Francia e Germania

Francia e Germania

In realtà sono entrambe con le spalle al muro.

La prima riesce a sopravvivere perché insuffla grandissime quantità di spesa pubblica pagata in pratica da 14 stati africani a cui ruba 450 miliardi l’anno.
Nonostante ciò ha un debito di bilancia dei pagamenti esteri enorme, il capo della sua più grande industria nazionale, Renault, in galera, il suo gioiello tecnologico Areva, costruttrice di centrali nucleari, in fallimento, e un mese fa ha perso Tim , scippata a Vivendì dal fondo americano Elliott.
La Cina le ha dato l’ultimatum per l’Africa, ma senza quelle entrate il governo francese si ritrova le banlieu all’Eliseo, altro che giacchetti gialli.

La Germania ha puntato tutto sull’esportazione superando addirittura la Cina. Ora gli Usa la bastonano.
VW finirà di pagare le rate della multa da 13 miliardi nel 2025, il Pil tedesco è passato di colpo, a negativo.
Un tedesco su quattro è povero, Deutsche Bank ha un’esposizione in derivati dove il Pil della Germania entra 15 volte e ora è implicata nel più grande riciclaggio della storia, chi avesse investito nel 2000 , 250mila euro in Commerzbank, oggi ne avrebbe 8mila.

Dobbiamo semplicemente tenere botta, quelli che ci minacciano sono ectoplasmi.

Fantasmi.

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