Il mondo è un posto strano

Il mondo è un posto strano.

La felicità, argomento che dovrebbe starci a cuore più di ogni altro è tema ovvio ma taciuto.
Ci chiediamo l’uno l’altro, “come va ?” – “Il Lavoro ?” – –
” Eh, tiriamo avanti “- oppure “bene “

Che bene non è , oppure lamentele….

Quasi mai chiediamo ” Sei felice ?” –

Se lo facciamo – io per esempio lo faccio – lo sguardo che riceviamo è proprio del tipo ” che cazzo di domanda fai ! ” a metà tra il “come ti permetti ” e il ” come fai a esser felice in questo schifo ?”
D’altronde, è una domanda che non facciamo a noi stessi, come facciamo a pretendere che altri ci rispondano ?
Invece sarebbe interessante poter rispondere.
Ancor di più poter rispondere sinceramente ” SI”.

Il mondo è un posto strano.

La felicità è l’unico fine sensato. Primo per l’ovvia, biologica, irrefrenabile pulsione di ognuno verso tale meta, secondo, perché, a livello sociale, è una vera panacea.
La persona felice non rompe le palle agli altri, non ruba tempo e armonia, non sottrae energie, non è molesta.
Anzi, la felicità è estremamente contagiosa.

E allora, cerchiamo di raggiungerla, questa felicità, no ?

Ma il mondo è un posto strano, un grande giardino di specchi;
se cerchiamo la nostra felicità, fregandocene degli altri, essa ci sarà irraggiungibile.
La felicità la raggiungiamo se badiamo a quella altrui: è un colpo che vale solo di sponda.

Il mondo è un posto strano.

Complessissimo e molto semplice.
Il mondo è una grande carambola.
I tiri diretti non valgono.
Tutto funziona solo se lo viviamo di rimbalzo,
se curiamo chi abbiamo davanti, o a fianco, o chi è debole.

Quello siamo noi.
Curato lui, guariamo noi.
E il resto, le mille analisi, le mille lotte, non servono più.
Anzi, non sono mai servite.

Accarezzando, siamo accarezzati, coccolando, ci sentiamo coccolati: provate.
Funziona assolutamente sempre.

Il mondo è un posto strano. E pure buffo.

E bellissimo.

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