Filiera corta, vita lunga.

Un grande campo di ettari di pomodori, o di fragole, una grande estensione di UN SOLO tipo di ortaggi, o frutta.

Ci viene in mente lo sfruttamento, il caporalato, le grandi produzioni e i supermercati.

GIusto.

Ma sappiate che in natura grandi estensioni di una sola pianta, non esistono.
Se mettete insieme grandi quantità di una stessa pianta le radici affonderanno tutte alla stessa profondità, consumeranno tutte la stessa sostanza esaurendola rapidamente, attrarranno lo stesso predatore che farà un’ecatombe, le piante prenderanno una malattia in grado di attaccare tutte le altre, svilupperanno squilibri e patogeni in grado di distruggere tutta la popolazione vegetale presente.

In natura funziona in maniera molto diversa.

Si mischiano sempre specie e sottospecie diverse, di famiglie diverse. Le radici affondano diversamente, gli essudati e le micorrizie delle une, sono il cibo o l’enzima catalizzatore delle altre, consumano sostanze diverse, a volte lo scarto altrui, alcune sono produttrici di azoto, altre forti consumatrici, attraggono insetti antagonisti del predatore di quella a fianco, non prendono le stesse malattie, tengono il terreno in equlibrio: si aiutano, si fanno ombra, si scambiano una messaggistica molto ricca soprattutto sottoterra per via elettromagnetica a base fungina. I permacultori questo lo sanno bene e utilizzano infatti le consociazioni.

Piante diverse maturano però in tempi diversi, la raccolta di specie diverse mischiate a piante non commestibili, o a “semplici ” fiori, sarebbero un incubo per l’agricoltura industriale meccanizzata che deve portare centinaia di tonnellate di quell’ortaggio, tutte insieme, tutte uguali, raccogliendole tutte nello stesso momento, spendendo pochissimo….senza avere piante malate.

E allora ?

E allora si fa un uso intensivo di “trattamenti”.
Si usano quantità industriali di “fitosanitari”.

Grazioso eufemismo perché dire “si riempe di veleno prima il campo e poi gli ortaggi”, pareva brutto.

Però è proprio così.
Per pomodori e fragole, per esempio, si usa la Cloropicrina.
Che dopo, in aria, degrada nel Fosgene, un gas usato nella guerra chimica, proibito dalla convenzione di Ginevra, in quanto letale.
Si sparge una quantità incredibile di veleno sul terreno prima della semina. Così muore tutto. Patogeni, insetti, micorrizie, batteri amici, nemici, insetti, api,coccinelle, uccelli che se li mangiano, ecc.
Poi si semina, o si mettono a dimora le piantine, poi si sparge un’altra volta la Cloropicrina per evitare micosi, muffe, parassiti, ecc.

E noi ci mangiamo una bella coppa di fragole, tutte grosse, tutte rosse, tutte belle….tutte uguali….

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“Un domani i nostri nipoti guarderanno a questa era oscura, e si chiederanno come sia stato possibile che si ritenesse una buona idea cospargere di veleno la terra e il cibo”.

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Le cose stanno cambiando. Mercatini Bio, filiere corte, piccole produzioni e autoproduzioni e GAS, stanno crescendo ovunque.

In Italia, soprattutto al Centro e al Sud, c’è ancora la possibilità di avere contatti diretti con chi produce cibo buono.

Costa di più alla fonte, ma calcolando che si salta il passaggio commerciale, alla fine costa uguale, il sapore non è paragonabile,
salvate il pianeta, voi stessi, e i vostri figli.

Quando invece comprate alla grande distribuzione finanziate camorra, caporalato e l’avvelenamento vostro e del pianeta.

Agite di conseguenza.

Le chiacchiere, come sempre, stanno a zero.

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