…Occhio !

L’unione di “senza contante” e di 5g collegato a telecamere a riconoscimento facciale, tecnologia già presente in Cina, prefigura scenari davvero da incubo.

Il controllo da parte del potere, e dei ricchi che dietro al Potere stanno, sarà totale. Potranno confinarvi e punirvi se uscite da una certa zona di confinamento che potrà essere la regione, la città, il condominio.Sarete esseri autorizzati alla spesa e all’esistenza sociale all’interno di quel recinto. Recinto geografico o di regole. Al di fuori di quel recinto o di quella “cella” 5g, sarete automaticamente ricercati e catturati in un baleno, o semplicemente i vostri diritti, cioè il vostro portafoglio digitale sarà valido SOLO nel recinto. Recinto di zona o recinto di certe cose acquistabili, altre no. Potrete essere dichiarato da remoto cittadino di serie A,B.C, fino alla Zeta, che corrisponde a “abbattetelo”. E un drone vi terminerà.

Pensate sia assurdo ?

Pensate a quante cose stanno accadendo che vi sarebbero sembrate assolutamente assurde solo sei mesi fa. Il potere delle grandi aziende del Big Data, come Google, Amazon e Facebook, sarà spropositato. Sapranno dove siete sempre, dove comprate ma col chip sottocutaneo sapranno dove siete stati attenti, davanti a che vetrina vi siete emozionati o infastiditi. La pubblicità o gli ordini che vi verranno impartiti, o i relativi divieti, si baseranno su questa sterminata riserva di informazioni che sarà molto superiore agli stessi vostri ricordi. Già ora con la TV e gli algoritmi che vi soggiaciono riescono a farvi fare con le buone pressoché tutto. Sparirà “con le buone”. Sarete solo oggetti elettronici, terminali di una mega macchina pilotata da sopra in cui la vostra libertà sarà la stessa di una macchina filo guidata con cui giocavate da piccoli.Ma non sarà così per tutti. Con questo livello di interconnessione e di efficienza alla mega macchina servono al mondo non più di 500milioni /un miliardo di unità. Dico “unità perché per “esseri umani” ero solito intendere essere senzienti e creativi. Quindi questo piano di degradazione da umano a sub umano, cioè a robottino biologico, riguarda al massimo un miliardo di umani. Per gli altri, inutili e inessenziali, è prevista la dismissione nel grande campo rottami della Storia. Un processo, questa dismissione, facilmente ottenibile con pandemia indotte da vaccinazioni estensive e campi elettromagnetici onnipresenti. In quest’ottica i primi a esser “fulminati ” devono essere i vecchi: non producono e sono anzi, i depositari di come le cose erano. Di quando l’uomo era uomo, la donna donna, i bambini sacri come il suolo e i ricordi: pericolosi ed inutili quindi VIA ! Poi i bambini. Innocui apparentemente ma collante di unioni, quelle famigliari che sono le più ostiche ad esser infrante in quanto biologicamente e affettivamente le più resistenti. E poi, meno bambini ora, vuol dire meno umani poi, e il numero si assottiglia già verso la riduzione voluta e prevista.

Pandemie e vaccinazioni infantili sono perfette a tal fine.

Vengono attaccate da Big Media al completo, la maternità. la coppia etero, la famiglia, l’integrità, il genere, la procreazione, la diversità. I genitori.

E allora: il soggetto POLITICO che sogno e che voglio avrà al centro la famiglia, i bambini, il futuro, se serve attraverso la frugalità, il suolo , la terra e i fiori, l’agricoltura quindi, la cultura, la resilienza e l’autonomia. Per questo lo definireste di destra ? Va bene, Allora sarò di destra.

Avrà una totale attenzione all’equità, al sociale, ai soldi e alla giustizia. “La ricchezza spropositata di pochi non può che creare la schiavitù dei molti” sapevano già nel 500 a.c. ad Atene. E le cose non sono cambiate. Vita dignitosa per tutti, e proibizione di accumulo oltre certe soglie. Questo vuol dire esser di sinistra ? Ve bene. Sarò di sinistra.

Dovranno essere assolutamente Comuni la proprietà di assetti strategici e MAi privatizzabili, come sanità, luce, acqua, terreni oltre certe dimensioni, strutture di telecomunicazioni, autostradali e ferroviarie.Questo vuol dire esser comunista ? Va bene. Sarò comunista.

Al centro ci sarà l’interesse comune e solo quello. I grandi ricchi saranno soggetti a rischio e sorvegliati speciali, non i divergenti. Al centro ci saranno le persone a partire da quelle deboli, i vecchi e i bambini. Al centro ci sarà la felicità media diffusa. Questo vuol dire esser di centro ? Va bene. Sarò di centro.

Attiviamoci fin d’ora a tal fine.

Ognuno come sa, ognuno come può.

Questo noi lo dobbiamo a noi stessi. Ai nostri figli e al paese più bello del mondo.

Il nostro.

yesahel: il mio angelo. Sono io.

Yeyazel, angelo 40, dei nati fra il 9 e il 13 ottobre

Yeyazel, o Yeyalel, o Yeyaze’el, è il 40esimo Soffio e l’ottavo, e ultimo, raggio angelico nel Coro marziano degli Angeli Potestà, nel quale amministra le energie lunari. Il suo elemento è l’Aria; ha domicilio Zodiacale dallo 15° al 20° della Bilancia ed è l’Angelo Custode dei nati dal 9 al 13 ottobre.
I 6 Angeli Custodi della Bilancia sono potenze che collettivamente fanno dei loro nati persone sensibili e altruiste, equilibrate e con un profondo senso della giustizia; spesso intimamente volte al sapere metafisico. Amanti della Bellezza e dell’arte, sono affascinanti e istintivamente impegnati nella ricerca dell’armonia per sé e per gli altri.Il nome di Yeyazel significa “Dio che rallegra”

Il dono dispensato da Yeyazel è la GIOIA, o il CONFORTO.Questo Angelo offre il dono dell’impulso a una reazione benefica in chi si trova annientato dagli eventi. Dice Haziel che la sua azione fa penetrare l’energia marziana del suo Arcangelo all’interno dell’energia lunare, per “liberare i prigionieri che sono in essa”. L’energia della Luna è infatti il riflesso di altre energie cosmiche che vi sono trattenute, e perciò si può dire che vi sono imprigionate; allo stesso tempo, impregnandola delle proprie energie, queste altre fonti ne occupano lo spazio; cioè tengono a loro volta “prigioniera” la Luna stessa. Ma tramite l’energia lunare di Yeyazel le energie marziane del Coro delle Potestà vi irrompono per liberare ogni cosa. Non per niente il Testo Tradizionale spiega che questo angelo può liberare da tutto ciò che ci tiranneggia, ci vessa, ci opprime, ci perseguita, ci inquieta, ci preoccupa; come una sorta di Zorro liberatore. In quanto lunare, egli ha potere su tutto ciò che è immagine e immaginazione: dunque sull’editoria, sui dischi, sulla stampa, sulla radio, sulla televisione e sul cinema; e naturalmente sull’acqua e sul mondo dell’inconscio. Attraverso questo Angelo l’energia lunare produce il sale; per risonanza, se lo invocheranno, i suoi protetti potranno avere una vita piena di interessi; tuttavia sarà sempre primaria la dimensione intima. Dice Haziel che Yeyazael impone la rettitudine nel Mondo dei Sentimenti, e di conseguenza nei Sentimenti che animano la persona. La materia utilizzata dall’individuo per la formazione del suo Io-sentimentale comporterà un elemento restrittivo, che tuttavia non le impedirà di agire (in campo sentimentale) in piena e totale libertà. D’istinto, la persona capirà che non può fare tutto, che occorre evitare certi piaceri, pur non sapendone esattamente il motivo; l’influenza dell’angelo spinge a dominare le proprie emozioni. Yeyazel influenza operativamente tutto ciò che determina il prodursi delle emozioni: la madre, la casa, il focolare domestico, l’ambiente specificamente familiare. E’ presumibile che queste fonti emotive coomportino anche un certo rigore, una certa austerità, per definire fino in fondo l’ordine interiore dell’individuo (forse trasgredito in una vita precedente). Per una donna, elemento essenziale sarà la madre; per un uomo il ruolo capitale lo avrà la moglie. Sotto l’influenza di Yeyazel le donne diventano eccellenti colonne della vita familiare, così come (se dominerà l’energia contraria) verranno proprio da relazioni familiari i peggiori dispiaceri.Riguardo al trigramma della radice del Nome, la prima lettera yod (mano) proviene da: “l’Angelo di Dio che stava davanti al campo di Israele si mosse e si mise dietro di loro” (Esodo 14, 19). La seconda yod da: “questa nube era tenebrosa da un lato, dall’altro rischiarava la notte” (Es. 14, 20). La zayin (sciabola), da: “e l’Eterno ritirò il mare con forte vento da Oriente” (Es. 14, 21). Il rebus formato dalle tre lettere chiave nel Nome del tuo Angelo, in relazione alle loro origini, dà l’immagine del sentimento della liberazione. Per questo Yeyazel è considerato l’angelo che aiuta e ispira gli artisti e gli scrittori, e anche l’angelo del perfezionamento.  Yeyazel secondo SibaldiDice Sibaldi che nel Nome di Yeyaze’el, la yod (che è il geroglifico dell’attenzione estroversa, del dito che indica, della visibilità, del manifestarsi concreto e durevole) è addirittura raddoppiata e seguita da una Z, il geroglifico del mirare dritto a un obiettivo: il Nome raffigura dunque un insopprimibile desiderio di creare (o di crearsi), di far apparire (o di apparire), e una magnifica determinazione nel seguire il proprio talento. Suggerisce dunque di pensare proprio all’energia di questo angelo, tutte le volte che si desidera compiere  qualcosa di bello, che piaccia a moltissimi, per chiedergli il coraggio (la Z), senza cui la creatività rischia di disperdersi, di ripiegarsi su se stessa. E in effetti il significato nascosto nella radice yod-yod-zain è: molti, troppi sono gli scopi a cui miro.
Sibaldi fa dunque l’esempio di Don Chisciotte, in cui lo Yeyaze’el Miguel De Cervantes raffigurò pressoché tutte le caratteristiche i questo angelo: la grande energia, gli ancor più grandi ideali, e al tempo stesso lo smarrimento, il segreto timore di tanta grandezza interiore: un timore in cui matura l’ancor più segreta voglia di non riuscire, l’attrazione per ogni sorta di ostacoli e nemici che blocchino la via, e la ricerca di lacci anche interiori, di debolezze personali da ingigantire, perché l’impulso a trasformare gli ideali in azioni ne venga smorzato il più a lungo possibile. Non per niente Don Chisciotte è sulla cinquantina(cioè già vecchio, per l’epoca), quando finalmente decide di diventare un cavaliere errante. Lo tengano presente i suoi fratelli d’Angelo: non rimandino troppo di contare sulle considerevoli doti di cui certamente dispongono. E sappiano che, quando finalmente decidono, devono ancora fare i conti con i pericoli generati dal timore di sé: la propensione – in alcuni quasi irresistibile – a legarsi appassionatamente a persone sbagliate, come a Dulcinee insensate. E l’ansia, sempre controproduttiva, di ricevere l’approvazione di molti, e al tempo stesso il suo contrario, disastroso anch’esso: la sensazione di essere individui eccezionali e appunto perciò tali da dover risultare incomprensibili ai più. Può derivarne l’incapacità, da un lato, di riposarsi e, dall’altro, di ascoltare consigli. E’ per questa via che finiscono con il battersi contro mulini a vento da cui restano sconfitti, e di sconfitta in sconfitta approdano a una cupa rassegnazione, in cui ricapitolano gli errori commessi per dedurne soltanto che il mondo non è un buon posto per realizzare i sogni. Cosa in un certo senso vera, per tutti gli Yeyaze’el, se per “mondo” si intendono le possibilità che possono offrire loro le professioni banali e consuete, dove non c’è spazio per la loro meravigliosa personalità. Devono puntare altrove: a essere dei Cervantes, invece che dei Chisciotte! Devono guardare a professioni in cui usare il più liberamente e audacemente possibile la loro creatività. La loro mente ha percorsi troppo vasti ed elaborati perché riesca a esprimersi, o comunque a trovare una collocazione, entro le strutture già esistenti; deve produrne di nuove: i loro campi sono l’arte e la scienza, se si tratta di ricerca d’avanguardia o di rivoluzionarie invenzioni. E lì anche gli aspetti più eccessivi del loro carattere possono servire da ottimo materiale di costruzione: la troppo stretta coesione di ragione e sentimento (una rovina per Chisciotte), in arte si rivela invece il più delle volte una benedizione, la condizione stessa dell’intensità dell’immaginazione. Ne sapevano qualcosa gli Yeyaze’el Antoine Watteau, Giuseppe Verdi, Montale e Pavarotti. Meglio che non puntino a esistenze regolari, né alle forme di felicità di cui la maggioranza si accontenta, perché in realtà non è quello che vogliono davvero: la prudenza, la modestia e la ragionevolezza, l’amore, l’amicizia nella media non rispecchiano le loro esigenze. Ciò che per altri è un pregio o buona educazione, per loro è un limite. Ciò che è normale per i più (un po’ di razionale egoismo, un po’ di tranquilla routine, un po’ di conflitti tradizionali con genitori, coniugi e figli) è per loro un nemico fatale. Viceversa, quel che ad altri può apparire un difetto diviene, per gli Yeyaze’el che hanno fiducia nel loro talento, una condizione operativa: il ritenersi fuori norma, incommensurabili, per esempio, dà loro la forza di osare; il non accettare consigli è solo riflesso della loro autonomia e della loro originalità creativa (che ne sarebbe stato di Verdi, o magari dello Yeyaze’el Harold Pinter, se avessero dato retta a qualche cauto contemporaneo più anziano?). Perfino la mancanza di equilibrio, l’incapacità degli Yeyaze’el di affrontare razionalmente i loro problemi privati, diviene ragione e alimento della loro arte, nella quale tutto ciò che nella loro esperienza personale è irrisolto viene trasformato in storie e forme in cui tanti altri possano riconoscersi. Quanto poi ai mulini a vento, non c’è davvero artista né scienziato che non ne abbia bisogno, nell’affrontare la fatica di un’opera: chi si accontenta di avversari più concreti sceglie più vantaggiosamente la politica, o la morale, per dar forma alle proprie idee. Certo.. accettare una vocazione artistica o scientifica non è mai facile: ma la solitudine che richiede, la concentrazione, il continuo altalenare tra speranza di valere qualcosa e timore di non valere abbastanza, o il dubbio di star solo sognando: sono fatti comunque presenti nelle vite degli Yeyaze’el.. tanto vale farci i conti con obiettivi precisi. E se proprio rinunceranno ad essere artisti, avranno sempre un porto sicuro nell’insegnamento, preziosa attività con cui gli Yeyaze’el più incerti o modesti potranno utilizzare le loro doti per incoraggiare i giovani ad affrontare le belle carriere in cui loro hanno scelto di non brillare.
Qualità di Yeyazel e ostacoli dall’energia “avversaria”Le qualità sviluppate da Yeyazel sono purificazione, ragione, allegria, buona comunicazione, amore per la lettura; gioia di scrivere e di creare, capacità di ringraziare, riconoscenza e ottimismo. Yeyazel dona consolazione, amore, liberazione dalle avversità; carattere amabile e leale, fine ironia; sincerità. Concede vita interessante e piena; felice esito in campo editoriale e artistico, e in tutti gli ambiti legati alla comunicazione e all’immaginazione. Ancora, questo Angelo concede liberazione dalle accuse ingiuste e dalle prigionie, siano essere fisiche o mentali. L’Angelo dell’Abisso a lui contrario si chiama Atriel e rappresenta la tristezza e gli scritti infelici. Induce pessimismo, amarezza, sfiducia di sè. Causa solitudine, rovina, desolazione; accentua infatti tutte le qualità negative dello spirito e dell’anima: porta la tristezza e la tendenza a vivere isolati dai propri simili per odio o sfiducia nei loro confronti. Meditazione associata al NomeLa meditazione associata a Yeyazel si chiama “dire le parole giuste”. Secondo la Kabbalah, infatti, queste lettere forniscono uno strumento meditativo efficace per dissipare le energie negative seminate nella nostra vita da cose dette avventatamente. Perché le parole sono molto potenti: innescano forze spirituali che influenzano gli eventi e le circostanze della vita, nostra e degli altri. E’ importante siano usate per portare all’esterno noi stessi, aiutando gli altri a comprenderci; oppure per andare in soccorso agli altri, creando ponti con le nostre parole. Secondo il sapere kabbalistico – invece – la diffamazione e il pettegolezzo aumentano le malattie che affliggono il mondo. Il modo in cui usiamo la parola è talmente importante che secondo la Tradizione “noi veniamo al mondo con un numero prestabilito di parole negative che ci è permesso pronunciare: quando questa scorta è esaurita la Morte ci sopraffà”. Ma in effetti, così come le nostre parole che feriscono gli altri fanno male anche alla nostra anima, allo stesso modo quelle che donano gioia trasformano radicalmente la realtà, in Bene, e infondono in noi benedizioni. Meditazione • Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: Riguardo al mio ego, premo il tasto “muto”: ora per mio tramite parla la Luce. Da ora in poi, in tutte le occasioni, ogni mia parola eleverà la mia anima e l’intera esistenza. 

Esortazione angelicaYeyazel esorta a invocare il potere della sua energia angelica per attingere il coraggio necessario a dispiegare i propri talenti e metterli al servizio del mondo, con fiducia: la benevolenza offerta al mondo, e tutto il Bene che ne scaturisce, si riversa poi nella nostra vita sotto forma di benedizioni.

Giorni e orari di YeyazelSe sei nato nei suoi giorni di reggenza Yeyazel è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 16 febbraio, 30 aprile, 14 luglio, 26 settembre, 7 dicembre; ed egli governa ogni giorno, come “angelo della missione”, le energie dalle h.13.00 alle 13.20. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l’orario migliore in cui tutti lo possono invocare. La preghiera tradizionale rivolta a Yeyazel è il versetto: Ut quid, Domine, repellis orationem meam, abscondis faciem tuam a me? (Sal. 88,15 – Perché mi respingi, Signore? perché mi nascondi il tuo volto?).

Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggioriA ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul piano dell’introspezione psicologica. In questo caso la radice yod-yod-zain risponde alla configurazione: “La Ruota – la Ruota – il Carro”, da cui la riflessione interiore suggerita dalle domande poste da questi arcani. Chiede la Ruota (il ciclo del mutamento), per 2 volte: che ciclo si è concluso, cosa devo cambiare? quali sono le mie opportunità? cosa mi aiuta? cosa sto ripetendo? quale enigma emozionale mi blocca? Chiede il Carro (azione nel mondo): dove vado, e da dove vengo? qual è il mio veicolo (per esempio: una dottrina mistica, la matematica, il mio corpo ecc…)? qual è la mia azione nel mondo?

Risonanza

Se avessimo studiato gli esperimenti di Emilio del Giudice, Giuliano Preparata e Massimo Citro, e avessimo magari letto “Molecole d’Emozioni” di Candace Pert, sapremmo che elettromagnetismo e chimica fine, sono le due versioni della stessa realtà.

Emilio Del Giudice ricordava un esperimento , assolutamente clamoroso, fatto tra Parigi e Benevento. Parigi: in una provetta da laboratorio che contiene una soluzione A, standard, di amminoacidi casuali, viene immessa uno spezzone di vita, di DNA. Una macchina che si vuole sperimentare, un ricevitore di elettromagnetismo, enormemente sensibile, migliaia di volte più sensibile di quelli in commercio per testare i campi magnetici, viene posto accanto alla provetta. Registra qualcosa. Un segnale. Questo segnale viene inviato a Benevento come ftp. Un file insomma. A Benevento questo file viene inserito in una macchina come quella di Parigi ma in funzione inversa. La metti in “play”. cioè immetti un file e lei trasmette il segnale, debolissimo. A cosa ? A una provetta uguale a quella di Parigi, contenente soluzione “A”, standard, da laboratorio. Il risultato non ha descrizioni possibili: si riforma la catena di amminoacidi, il Dna, della sostanza immessa nella provetta a Parigi. La vita è stata trasformata in un file , trasmessa a grande distanza, e fatta riapparire. Da qui in ppi è possibile, fattibile, tutto: dal teletrasporto ala reincarnazione. La morte è abolita come possibilità

E poi…. Massimo Citro, dopo le esperienze in Giappone con Masaru Emoto, codifica in Italia la terapia frequenziale. Ogni sostanza emette frequenze ben precise. Irradiare con quella frequenza un soggetto, o somministrargli la medicina per via chimica, ha gli stessi effetti. Tranne, ovviamente, i nefasti effetti collaterali e senza i costi di produzione. Una volta trovata la frequenza, si fanno copie a costo zero. Come con le canzoni… Una specie di Napster di Big Pharma….Viene minacciato, è scortato H24, opta per una vita sotto traccia… Ancora..
Candace Pert ha scoperto dopo una vita di studi la “molecola delle emozioni”. Il neuro peptide. L’esatto punto in cui chimica e segnale elettromagnetico si passano il testimone per adattarsi a ricettori precisi e per passare da velocità a precisione della trasmissione. Un po’ come si passa dalla tradizione orale a quella scritta, ai libri.
Chi ha letto queste cose sa che ce ne sono altre diecimila sull’argomento; si può andare nel profondo come si crede.
Costui sa che siamo immersi in un campo di relazioni sofisticatissimo e sottilissimo. Tutte le molecole parlano le une con le altre. Proprio Candace Pert diceva che i peptidi, quando si incontrano, scambiano una tale e variegata serie sempre diversa di messaggi chimici ed elettrochimici, che davvero si può dire che “chiacchierino”. Le molecole scambiano una mole enorme di informazini con i centri “televisivi ” nazionali del corpo,che sono cervello, cuore e intestino. Questi tre centri parlano h24 a cinquantamila miliardi di cellule e a quarantamila miliardi di batteri. Sugli scaffali e sugli oggetti del corpo un miliardi di miliardi di virus assistono silenti, senza vita: oggetti pronti all’uso. Qualcosa tra gli elettrodomestici e la forfora.
Chiunque sa un po’, poco, di queste cose non può rimanere stupito dal fatto che sottoporre questa comunità a una grande mole di segnali dall’esterno, sempre elettromagnetici, di potenza migliaia di volte più potente di quella che usano le molecole per comunicare tra loro, può infastidirle. Le  chiacchierate che queste si scambiano a a 0,00000000001 millivolt metro, saranno disturbate da rumore continuo a 61mila millivolt metro ? Vostro figlio piccolo a cui sussurrate la notte, subirebbe danni dall’essere infilato nelle casse del concerto di Santana a Woodstock ? Fate voi. Quelle frequenze, in che sostanze chimiche si trasformeranno all’interno del nostro corpo ? C’è davvero da stupirsi se le cellule non si capiscano più tra loro, e svluppino strani sistemi di difesa, agglomerato folli. Tumori. Distonie, disbiosi ?
L’uomo si adatta a tutto.
Si adatterà anche questa nuove frequenze, come fece con la spagnola che spagnola non era, ma militare. Come fece per le frequenze radar. Ogni volta muoiono i vecchi, i meno adattabili. I meno “utili” a una specie in senso produttivo.
Potrebbero in teoria rimanere solo i giovani, e questo sarebbe davvero rivoluzionario. I cinquantenni storcono il naso quando sentono che se ne vanno i settantenni e gli ottantenni…. Se la soglia fosse stabilita a trent’anni, credo lo storcerebbero di più…
Davvero l’umanità cambierebbe radicalmente. Davvero sarebbe una nuova umanità. Di fatto.
Ma converrebbe ?
Converrebbe che sparissero tutti i nonni, le nonne,  i papà e le mamme, gli zii ? I contadini, i falegnami, gli artigiani, gli ingegneri, i dottori, i professori, i libri e chi li ha scritti, e soprattutto chi li sa intepretare… le favole, i racconti, la storia, i profumi di un tempo, i solchi e l’aratro…. I semi. La saggezza antica, il fuoco..

La memoria.

…come molecole siamo acqua al 99%.
Perchè non siamo una pozzanghera ?
Per l’informazione che ci tiene assieme.

La memoria.
Senza memoria tormiano pozzanghera, temo.
Torniamo brodo primordiale, per un altro giro.

Questo è venuto male…..