Bytes a spirale

Quanti dati, chiacchiere, selfie, informazioni, generiamo al giorno ?

Usando i rapporti sul traffico internet di Cisco e di altri operatori di rete possiamo stimare che l’intero universo digitale è grosso modo di 44 zettabytes. Prendiamo in esame alcuni produttori di dati, tipo i social network.

Ogni giorno vengono pubblicati 500 milioni di tweet.

Vengono inviate 294 miliardi di mail.

E quattro petabytes di dati sono creati solo da Facebook.

Senza contare che su WhatsApp si stimano 65 miliardi di messaggi.

Poi ci sono i centri di ricerca, le memorizzazioni militari, meteorologiche, bancarie, statistiche, una marea di roba davvero.Selezionando queste fondi di produzione di dati nel 2025 si potrebbero stimare 463 exabytes di informazioni quotidiane. L’equivalente di 212765957 Dvd al giorno. E questo è quello che produciamo noi umani.

A breve saremo secondi.

I dati prodotti da macchine per le macchine, comunicati direttamente da macchine a macchine, saranno di più. Il numero totale sarà enorme.

Ma già da adesso c’è un problema: La costruzione hardware di memorie, non tiene il ritmo. Di questo passo le memorie saranno a breve tutte “memory full” e buonanotte….

Alcuni scienziati, credo di ricordare norvegesi, hanno trovato una nuova forma di memoria, così potente da spazzare via ogni problema, con capienza davvero inusitata. Indovinate che forma avrebbe , nel suo interno, questa memoria. Come allocherebbe insomma i dati ? Ehhhhh…. Una doppia spirale….

Cosa lasciamo ?

La Memoria di noi

Dicono gli esperti che della nostra epoca non rimarrà granché.

La nostra produzione di fatti della memoria, immagini, discorsi, scritti, scoperte, musica, dipinti, fotografie, resoconti, fatture, libri, rotocalchi, blog, visto che li mettiamo tutti su dischi rigidi, pennette, cartucce varie, sparirà in gran parte in pochi decenni, del tutto in un paio di secoli.

Tutto ciò che intenzionalmente produciamo, ha vita brevissima.

Invece tutto o quasi compone la nostra produzione accidentale, cioè quello che risulta in eccesso, di scarto, i rifiuti insomma, dureranno millenni. Le plastiche, i mozziconi, i rifiuti radioattivi….cocci di vetro e ammassi di calcinacci, poliuretani e polistiroli…

Distruggiamo insomma l’indispensabile, per produrre un effimero che ha come come scarto un rifiuto eterno.

Gli incendi

Gli incendi sono un emblema.
Sono la precisa , netta, inequivocabile dimostrazione di un concetto.
Bruciano i boschi e le foreste in quanto di tutti, come i mari, vengono inquinati perché di tutti, come l’aria, resa irrespirabile, perché di tutti come l’acqua, messa in bottiglia e venduta.
I boschi, le foreste, una volta bruciati, diventano terreni, di ALCUNI.
Non forniranno più ossigeno gratis a tutti, ma soldi ad ALCUNI.

In pratica devono venderti tutto. Se una cosa non è vendibile, verrà distrutta e trasformata in qualcosa che ti possa esser venduto. Soya, carne, legno, energia, mais, biofuel.

“E l’ossigeno ?”

“Lo pagavi ?”

“No”

“E allora ti attacchi al cazzo”.

Il capitalismo non vede la Terra come qualcosa di tutti, ma come qualcosa da trasformare in soldi.
Dopo la nascita, la salute, il tempo, l’acqua, l’ultima cosa rimasta gratis era l’aria. L’ossigeno.
E allora via.
Gratis, per loro, è bestemmia.
Le cose gratis devono sparire.

Per loro tutto è merce, anche noi.

E finché noi non cambiamo modo di pensare, finché anche noi la penseremo così, nulla potrà esser fatto.

Il primo punto dell’ecologia, il primo posto da bonificare, è dentro di noi. Allora vedremo trasparente, e vedremo il da farsi e lo faremo.
Finché si dipende idealmente da un sistema, combatterlo , o sostituirlo, è impossibile.

#demercificare