Perimetro – περίμετρος

Perimetro – περίμετρος

Guardare indietro ai propri nonni che hanno lottato per la libertà, è cosa giusta. Ma i meriti non si trasmettono attraverso il Dna, non si ereditano, i meriti si meritano, o non sono.
Anzi , spesso, per contrappunto, delle cose che ci arrivano senza averle meritate, facciamo uso improprio, come se il nostro sudore, o eventuali lacrime ne fossero timbro di validità e riconoscimento.
Abbiamo guardato indietro per troppo tempo e ci siamo distratti: ci siamo fatti infilare in una nuova gabbia: il potere ne ha sempre una pronta.
Ci siamo fatti infilare dentro la gabbia dell’Euro, che è un sistema, sicuramente più elegante, più sottile dell’invasione di carriarmati e caccia, ma non di meno efferata e pervasiva.

Il perimetro della nostra libertà è stato via via ristretto, ogni volta che un paletto veniva rimosso e riposizionato, fateci caso, era più vicino.
Limiti al contante, alle spese, all’accesso ai servizi, alle cure gratis, ai diritti, alla casa, alle possibilità, ai soldi, alla pensione, alla sanità, alla scuola, al lavoro, alla tranquillità, al futuro.
In maniera eccezionalmente scaltra la torcia della luce mediatica era però puntata su altri paletti, afferenti a libertà altre: puoi cambiar cognome, puoi sposare una pompa di benzina o un’iguana, te stesso o un PDF. Puoi andare a Puket con 190 euro e avere sei miliardi di sms gratis, whatsapp ? Gratis.
FB ? Gratis ?
La fama su Instagram ? gratis.
Senza renderti conto che ogni volta che un servizio era gratis, la merce eri tu.

E nel frattempo i paletti VERI si avvicinavano.
Il recinto si stringeva.

Il perimetro della rappresentanza spariva: ora il parlamento ha una frazione infima del potere che ha il CDA di una multinazionale.
Non sa dove prendere i soldi, la multinazionale non sa dove metterli.

Ce lo chiede l’Europa, ce lo ordina l’America, ce lo ingiunge equitalia, ce lo impone la finanza, fatto sta che che “siamo sovrani ” è scritto nella Costituzione e basta.

Il perimetro si sta stringendo, anzi, si è stretto così tanto che è arrivato a toccarci, e ha preteso di entrare.
Il corpo stesso è il tuo, anzi no.
Tuo figlio è tuo, anzi no.

Te lo buco …

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