A volte parlo di biologia

A volte parlo di biologia o di fisica. Ne traggo spesso paralleli per me enormemente interessanti con altre branche del sapere, come la sociologia o la politica.

Mi interessa la scienza di frontiera. Così come per la fisica dove la quantistica ha ribaltato molti assunti, così in chimica fine, in biologia e quindi anche in medicina.

Una volta stabilito che tutto è collegato con tutto, come dice la quantistica, che tutto tiene memoria di tutto, come dice la chimica fine o l’elettromagnetismo molecolare, così in medicina il dottore che analizzasse gli organi per come separati, non avrebbe nessuna possibilità di fare diagnosi sensate, ancor meno di trovare rimedi vittoriosi; il massimo risultato sarà la cancellazione dei sintomi, cosa che con la guarigione ha rapporto nullo se non controproducente.

Vengo attaccato.

Quando riporto pareri di scienziati di cui ho letto i libri, che parlano dell’intelligenza delle piante, del dna, della saliva o della strapotenza magnetica e comunicativa dei funghi, mi deridono.

“Ma dove hai studiato ?” – “Ma cosa leggi ?” – “In che cosa è laureato lei ? ” con qualche emoticon derisoria.

Non mi offendo. E’ impossibile offendermi.
Mi secca solo perdere tempo e farlo perdere a chi legge, per controbattere o bannare interventi insulsi.

Però è interessante. Perché mi attaccano ? MI ricorda quando parlavo di moneta, di sovranità, di costituzione, di legittimità….. venivo attaccato da chi si era bevuta per anni la narrazione dominante, e mi diceva :” si…adesso creiamo il denaro dal nulla, come a monopoli……”. e ridevano.
Una delle cose più gravi che l’ignorante non sa, è di non sapere. L’ignoranza “vera” non ha nessuna coscienza di se, in altre parole.

Infatti c’è un parallelo ben stringente.

C’è gente che si è abbeverata talmente tanto alla fontana della menzogna, e parlo della politica, o dello scientismo, che odia chi gli dice che le cose sono cambiate.

Che abbiamo scoperto che esiste ben di più, e ben più articolato

La stessa visione newtoniana, la geometria euclidea, la medicina classica allopatica, deleterministica, scientista, sono obsolete, ma loro non lo sanno.

Hanno studiato biologia all’Università magari e quando parlo loro di epigenetica, impazziscono , per esempio. O quando riporto il fatto che il Dna è un’antenna, che non manda solo indicazioni alle proteine, ma ne riceve eccome e si modifica. Quando poi dico che siamo energia, frequenza, non altro, van fuori di testa.

Oso offendere il loro Dio, il Dna. E il loro credo: la materia, e gli unici delegati a evidenziarne i contorni: i numeri.

Invece le cose stanno proprio così e tutti, ma dico proprio tutti i trenta libri che ho letto negli ultimi tre anni concordano pienamente, anche se scritti in luoghi e periodi diversi del tempo e del pianeta e provengano da scienziati e divulgatori di diversissime estrazione e competenze….

Da Eckart Tolle a Erica Poli, da Emilio Del Giudice a Massimo Citro, da Masaru Emoto a Bruce Lipton, da David Bhaerman a Candace Pert, da Vittorio Marchi a Corrado Malanga, da Linne Mc Taggart a Jung a Fritjiof Capra..

Specifichiamo però questi tre termini. Scientismo. determinismo e riduzionismo.

Lo scientismo affligge coloro che pensano che la scienza sappia tutto, sia perfetta e compiuta. Certa e sicura. Ferrea. E abbia raggiunto la perfezione. Le cose stanno così’ e punto.

Il determinista è convinto che, avuta una massa di dati sufficiente, si possa determinare da li in poi, come andranno le cose con esattezza.

Il riduzionista pensa che un organismo complesso sia smontabile in pezzetti piccolissimi di cui a seguire poi saranno svelati i meccanismi, e il sistema nella sua interezza a quel punto non avrà segreti.

Sono idiozie. E la scienza di frontiera lo sta dimostrando, lo sta provando, lo sta verificando con esami, prove in doppio cieco, controprove.

Effetti placebo e nocebo più reali della realtà. Esiste di tutto, ma ne vediamo una porzione minuscola, anzi, vediamo una porzione piccolissima dell’ombra di ciò che ci è dato percepire che è una frazione minima di ciò che c’è.

Siamo in un mondo NON di oggetti, ma di relazioni, addirittura la realtà, quella VERA, è sullo sfondo, e ciò che osserviamo ne è solo la realizzazione olografica della nostra mente, così come lo vogliamo, lo immaginiamo, siamo pressappoco in un sogno…. per lo più.

A molti non piace. Molti hanno paura, molti sono ignoranti davvero.

Credo si questo il motivo per cui mi attaccano.

E c’è dell’altro. La nuova visione dell’epigenetica, del campo, o del campo zero che sto studiando ora, è in conflitto totale con la fase deterministica che caratterizzò il periodo in cui le tesi di Darwin imponevano la loro visione: la selezione naturale spietata e letale sterminava a piè sospinto i “meno adatti”. All’oligarchia latifondista prima, industriale poi, finanziaria ora non parve vero di applicare questa “eugenetica” alle questioni sociali.

Non sembrava loro vero che arrivasse in loro soccorso una scienza che giustificava i loro crimini, e del fatto che miliardi di altri esser senzienti, di cui molti umani, soffrissero, non era più colpa loro: “sei sotto, soffri ? si vede che eri meno adatto. Soffri e zitto”.

Se la competizione è l’unico paradigma e la sua premialità in solido, il denaro, è il nuovo Dio, e se anima , spirito e “al di la” sono aboliti, in effetti, perché farsi tanti problemi ?

Non era così. Non è così.

Non so cos’è l’aldilà, e neanche ho chiare le idee sull’anima e sullo spirito, ma so per certo che quello che vediamo ed esperiamo è poca cosa.

C’è dell’altro, molto altro. Anzi, il grosso è di la della nostra comprensione e visione.
Siamo anima per lo più, siamo qui per esperire ciò che da pura anima non potevamo provare. Credo.
Ecco, forse mi attaccano perché dell’anima non vogliono sentir parlare, come bambini hanno paura del buio…
e invece il buio ce l’hanno dentro, con la loro anima non parlano da anni, e ora ne hanno paura…

E siccome hanno studiato all’università, magari sono anche laureati, non sanno neanche di non sapere.

Io, almeno quello, lo so.

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