Prima immersione

Una cosa che mi è successa.

Anni fa. Era il 1992.

Prima immersione con le bombole della mia vita, a Porto Cesareo. Metto muta, pesi, ecc. e vado giù come un sasso. Mi appoggio al fondo, come una tartaruga a pancia in su.

Mi arrampico come un granchio sugli scogli e riemergo; Levo la metà dei pesi. Mi ributto, e rivado giù, però di lato: li avevo tolti tutti da una parte…..!

Nel frattempo l’amico che mi faceva da istruttore se n’era andato: un pazzo. Mi riarrampico, aggiusto i pesi e riparto..Ma non era di questi goffi tentati suicidi che volevo parlare ma di un’altra componente dell’immergersi.

Alla fine raggiungiamo con la barca il luogo dove avviene l’immersione vera, una antica città greca sommersa: ci scambiamo alcuni accordi sui segnali, sulle emergenze, sul GAv, andiamo. Dobbiamo stare un’oretta e un quarto. A pochi metri di profondità, una ventina al massimo.Dopo poco, uno fa il pollice in su: emersione !Gonfio un po’ il Gav e vengo su, e poi domando cosa è successo: “è finito il tempo”.EHHHH !Assurdo. Avrei detto fossero passati al massimo venti minuti, a dir tanto.

Successe poi sempre così, solo che lo sapevo. Una volta a La Digue, col mio amico puffo, che ora non c’è più, decidiamo di uscire attraverso onde che si infrangono sugli scogli, non facile, è tutto bianco, non si vede nulla. Azzardiamo, andiamo.Poi si è subito in nuvole di pesci azzuri elettrici, murene a righe, rincorriamo una tartaruga, rientriamo usando onda lunga e potente….Avrei detto mezz’ora. Erano passate due ore e mezza, imbruniva, sulla spiaggia ci cercavano con un po’ di ansia…I miei orologi interni in acqua si assestano su fondamenti temporali assolutamente diversi.

Torno pesce, anche se imbranato, con un codice temporale lentissimo, acquatico, commuto frequenza. Nel mio Dna da qualche parte c’è scritto che in mezzo a tanta acqua e luce di quel tipo scattano porzioni genetiche di controllo basate su scansione e bioritmo di milioni di anni fa. Questo codice giace nelle pieghe ribonucleiche, sopito, ma sempre pronto ad attivarsi quando qualcosa dice alle mie cellule: sei pesce ! Siamo il frutto commovente e irripetibile di porzioni illimitate di intelligenza, amore e consapevolezza.

Spesso, se non siamo ciechi, la meraviglia attorno a noi viene a ricordarcelo.

Una sola parola: grazie.

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