Prof. Maddalena e i beni Comuni

Allora.
Devo inserirmi, e lo faccio anche polemicamente data la posta in gioco, nella diatriba tra il prof. Maddalena e il Comitato per i Beni Comuni Stefano Rodotà.

Il Comitato sta portando avanti una legge di iniziativa popolare (LIP) che stabilisca la NON vendibilità dei beni che verranno dichiarati “beni comuni”.
Indipendentemente da chi ne sia il proprietario.
Un fiume, un lago, un tratto di costa, un museo, un bosco, possono essere di chiunque ma NON potranno essere abbattuti, chiusi, ceduti a privati che ne neghino l’accesso.
Perché ?
Perché ci servono. Punto.

— Il prof. Maddalena attacca fortemente questa legge perché dice che faciliterà le privatizzazioni.
Questo è falso. I vincoli che già esistono non verranno toccati, ma il rinforzo alla loro incedibilità anzi sarà fortissimo in quanto scritto nel codice civile.

— Il prof. Maddalena dice che se le cose sono dello Stato, ciò basta e avanza per la loro preservazione e tutela.

Purtroppo è falso anche questo.

Il fatto che una cosa sia del Demanio non è assolutamente una garanzia. Anzi.
Un ministro può sdemanializzarla e venderla.
Con un decreto, senza neanche andare in parlamento.
E’ stato fatto, lo stanno facendo, lo faranno, se non FIRMIAMO questa legge.

Anzi, leggete cosa dice il prefetto Carpino: “Con questa operazione metteremo in vendita quest’anno volumi 5-6 volte superiori a quanto è stato fatto negli ultimi quattro anni. …
Io dico che ora il Demanio deve mettersi a vendere.
Sia chiaro: come vendere lo decide un decreto del Presidente del Consiglio e noi ci atterremo a quello. Però noi faremo le nostre proposte, avanzeremo delle idee, non staremo qui ad aspettare. …”

Sapete chi è il prefetto Carpino ?

Il direttore dell’Agenzia del Demanio.

Auguri.

P.S. Sono cose importanti.
Sono cose che riguardano soprattutto chi verrà.
Chi è piccolino o ancora non è nato.
Leggete. Leggete la legge in oggetto.
Leggete i testi che parlano di beni comuni.
Leggete il sunto o l’originale della proposta che fu stilata da Rodotà e da altri maestri.

Pensate.
Non fatevi pensare.

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