Piazza Tahrir

Il Cairo, seconda metà di gennaio 2011.
La polizia segreta è ovunque e ha modi spicci.
Letali.
Impossibile riunirsi e organizzarsi.

Molti giovani prendendo il taxi, fingendo di parlare al telefonino, e di non volersi far sentire, si danno appuntamento a piazza Tahrir, per il 2 febbraio, badando bene a che il tassista senta.

Lo fanno in tanti, lo fanno per giorni, la Perla sul Nilo ribolle.

“Piazza Tahrir, tutti li, il 2 febbraio” Un mantra sotteso, sussurrato ma onnipresente.

Il 2 febbraio, a piazza Tahrir, senza che la Polizia segreta egiziana abbia intercettato alcunché, l’Egitto esplode.

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