Tzunami

Se sommiamo il disastro di Rapallo, del Bellunese, di Terracina e la tragedia Siciliana. Mettiamoci anche il Ponte Morandi.
Ci sommiamo il terremoto ad Amatrice, Visso, Norcia, Sant’Angelo sul Nera, Pescara del Tronto.
E quelli precedenti dell’Aquila, del Belice e dell’Irpinia.
E poi moltiplichiamo tutto per 20 volte…
Non ci avvicineremmo neanche lontanamente al danno che subì il Giappone con lo Tsunami.
Cinquecento chilometri di costa dell’Isola di Honshu, la più popolosa e industrializzata.
Costa in Giappone è tutto.
Case, fabbriche, centrali, magazzini, porti, industrie, linee elettriche, ferroviarie, autostrade, aziende…TUTTO.
Essendo molto integrata, l’economia giapponese era ferma tutta.

Bisognava ricostruire tutto, e in fretta, pena la sparizione del Giappone dal novero delle nazioni avanzate.

Il conto era da infarto. 1,6159×10¹³ yen.
Corrispondenti a 143 miliardi di dollari.

Sapete cos’ha risposto la banca del Giappone:

“Eccoli”.
E tutto è stato risistemato, perfettamente.
Il Giappone ora è un po’ più belllo e più forte di prima.

Sapete dove li ha presi ?

Nello stesso posto dove li prende Draghi, della BCE.
Nello stesso posto dove li prende la Fed Americana.
Nello stesso posto dove li prende la Bank of England.
Nello stesso posto dove prendeva le lire la Banca d’Italia.

Dove si prendono i numeri.
I simboli.
I concetti……

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