Soros

Per capire chi è George Soros, ricevuto con tutti gli onori da Gentiloni, amato dalla Bonino e dal PD….
finanziatore di 122 parlamentari Europei.
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Ma per comprendere le complessità e le contraddizioni della sua personalità occorre tornare all’inizio, a Budapest, dove George Soros nacque da genitori ebrei, benestanti e ben istruiti.
Quando i nazisti occuparono Budapest nel 1944, il padre di George Soros era un avvocato di successo che viveva su un’isola nel Danubio e gli piaceva recarsi al lavoro su una barca a remi. Ma sapendo che fossero in vista seri problemi per gli ebrei, decise di dividere la sua famiglia. Ha comprato loro documenti falsi e ha corrotto un funzionario governativo affinché prendesse l’allora quattordicenne George Soros e dicesse che fosse suo figlioccio, giurando che fosse cristiano.
Ma la sopravvivenza comportava un prezzo. Mentre centinaia di migliaia di ebrei ungheresi venivano spediti nei campi di sterminio, George Soros accompagnava il suo falso padrino a confiscare proprietà dagli ebrei.

– Lei è un ebreo ungherese che è sfuggito all’olocausto fingendosi un cristiano.

– Sì

– E quindi ha visto molte persone spedite nei campi di sterminio?

-Esatto. Avevo 14 anni e direi che è stato il momento in cui il mio carattere si è formato.

-In che modo scusi?

– Come tutti i caratteri dovrebbero formarsi. Uno dovrebbe saper capire e anticipare gli eventi. C’era una tremenda minaccia, la mia è stata un’esperienza del male molto personale.

– Quello che capisco è che lei si sia salvato con questo “protettore” che ha giurato di essere il suo padre adottivo.

-Sì.

– E lei nei fatti aiutò nella confisca delle proprietà degli ebrei.

– Giusto. È corretto. Sì.

– Sembra un’esperienza che manderebbe molte persone sul divano dello psichiatra per molti anni. È stato difficile?

– Uh. No, non lo è stato. Affatto. Forse da bambino non vedi la connessione ma a me non ha creato alcun problema.

-Quindi nessun senso di colpa?

-No.

– Ma scusi, per esempio, “sono ebreo e sto guardando queste persone andare a morire e io dovrei essere lì con loro, spedito nei campi di concentramento” scusi non ha provato nulla di tutto ciò?

– No. Bene. Certo che avrei potuto essere dall’altra parte. Avrei potuto essere tra quelli a cui veniva portato via tutto, ma non avrebbe avuto senso, non avrei dovuto essere lì. In realtà, in un modo divertente, è come nei mercati; se non lo faccio io qualcun altro lo farebbe. Che fossi lì o no la proprietà di quelle persone sarebbe stata comunque portata via. Quindi non ho avuto alcun ruolo nel confiscare quelle proprietà. Ero uno spettatore e quindi non avevo alcun senso di colpa

– Lei è religioso?

– No.

Lei crede in Dio?

– No.

George Soros, Uomo dell’anno per il Financial Times

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