Ciao, sono il tuo sintomo

“CIAO, SONO IL TUO SINTOMO…

Ciao, ho molti nomi: dolore al ginocchio, ascesso, mal di stomaco, reumatismo, asma, il muco, influenza, mal di schiena, sciatica, cancro, depressione, mal di testa, tosse, mal di gola, insufficienza renale, diabete, emorroidi… e la lista continua.
Mi sono offerto volontario per il peggior lavoro: essere il lettore di te stesso.

Non capisci, nessuno mi capisce. Pensi che voglio disturbarti, rovinare i tuoi piani di vita, tutti pensano che voglio rovinare, fare del male, limitarti. E non è così, sarebbe assurdo.
Mi dispiace, sto solo cercando di parlart in una lingua che capisci.

Vediamo, dimmi qualcosa. Andresti a patteggiare coi terroristi, e busseresti alla loro porta con un fiore in mano, e indosseresti una maglietta con il simbolo della “pace” stampato sul retro?

No, giusto?

Allora perché non capisci che io, il sintomo, non posso essere “sottile” e “leggero” quando ho bisogno di darti un messaggio?

Mi odi, ti lamenti di me con tutte le persone, ti lamenti della mia presenza nel tuo corpo, ma non ti dai un minuto per pensare, ragionare e cercare di capire la ragione della mia presenza nel tuo corpo.

Basta sentirti dire, “shut up”, “vai via”, “ti odio”, “maledetto sia il tempo in cui appari”, e molte frasi che mi fanno sentite impotente per farti capire, ma lo stesso mi tengo stabile e costante, perché devo farti capire il messaggio.

Cosa fai? Dimmi di dormire con delle medicine. Dimmi di starmene zitto coi sedativi, pregami di scomparire con gli antinfiammatori o di estinguermi con la chemioterapia.
Cerchi di farmi rimanere in silenzio, giorno dopo giorno. E sono sorpreso di vedere che a volte preferisci consultare gli indovini in modo che possa “scomparire” dal tuo corpo in un modo “magico”.

La mia unica intenzione è quella di darti un messaggio, ma tu vuoi ancora ignorarmi totalmente.

Immagina di essere la sirena del Titanic, quella che tenta in mille modi di avvertirti che c’è un iceberg davanti, ma non lo capisci e affondi.

Spendo ore, settimane, mesi, anni, cercando di salvarti la vita, e invece sostieni che non ti permetto di dormire.
Se non mi lasci “camminare in te”, non mi permetti di lavorare in te, ancora continui senza di ascoltarmi…

Capisci?

Per te, io, il sintomo, sono la malattia.

Che assurdo! Non confondere le cose. Io non sono la malattia, io sono il sintomo.

Poi vai dal dottore e paghi per fargli così tante domande, poi spendi del denaro che non hai per comprare i farmaci, solo per farmi stare zitto.

Perché mi fai stare zitto, quando sono l’unico allarme che sta cercando di salvarti?

La malattia “sei tu”, “il tuo stile di vita”, “le tue emozioni contenute”, e nessun dottore su questo pianeta sa come combatterlo. L’unica cosa che fanno è attaccarmi, cioè combattere il sintomo, farmi tacere, farmi sparire. Rendirmi invisibile così non mi vedi.

Va bene, se ti senti a disagio a leggere questo, dovrebbe essere qualcosa come un “colpo alla tua intelligenza”. Hai ragione se ti senti frustrato, ma posso gestire il tuo processo molto bene, l’ho capito. In effetti, fa parte del mio lavoro, non c’è bisogno di preoccuparsi. La buona notizia è che spetta te non aver più bisogno di me, sei te che devi analizzare ciò che sto cercando di dirti, quello che sto cercando di prevenire.

Quando io, “il sintomo” appaio nella tua vita, non è per salutarti, è per dirti quale emozione contenuta nel tuo corpo dev’essere esaminata e risolta per non ammalarti.

Dovresti chiederti: “Perché questo sintomo è apparso nella mia vita?”, “cosa vuole avvisarmi”? Perché questo sintomo sta comparendo ora? Cosa dovrei cambiare in me?

Se lasci queste domande soltanto nella tua mente, le risposte non ti porteranno lontano da quello che è successo da anni. Dovresti anche chiederlo al tuo inconscio, al tuo cuore, alle tue emozioni.

Per favore, quando mi presento nel tuo corpo, prima di cercare un medico per poter mettermi a dormire, pensa a quello che cerco di dirti…
Veramente, per una volta nella mia vita, vorrei che il mio eccellente lavoro sia riconosciuto, perché più veloce andrò.

Poco a poco scoprirai che quanto più ti analizzi, tanto meno ti visiterò.
Ti assicuro che verrà il giorno in cui non mi vedrai né mi sentirai.

Nel raggiungere questo equilibrio e perfezione come osservatore e analizzatore della tua vita, emozioni, reazioni, non avrai bisogno di chiamare un medico o comprare medicine perché diventerai pronto ad assumerti la responsabilità delle tue creazioni. Non ti sentirai più come una vittima, e prenderai il controllo della tua vita.

Smettila di mostrarmi ai tuoi amici e alla tua famiglia come se fossi un trofeo, facendomi male. Sembra che pensi io sia un tesoro, di cui non vuoi mai più congedarti.

Ti prego di essere consapevole, riflettere e agire, così farò prima e mi allontanerò dalla tua vita!
Con affetto.
IL SINTOMO.

di Gabriella Mereu (copiato da Caio Tigris )

Il mondo è un posto strano

Il mondo è un posto strano.

La felicità, argomento che dovrebbe starci a cuore più di ogni altro è tema ovvio ma taciuto.
Ci chiediamo l’uno l’altro, “come va ?” – “Il Lavoro ?” – –
” Eh, tiriamo avanti “- oppure “bene “

Che bene non è , oppure lamentele….

Quasi mai chiediamo ” Sei felice ?” –

Se lo facciamo – io per esempio lo faccio – lo sguardo che riceviamo è proprio del tipo ” che cazzo di domanda fai ! ” a metà tra il “come ti permetti ” e il ” come fai a esser felice in questo schifo ?”
D’altronde, è una domanda che non facciamo a noi stessi, come facciamo a pretendere che altri ci rispondano ?
Invece sarebbe interessante poter rispondere.
Ancor di più poter rispondere sinceramente ” SI”.

Il mondo è un posto strano.

La felicità è l’unico fine sensato. Primo per l’ovvia, biologica, irrefrenabile pulsione di ognuno verso tale meta, secondo, perché, a livello sociale, è una vera panacea.
La persona felice non rompe le palle agli altri, non ruba tempo e armonia, non sottrae energie, non è molesta.
Anzi, la felicità è estremamente contagiosa.

E allora, cerchiamo di raggiungerla, questa felicità, no ?

Ma il mondo è un posto strano, un grande giardino di specchi;
se cerchiamo la nostra felicità, fregandocene degli altri, essa ci sarà irraggiungibile.
La felicità la raggiungiamo se badiamo a quella altrui: è un colpo che vale solo di sponda.

Il mondo è un posto strano.

Complessissimo e molto semplice.
Il mondo è una grande carambola.
I tiri diretti non valgono.
Tutto funziona solo se lo viviamo di rimbalzo,
se curiamo chi abbiamo davanti, o a fianco, o chi è debole.

Quello siamo noi.
Curato lui, guariamo noi.
E il resto, le mille analisi, le mille lotte, non servono più.
Anzi, non sono mai servite.

Accarezzando, siamo accarezzati, coccolando, ci sentiamo coccolati: provate.
Funziona assolutamente sempre.

Il mondo è un posto strano. E pure buffo.

E bellissimo.

Sdoppiamento e iride

Sdoppiamento di personalità.

Parliamo di un fenomeno patologico, oppure realissimo, abbastanza raro, nessuna ironia né sarcasmo.
Ci sono persone che passano a volte da uno stato all’altro: magari sono aggressive in una versione, e calmissime nell’altra, hanno dimostrato gravi intolleranze in una, niente nell’altra.
In pochi battiti cardiaci, quindi pochi secondi, i loro occhi passano da nocciola chiaro a nero scuro, o verdi nell’altra versione di se stessi, per poi ripassare alla colorazione precedente quando la fase è passata.
Addirittura alcune cicatrici sono evidentissime in una manifestazione corporea, spariscono nell’altra per poi tornare ad essere evidenti nella prima.
Come fossero stati mnemonici dell’epidermide o del collagene, dei preset che possono essere commutati…

Incredibile, ma è così.

Come se, in effetti, noi fossimo non un essere statico, materico e reale, ma la visione, il tubo catodico di una sintonia e, in caso di cambio canale, la nostra struttura si sintonizzi su un altro canale, molto vicino, adiacente, ma con alcune caratteristiche diverse, per poi tornare al canale precedente al finire della distonia, o, per meglio dire, del cambio di sintonia….del cambio canale….

ma allora….

non siamo qui…qui c’è solo la ricevente. Il nostro ammasso dati, la reale essenza, è in altro luogo…….
Potrebbe essere quindi che se è distrutto, o invecchiato, o rotto il ricevente, la TV…non è che sparisce il palinsesto…da qualche parte c’è ancora tutto….basta ripristrinare la ricevente…. e l’identificativo, l’esatto codice di sintonia….. forse..

A volte parlo di biologia

A volte parlo di biologia o di fisica. Ne traggo spesso paralleli per me enormemente interessanti con altre branche del sapere, come la sociologia o la politica.

Mi interessa la scienza di frontiera. Così come per la fisica dove la quantistica ha ribaltato molti assunti, così in chimica fine, in biologia e quindi anche in medicina.

Una volta stabilito che tutto è collegato con tutto, come dice la quantistica, che tutto tiene memoria di tutto, come dice la chimica fine o l’elettromagnetismo molecolare, così in medicina il dottore che analizzasse gli organi per come separati, non avrebbe nessuna possibilità di fare diagnosi sensate, ancor meno di trovare rimedi vittoriosi; il massimo risultato sarà la cancellazione dei sintomi, cosa che con la guarigione ha rapporto nullo se non controproducente.

Vengo attaccato.

Quando riporto pareri di scienziati di cui ho letto i libri, che parlano dell’intelligenza delle piante, del dna, della saliva o della strapotenza magnetica e comunicativa dei funghi, mi deridono.

“Ma dove hai studiato ?” – “Ma cosa leggi ?” – “In che cosa è laureato lei ? ” con qualche emoticon derisoria.

Non mi offendo. E’ impossibile offendermi.
Mi secca solo perdere tempo e farlo perdere a chi legge, per controbattere o bannare interventi insulsi.

Però è interessante. Perché mi attaccano ? MI ricorda quando parlavo di moneta, di sovranità, di costituzione, di legittimità….. venivo attaccato da chi si era bevuta per anni la narrazione dominante, e mi diceva :” si…adesso creiamo il denaro dal nulla, come a monopoli……”. e ridevano.
Una delle cose più gravi che l’ignorante non sa, è di non sapere. L’ignoranza “vera” non ha nessuna coscienza di se, in altre parole.

Infatti c’è un parallelo ben stringente.

C’è gente che si è abbeverata talmente tanto alla fontana della menzogna, e parlo della politica, o dello scientismo, che odia chi gli dice che le cose sono cambiate.

Che abbiamo scoperto che esiste ben di più, e ben più articolato

La stessa visione newtoniana, la geometria euclidea, la medicina classica allopatica, deleterministica, scientista, sono obsolete, ma loro non lo sanno.

Hanno studiato biologia all’Università magari e quando parlo loro di epigenetica, impazziscono , per esempio. O quando riporto il fatto che il Dna è un’antenna, che non manda solo indicazioni alle proteine, ma ne riceve eccome e si modifica. Quando poi dico che siamo energia, frequenza, non altro, van fuori di testa.

Oso offendere il loro Dio, il Dna. E il loro credo: la materia, e gli unici delegati a evidenziarne i contorni: i numeri.

Invece le cose stanno proprio così e tutti, ma dico proprio tutti i trenta libri che ho letto negli ultimi tre anni concordano pienamente, anche se scritti in luoghi e periodi diversi del tempo e del pianeta e provengano da scienziati e divulgatori di diversissime estrazione e competenze….

Da Eckart Tolle a Erica Poli, da Emilio Del Giudice a Massimo Citro, da Masaru Emoto a Bruce Lipton, da David Bhaerman a Candace Pert, da Vittorio Marchi a Corrado Malanga, da Linne Mc Taggart a Jung a Fritjiof Capra..

Specifichiamo però questi tre termini. Scientismo. determinismo e riduzionismo.

Lo scientismo affligge coloro che pensano che la scienza sappia tutto, sia perfetta e compiuta. Certa e sicura. Ferrea. E abbia raggiunto la perfezione. Le cose stanno così’ e punto.

Il determinista è convinto che, avuta una massa di dati sufficiente, si possa determinare da li in poi, come andranno le cose con esattezza.

Il riduzionista pensa che un organismo complesso sia smontabile in pezzetti piccolissimi di cui a seguire poi saranno svelati i meccanismi, e il sistema nella sua interezza a quel punto non avrà segreti.

Sono idiozie. E la scienza di frontiera lo sta dimostrando, lo sta provando, lo sta verificando con esami, prove in doppio cieco, controprove.

Effetti placebo e nocebo più reali della realtà. Esiste di tutto, ma ne vediamo una porzione minuscola, anzi, vediamo una porzione piccolissima dell’ombra di ciò che ci è dato percepire che è una frazione minima di ciò che c’è.

Siamo in un mondo NON di oggetti, ma di relazioni, addirittura la realtà, quella VERA, è sullo sfondo, e ciò che osserviamo ne è solo la realizzazione olografica della nostra mente, così come lo vogliamo, lo immaginiamo, siamo pressappoco in un sogno…. per lo più.

A molti non piace. Molti hanno paura, molti sono ignoranti davvero.

Credo si questo il motivo per cui mi attaccano.

E c’è dell’altro. La nuova visione dell’epigenetica, del campo, o del campo zero che sto studiando ora, è in conflitto totale con la fase deterministica che caratterizzò il periodo in cui le tesi di Darwin imponevano la loro visione: la selezione naturale spietata e letale sterminava a piè sospinto i “meno adatti”. All’oligarchia latifondista prima, industriale poi, finanziaria ora non parve vero di applicare questa “eugenetica” alle questioni sociali.

Non sembrava loro vero che arrivasse in loro soccorso una scienza che giustificava i loro crimini, e del fatto che miliardi di altri esser senzienti, di cui molti umani, soffrissero, non era più colpa loro: “sei sotto, soffri ? si vede che eri meno adatto. Soffri e zitto”.

Se la competizione è l’unico paradigma e la sua premialità in solido, il denaro, è il nuovo Dio, e se anima , spirito e “al di la” sono aboliti, in effetti, perché farsi tanti problemi ?

Non era così. Non è così.

Non so cos’è l’aldilà, e neanche ho chiare le idee sull’anima e sullo spirito, ma so per certo che quello che vediamo ed esperiamo è poca cosa.

C’è dell’altro, molto altro. Anzi, il grosso è di la della nostra comprensione e visione.
Siamo anima per lo più, siamo qui per esperire ciò che da pura anima non potevamo provare. Credo.
Ecco, forse mi attaccano perché dell’anima non vogliono sentir parlare, come bambini hanno paura del buio…
e invece il buio ce l’hanno dentro, con la loro anima non parlano da anni, e ora ne hanno paura…

E siccome hanno studiato all’università, magari sono anche laureati, non sanno neanche di non sapere.

Io, almeno quello, lo so.

Siamo luce Popp

Siamo luce

Popp

Uno scienziato estremamente meticoloso e fantasioso. Studiava la relazione tra chimica e luce.
Prendeva sostanze le più varie, e le illuminava con ultravioletti, infrarossi, luci del mattino… alogene.
Un giorno aveva scoperto che un idrocarburo estremamente tossico, il benzo (A) pirene, una delle sostanze più cancerogene tra quelle conosciute, esposto alla luce ultravioletta, si comportava in maniera davvero originale: riceveva la luce a una certa frequenza ma la rifletteva, la rimandava a una frequenza assolutamente diversa.
Come se un agente segreto criptasse un segnale dopo averlo intercettato. Fece la stessa prova con una sostanza assolutamente simile, che differiva solo per una legame chimico molto marginale, il benzo (E) pirene, scopri che questa rifletteva la stessa luce che aveva ricevuto, senza variazione alcuna.
Questa seconda sostanza era completamente innocua per l’uomo.
Estremamente incuriosito si mise a giocare con molti elementi chimici e con la luce. Da li a poco era in grado di sapere in anticipo quale sarebbe stato cancerogeno o innocuo solo vedendo quali cambiavano la frequenza della luce in riemissione, e quali no. I secondo erano sempre innocui, i primi, letali.
Questi composti tra l’altro reagivano a una precisa frequenza. , 380 nanometri. Si mise a studiare microbiologia e scopri la “fotoriparazione”. Se si danneggia una cellula, distruggendone il dna anche al 99% tramite esposizione agli ultravioletti, , la si può riparare in un sol giorno, esponendola alla stessa luce, ma di intensità bassissima, una specie di omeopatia luminosa. Nessuno ha ancora capito come ma la cosa funziona ed è comunemente accettata.
Popp indagando scopri che la frequenza migliore per le fotoriparazioni, è proprio di 380 nanometri, proprio quella che i cancerogeni tendono a rimescolare….e variare.
Non poteva essere un caso.
Ma c’era un quesito grande come una casa.
Nei laboratori si esponevano le sostanze alla luce, ma qui si parlava di cellule all’interno del corpo umano.

C’era luce dentro di noi ?
E dove ? Come ?

Quando sottopose l’ipotesi che dentro di noi ci fosse luce, la derisione degli altri scienziati fu generale.

Gli credette sono madame Curie, che però mori poco dopo, poi un certo Ruth, ricercatore dotatissimo, che costruì un fotorivelatore così sensibile da riuscire a contare i fotoni.
La luce c’era. Debolissima, ma c’era, ed era ovunque, e si scoprì che serve addirittura per far si che le molecole comunichino tra loro in tempo reale, tutte insieme, senza aspettare le reazioni chimiche da una alla seguente che farebbero si che per alzare un braccio ci vorrebbero ore e ore.
Era nata la biofotonica.
La cosa strana è che l’emissione di luce è inversamente proporzionale alla complessità ed evoluzione di un sistema biologico. Ma è trasmissibile. Se mangiamo un broccolo, che è molto luminoso, ingeriamo oltre alla chimica, alle vitamine e proteine, anche la luce, che è vera informazione oltre che energia.
Anni dopo nasceva la scienza dell’informazione, dove infatti informazione ed energia sono sinonimi.
In fisica lo erano già luce e energia, quindi l’energia è tutto, e la luce anche.

Da qui si dipanano mille storie, tutte meravigliose, tutte luminose..me le andrò a studiare..

Pensavamo di essere liberi

Pensavamo di essere liberi, in democrazia, e che questo fosse acquisito una volta per tutte.

Era lecito dedurlo, e anche bello. Alcune cose portavano a pensarlo; una certa dose di cinismo e di ignoranza diffuse aiutavano in tal senso.

Il fatto poi che un miliardo di persone non avesse nulla, 50 mila bambini morissero di fame al giorno e una settantina di guerre fosse appannaggio endemico della parte povera del mondo e servissero a farci avere il pieno, la cioccolata, il nylon o le banane, ci turbava a volte, per qualche secondo, poi il quotidiano ci risucchiava.

E andata bene per un po’.

Settant’anni senza guerre in Europa, a parte l’ex jugoslavia, ma, si sa, i balcani “producono più storia di quella che riescono a consumare”…..

Invece.

Il nemico stava preparando un attacco senza precedenti.
Con armi nuovissime, difficili da identificare come tali di primo acchito.

Ma..il nemico chi ?
I potenti. Sempre loro. Quelli che vogliono tutto, hanno tutto, ma non basta loro.

Si potrebbe anche dire “la predatorietà umana raccolta in un eggregora impersonificata in grandi banchieri, grandi potenti, sicuri psicopatici, ma non cambia granché, il succo è quello.

Come ci hanno attaccato ?

Subdolamente.

Ma non per strada, dove ora si scontrano gilet gialli e tute blu, poveracci contro poveracci, no, ci hanno attaccato ovunque.

Nei media, in fabbrica, nei campi, nelle università, nei magazzini, dal commercialista, dal notaio.
Nel licei, nei call center, in banca, nei supermercati, nei bar, ai concerti, a scuola, all’asilo nido e all’ospedale.

Nei media ci hanno propinato cazzate dalla mattina alla mattina, senza sosta: cazzate sull’economia, sugli omicidi, sui femminicidi, sugli sbarchi, sul lavoro, sui soldi su tutto: un attacco continuo a verità, logica e priorità.
Per anni, pranzo cena e colazione, stupri, falsità e soprattutto PAURA.

in Fabbrica ci hanno attaccato con la minaccia: o prendi questi due spicci o vado in Romania. Servi meno, sempre meno, sappilo, il tuo potere contrattuale, la tua stessa dignità evapora…anzi, non mi servi proprio più….

Nei campi: Veleno. E prezzi inferiori al costo del veleno, se no, prendo i pomodori in Cina e il riso in Vietnam, e il resto dove mi pare: il tuo raccolto non mi serve, ma se ti fai aiutare da tuo zio a vendemmiare, mando gli elicotteri con gli ispettori del lavoro….

Nelle Università ci hanno insegnato, e ora abbiamo stuoli di laureati convinti, che il corpo umano nasca imperfetto e vada migliorato con formaldeide, alluminio, feti e cervello di scimmia triturato…. ci hanno convinto, alla facoltà di economia, che esiste l’economia aziendale e…..basta.
Lo stato se non ha soldi se li deve far prestare….

Nei magazzini ci hanno attaccato con centinaia di milioni di tonnellate di roba prodotta dove tutte le regole che ci impediscono di lavorare NON ci sono
Seppelliti dalle regole compriamo tutto da chi non ne ha.

Dal Commercialista ci hanno attaccato dicendo che anche se abbiamo pagato più di quanto abbiamo, e siamo andati in rosso, non siamo congrui…e comunque c’è l’anticipo di tasse da pagare su redditi che già sappiamo non avremo.

Dal notaio ci hanno attaccato dicendo che per intestare la casa al figlio il bagno è del notaio, poi ci sono i bolli…e se compri una casa farlocca , comunque cazzi tuoi.

Nei licei ci hanno attaccato levando la storia dell’Arte nel Paese dell’Arte, creando una base di ignoranti che domani non riconosceranno Mandela da JAx.

Nei call center ci hanno attaccato alla zia, o alla nonna, senza casetta della quale, saremmo su un cartone alla stazione Termini.

In banca ci hanno attaccato con il rating, soldi gratis a chi ne straborda, cari a chi ne ha un po’ bisogno, niente agli altri, salvo sottrazione del malloppo ma in inglese.

Nei supermercati ci hanno attaccato con mille cose: dai sottoprezzo ai cibi che cibi non sono, dalle filiere della camorra allo strangolamento dei contadini, da formaggi alla melamina al finanziare comunque le mafie, e l’amico del negozietto chiudeva….

Nei bar hanno messo le Slot per succhiarci gli ultimi 50 euro. Tutti quelli che hanno perso un lavoro hanno aperto un bar o una pizzeria, e ora incassano meno dell’affitto.

Ai concerti hanno mandato i paladini della deportazione a convincere gli adulti che la colpa è nostra, che siamo cattivi e non vogliamo condividere. Ma cosa ?

A scuola hanno attaccato tutti: bambini al freddo spesso, educati alla competitività, che è quella cosa dove o meni, o te menano, e di solito comunque ne prendi un sacco, così ti abitui. E così fino al prossimo terremoto visto che le scuole non sono state adeguate alla sismicità; i docenti, che hanno in mano l’oro, il futuro e i destini di una nazione, trattati non a caso, come rifiuti….

All’asilo nido non entri se non ti sei fatto bucare: in un asilo fatiscente il non idoneo, bambino sano, sei tu. Sappilo.

All’ospedale ci hanno attaccato con tutto. Stuoli di benemeriti ancora reggono con grande sacrificio ma non ce la fanno più.
La salute come “businnes” ! Un ospedale deve rendere !
E allora conti mostruosi alla sanità pubblica per un servizio che sta scomparendo, come le barelle, come i pronti soccorso, come gli esami fatti per tempo, come l’aspettativa di vita più lunga della generazione precedente, come la salute.

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Ecco dove ci hanno attaccato, poco per volta, pezzo pezzo, e ora siamo con le spalle al muro.
Non ancora ? Vero. Non ancora.
Molti di noi NON ancora.
Molti si, lo sono già.

Ecco dove ci hanno attaccato, e siamo arretrati, poco a poco, batraci nell’acqua dapprima tiepida, ora calda….

Ecco dove dobbiamo attaccarli.

OVUNQUE.

In tutti i luoghi che ho citato, più tutti quelli che ho dimenticato.
Inutile ribaltar macchine e tirar sassi ad altri poveracci: io giallo, tu blu.
Inutile sperare che comunque a qualcun altro tocchi prima che a me….

La spesa, gli studi, le letture, l’approccio, la parola, gli acquisti, i consumi, i fatti che noi compiamo, le relazioni che noi intrecciamo, compongono la realtà esattamente così com’è.

Siamo gli attenti artefici del nostro destino.

Destino di responsabilità.

Siamo i responsabili dell’aver accettato che tutto ciò accadesse.

Siamo arretrati in tutti i luoghi che ho citato per vari motivi, li per pigrizia, la perché i problema era altrui, laggiù conoscevamo qualcuno, la avevamo due soldini, li non ci conveniva, la abbiamo avuto paura, un’altra volta non ce ne fregava niente…

Ci hanno attaccato quindi….dividendoci.
Facendoci pensare di volta in volta che NON era problema nostro.

Ora lo è.

E chi non l’ha capito, sinceramente……capirà.

Non c’è nulla che possa dire di più.

Grazie della pazienza.

Perché non formiamo una pozzanghera

Come numero di molecole, siamo al 99% acqua.
L’acqua di mare al 96.
Siamo più acqua dell’acqua di mare.

“E perché non formiamo una pozzanghera ?”

Perché siamo “informati”.
Siamo tenuti in forma.
C’è una “informazione” che ci tiene assieme, vivi e vigili…

Siamo composti da 50 trilioni di cellule. Cioè cinquantamila miliardi di cellule.
In ognuna di esse c’è scritto tutto. La storia di come siamo arrivati dal primo essere unicellulare a essere ciò che siamo, è scritta li. Tutta, cinquantamila miliardi di volte….
La catenella ad elica del Dna di ogni cellula, se la svoltolassimo, la stendessimo,, sarebbe lunga un metro e mezzo… se le annodassimo tutte potremmo fare una catenella che va dalla Terra alla Luna centomila volte…. e in più è anche un antenna in grado di fruire di informazioni che sono “nel campo” ma ancora ne sappiamo poco….

Nonostante ciò, tutto il dna di tutte le persone viventi ora, e di tutte le persone mai vissute sulla Terra, starebbe in una tazzina di te……

Le ghiande e Cairns

Parlando di ghiande….

“Pensare che in una ghianda c’è scritta una quercia, una foresta…..” dice un amico….

Ma non solo la ghianda ma ognuna delle sue 1,875×10⁹ cellule riporta la ghianda, la quercia e l’intera foresta, come sequenza di potenziali “behavior pattern” cioè moduli comportamentali attivabili, cioè il DNA. Quali attivare, in che sequenza, lo decidono invece gli attuatori che sono circa 100mila per ogni cellula, sono sulla membrana e agiscono in base a cosa arriva, dall’ambiente, che al 99,9% è una altra cellula adiacente. Quindi in ogni ghianda ci sono scritte 1.875.000.000.000 volte le istruzioni su come fare una ghianda, una quercia, una foresta ma anche come modificarla, in che modo e in che tempi se cambia l’ambiente…. non aspettando un errore del RNA che , guarda caso, migliori per fortuna le possibilità di sopravvivenza della ghianda, ma attivando, in caso di stress, vorticose variazioni di replicazioni nella zona interessata ai comportamenti inerenti la sfera d’azione dello stress in oggetto, al calare dello stress, le replicazioni si interrompono, la sequenza “vincente” viene inglobata nel DNA ristrutturato e tale variazione viene trasferita alle ghiande a venire, alla discendenza, a tutte le foreste che verranno ….

Mio riassunto libero delle scoperte di John Cairns.

Tali scoperte hanno implicazioni clamorose anche per motivi importantissimi che riguardano non le ghiande, ma noi. Prima cosa i tempi di evoluzione diventano più veloci di diversi ordini di grandezza, poi si evince una intelligenza sublime di fondo che non lascia più nulla al caso, (con buona pace di Jacques Monod . “Il caso e la necessità”) ma soprattutto questa implementazione dell’epigenetica dice che ciò che faremo, che saremo, felici o smorti, attivi o passivi, vincitori infine o tristi, non è scritto nel Dna, quelli sono i mille e mille sentieri imboccabili, ma quale imboccare sta a noi, minuto per minuto….

Sta a noi.

Ma c’è addirittura ancora di più….
Il dna di ogni cellula , allungato, arriverebbe a un metro e mezzo, calcolando che ne abbiamo 50 trilioni, potremmo annodandoli, fare dalla Terra alla Luna centomila volte.
E il DNA è un’antenna. Il Dna “sente” recepisce messaggi….. e ne trasmette anche…. da ovunque, e soprattutto, dal nostro pensiero….. che come ormai sappiamo, e Giordano Bruno sapeva già nell’anno 1600, CREA la realtà.

(https://en.wikipedia.org/wiki/John_Cairns_(biochemist) )

I semi e la saliva

Le piante dispongono di una intelligenza che travalica ogni nostra comprensione. Se bagnate un seme di una pianta commestibile con la vostra saliva, e lo mettete nella terra, accadrà qualcosa di assolutamente miracoloso.
Il seme leggerà il vostro Dna e strutturerà la propria impronta genetica per diventare un super cibo adatto a compensare ogni richiesta, carenza e deficienza che il vostro Dna avrà segnalato.

Questo è dovuto alla infinita intelligenza del mondo naturale.

I semi e la saliva..

“I semi che, bagnati dalla saliva, modificano la loro struttura genetica per diventare super cibo adattato ai nostri bisogni, carenza, richieste….”

— Che indicazioni sociologiche, scientifiche, etiche, politiche, olistiche se ne possono desumere ?

La prima informazione che se ne può dedurre è che la Natura è competitiva a tratti ma per lo più chi raggiunge il successo sul lungo termine, lo ottiene con la collaborazione.
Le piante, all’apice della loro catena da miliardi di anni, ne mantengono saldamente il comando. Se venisse un alieno sulla Terra, ad onta degli sforzi che profondiamo e dei disastri che ne conseguono, in una visita frettolosa concluderebbe che la Terra è un pianeta prettamente vegetale. I vegetali sono potentissimi e colonizzano in minuti, ore o giorni qualunque landa noi si lasci tranquilla anche per poco. Da un buco, a una grondaia. Nel deserto stesso dopo la pioggia è tutto un fiorire. Semi sono germinati dopo due millenni… Insomma, ai vegetali non verrebbe mai in mente di fabbricare motoseghe o armi atte a distruggere loro stessi o l’ambiente che ne permette vita e prosperità.
Anche gli ambienti più degradati, se abbandonati dall’uomo, diventan verdi e floridi in un lampo….

Anzi…

Hanno fatto e fanno di tutto per far si che l’ambiente possa accogliere loro ma anche specie diverse e addirittura specie diversissime, come gli animali, e infine noi, che poi abbiamo inventato disboscamento e motoseghe e incendi… ma fa niente: E come se le piante sapessero che ad onta di quanto si possa desumere più è larga la base della piramide sulla quale sono assisi loro, i vegetali, più è certa e sicura e proiettabile nel futuro la loro sopravvivenza. La loro eccezionale varietà non teme Homo, sapiens o stultus che sia…. Anzi, la catena trofica che interlaccia scarti animali , ciclo dell’azoto, e bisogni delle piante, e all’inverso la loro capacità di creare ed essere cibo per noi, è quanto di più “razionale” , anzi, “intelligente” si possa creare.

e poi..

la cura di chi ci è a fianco, anche se momentaneamente molesto, è una garanzia per il futuro.

Le piante insomma ci insegnano con questa storia della saliva e un milione d’altre, che la sintonia, la collaborazione, e potremmo dire l’amore, è la base relazionale che l’infinita intelligenza ha deciso esser vigente e vincente. La impone come inevitabile e obbligatoria, pena la dismissione….

Darwin, o meglio, le interpretazioni dei suoi epigoni, tutti pronti a trasferire nel sociale la grande “verità” che l’unica legge è quella del più forte, e che il debole deve soccombere, e che sia giusto così, che l’unica carta giusta per loro sia la competitività, sono sconfitti dai fatti , dalla logica e dalla scienza.
La competitività significa indebolire i sistemi adiacenti, stringere la base della piramide per salire, e infine trovarsi molto in alto, su una cosa stretta stretta…. il capitombolo è inevitabile…e letale.

Infatti…

Siamo strutturati per collaborare ed essere equanimi. Ora ce lo siamo scordati e siamo deboli.

Le piante collaborano con tutti, ecco perché sono al vertice della loro catena da 3 miliardi di anni e sono ovunque, più sane e forti che mai. Circondate da milioni di altri esseri che da loro dipendono ma danno loro cibo ed energia. Una fittissima e infrangibile rete contro ogni caduta….

Noi invece siamo qui da soli duecentomila anni e se dovessi giurare che tra mille, ma anche 500, o 100 anni saremo ancora qui…..la realtà potrebbe incaricarsi di dichiarami spergiuro….

Gli altri siamo noi e le piante lo sanno….