Possiamo tutto

foto di Francesco Neri.
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foto di Francesco Neri.
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Possiamo tutto.
Come singoli e come comunità.Il senso di impotenza è la prima cosa da evitare.

Abbiamo spessissimo le sensazioni contemporanee di non potere nulla e dello strapotere del nemico.
Le multinazionali che tutto possono e tutto posseggono.

In realtà possono fare esattamente SOLO quello che noi concediamo loro.

Guardate bene.

– Glifosato. Abbiamo strillato per anni. Niente. Il Canada mandava navi piene di grano tossico a Bari, e i pani e le paste del paese della dieta mediterranea erano fatte col grano tossico. Bariila sdegnosamente dichiarò che fare pasta buona “sarebbe costato troppo”. Le vendite gli sono andate a picco e ora non comprerà più grano canadese che si secca solo col Glifosato. Cancerogeno e interferente endocrino.
La produzione italiana di splendidi e buonissimi grani antichi cresce di anno in anno. Dal 30% ora siamo al 50 del fabbisogno nazionale. Puntiamo al 100%.

– Il trattato CEta col Canada che ci avrebbe costretto a importare e mangiare immondizia e a non fiatare se avessimo trovato in giro per il mondo il Parmesan del Quebec…. è stato cassato. Ci mangeremo il Parmigiano delle mie parti….

– Bio. Fino a qualche anno fa eravamo quattro scemi con la fissa del Bio. Ora non c’è supermercato che non abbia scaffali Bio per pasta, farine, miele,olio anche detersivi. Alcuni farlocchi, alcuni seri, ma intanto si comincia a ragionare.

– Filiera Corta. Una volta la filiera era tutta corta- eravamo tuatti contadini o quasi ma nel dopoguerra ci hanno convinto a mangiare all’americana cibi che tali non sono, colorati e con pubblicità dove tutti ridono …. mars, sprizz, air, kinder, snatch, pringels, crik crok, e nessuno sapeva più come fare una zucchina ripiena o uno sformato come cristo comanda. LE cose stanno ricambiando alla svelta e tantissimi finalmente si reinteressano a cosa mandano giù….mercatini contadini e Gruppi di acquisto solidali sono ovunque.

Vino. L’italia era un mega produttore di quantità industriali di vino orribile. A parte Toscana e Piemonte, e piccole realtà qui e la, si producevano vini pessimi in Veneto, Lombardia, Emilia, Marche, Abruzzo, Lazio, Puglia, Sicilia e Sardegna. Qui c’è stata proprio una rivoluzione. La qualità è schizzata su e ora le produzioni di qualità bassissima sono davvero una minima parte e le eccellenze una vastità. Superata la Francia che ci aveva fatto scuola, non abbiamo ora paragoni di sorta al mondo.

Anche le eburnee e inavvicinabili torri della grande distribuzione si sono piegate alla consapevolezza diffusa.

Sempre per prenderci in giro ma anche Carrefour, colosso mondiale da 90 miliardi di fatturato propaganda solo Bio, filiera corta, frutta e verdure di stagione, niente pesticidi.
Monsanto ha dovuto cambiar nome e intere nazioni hanno bandito Ogm e veleni….

Insomma a volte ci guardiamo intorno basiti dalla apparente demenza vincente. Ci sentiamo sconfitti.

Dopo averle tentate tutte, come nello strenuo tentativo di spostare un mobile dal peso inusitato, vedendo che non si è mosso di un millimetro, ci accasciamo affranti su una sedia, viso basso, capo tra le mani.
Guardando a terra.

E allora vediamo che il piede del mobile invece, si è mosso.

Di poco.

Ma si è mosso.

Anzi, Neanche di pochissimo.

Forza.
Spingiamo.
Ognuno per quel che può, ognuno per quel che sa.

Sta a noi. Tutti.
Sta a te.

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