerra commessi dalla IG Farben nel corso della II guerra mondiale e dell’ampio coinvolgimento della direzione nelle atrocità naziste, la compagnia fu ritenuta troppo corrotta per continuare ad esistere e pertanto gli alleati considerarono l’ipotesi di confiscarne tutti i beni e chiuderla. Invece fu dovisa in quattro società: Agfa, BASF e Bayer, e Hoechst che poi si è fusa con la francese Rhône-Poulenc, dando vita alla Sanofi Aventis, con sede a Strasburgo, in Francia. Sanofi Aventis ha ora in Italia la delega ai capitolati prpocedurali sia nei Tirage che nelle Università. Decide i protocolli in pratica. La Bayer poi inventò l’eroina per i soldati in Vietnam mentre la Dupont creava l’agente defoliante Orange (Glifosato), Dupont è po doventata Monsanto. Ora Bayer ha comprato Monsanto dando vita a Bayer Monsanto.

Dei 24 consiglieri della IG Farben indiziati nel cosiddetto processo all’IG Farben (1947-1948), davanti a un tribunale militare statunitense al Processo di Norimberga, 13 vennero condannati alla prigione con pene dai 6 mesi agli otto anni, 10 furono assolti ed uno rilasciato per motivi di salute. I 13 responsabili della IG Farben condannati furono dichiarati colpevoli di complicità di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati, grazie alla mediazione dell’ex-ministro delle Finanze Schacht, e negli anni successivi tornarono ad essere attivi nell’economia tedesca.[senza fonte]

Dopo l’Olocausto, la IG Farben ha partecipato a progetti americani per la creazione di agenti chimici per l’uso bellico. Fondò la Chemagrow Corporation a Kansas City, Missouri, che impiegava specialisti tedeschi e americani per conto dell’U.S. Army Chemical Corps. Il dottor Otto Bayer coprì la posizione di direttore della ricerca della IG Farben, dove sviluppò e testò numerose armi chimiche insieme al dott. Gerhard Schrader.

Secondo The Crime and Punishment of I.G. Farben, di Joseph Borkin, la IG Farben, prima della guerra, strinse degli accordi segreti con i maggiori vertici delle forze armate americane perché non fossero bombardati i suoi stabilimenti in Germania[2]. Alla fine della guerra, il 93% delle fabbriche non era stato bombardato[iperbole che contrasta con la totalità degli eventi militari post-1941].

La Farben controllava una holding, la IG America, fondata nel 1926 per gestire le attività americane della tedesca IG Farben.

Membri del suo Direttivo: Edsel Ford, Charles Mitchell (Rockfeller Bank), Walt Teagle (Presidente di Standard Oil), Paul Warburg , capo della Federal Reserve), Herman Metz, direttore della Bank of Manhattan. Direttore era Max Warburg, fratello di Paul. Warburg in origine Del Banco, ebrei di Padova.

2 risposte a “Ig Farben Naziglobe”

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