I Telomeri e i vecchi

Immaginate una cerniera lampo.

Il cursore, il carrello, corre su una lampo chiusa, però fatta a elica, e ne escono due. In una lampo il carrello divide due serie di strisce dentinate, qui invece il carrello è anche un sofiisticato laboratorio biochimico che legge la sequenza dei dentini, e ne crea una perfettamente uguale, quindi scorrendo, da una sua estremità ne escono due: una biocopiatrice scorrevole.

Stiamo parlando della duplicazione di una cellula, attività che si svolge incessantemente nel nostro corpo e riguarda i 3.72 × 10alla13a, ovvero: 37.200.000.000.000 ovvero 37.200 miliardi di cellule.

Arrivato alla fine dell’elica del Dna che il carrello ha duplicato, c’è un problema: la zona dove insiste il carrello, che è arrivato a fine corsa, come fa a duplicarla, se ci sta sopra ?
Bene.
Le terminazioni di tutte le cellule hanno una parte apposita, che si chiama Telomero, ridondante e non codificante, che serve appunto a non immettere errori nella duplicazione. Ogni duplicazione il carrello se ne mangia un pezzo ma il Dna è salvo ed è uscito uguale alla copia originale.

In vecchiaia questa parte terminale si è consumata tutta e quindi la copia della cellula nuova viene “smozzicata”, le manca un pezzetto che il carrello non è riuscito a duplicare correttamente.
Alcuni fattori, come inquinamento, stress, errate gestioni dell’energia corporea, alimentazione errata, interferiscano con la produzioni di telomeri.
Questa estremamente opportuna terminazione dell’elica del DNA, viene un po’ più corta del dovuto e quindi gli errori di duplicazione cellulare cominciano prima.
Le copie insomma cominciano a venir sbiadite prima del dovuto, il carrello della lampo si è fermato un po’ prima della fine della catena nucleica e alla nuova cellula manca l’ultima parte finale.
Non è perfetta.

– “Quello che è nel piccolo è nel grande”.

Infatti accade la stessa cosa anche nell’umanità tutta.

Tra una generazione e un’altra.
Tra una generazione e la precedente.

Così come il riassunto della nostra fisiologia esperita si iscrive tramite l’epigenetica nei nostri geni e viene trasmessa alle generazioni seguenti di cellule, così la somma delle nostre esperienze esistenziali, la nostra cultura si trasmette tramite la frequentazione reciproca delle generazioni di umani, ai piccoli, ai giovani, e permette il salvataggio prima, e l’evoluzione poi, della nostra specie.

Erronei o troppo parziali o difettosi contatti tra una generazione e la seguente, impediscono quel passaggio ottimale di esperienze e alla lunga impoveriscono l’accumulo e l’arricchimento esperienziale e sapienziale che noi chiamiamo “Evoluzione”, trasformando piano piano queste carenze comunicative intergenerazionali in vero e proprio regresso.

Una umanità insomma, in cui non c’è contatto appagante tra i piccoli e i vecchi, oltre a non essere felice, è come se non avesse Storia, come se non avesse Memoria.

Rischia di non conoscere davvero il suo passato, di non capire il presente.

Non ha futuro.

Credo quindi sia molto importante aiutare il nostro fisico a produrre telomeri finché ce ne sia bisogno, e da’altro lato creare luoghi dove sia normale, facile e bellissimo che i nonni frequentino i nipotini, per quel travaso sapienziale e affettivo che tiene unita la cerniera lampo della società, che aiuti i piccoli a capire dove stanno andando, uniti.

Insieme.

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