Trump & Salvini

Fatti i doverosi distinguo, di nazione, di cultura, di estrazione sociale ed economica, di ambiente, di lingua, e soprattutto di scala di grandezza , di nostra percezione e carenza informativa, c’è un clamoroso parallelo di personalità sul piano politico globale.

Tra Trump e Salvini.

Chiunque si interessi di politica o del sociale da tempo, non può non provare un moto di disgusto al pensare all’uno , o all’altro.
Così distanti entrambi dall’ideale di intellettuale, motivato socialmente, conscio, parco, fermo , onesto e consapevole, determinato e lucido che tutti vorremmo a capo di un governo per opporsi ai delinquenti di tutte le fogge.
Questo personaggio non c’è. E se c’era non arrivava neanche vicino alla stanza dei bottoni, o dei finti bottoni.
C’era, ma è saltato l’aereo.
C’era, ma è finito nel cofano di una R4.

Chiunque si interessi di politica da un pò non può non aver notato le incongruenze sia di Salvini che di Trump. L’uno alleato coi peggiori, e motore delle peggiori spinte classiste, antimeridionaliste, separatiste, l’altro comunque espressione di quel capitalismo yankee feroce e spregevole.

Ora sono al potere entrambi, fatti i dovuti distinguo.

Uno, Trump, con una operazione fantastica, ha battuto il gotha della politica imperiale Usa.
Quell’intreccio potentissimo tra finanza, militari, servizi segreti e media, il famoso deep state americano, vero dominus dell’impero che di solito i presidenti li sceglie, e se non rigano dritto, li elimina.
Loro, increduli, ora attaccano con ferocia con l’unica arma rimasta loro: i media. Ma Trump si è circondato di consiglieri espertissimi, e soprattutto ha come guardia del corpo il Pentagono, suo mentore forse fin dall’inizio, e li sta battendo.

Quello che accade al centro dell’Impero, succede anche fuori. Ed ecco allora che lo sfacciato Mattarella, reidratato dai vasi canopi in cui era stato riposto, si oppone al volere popolare con soluzioni imposte dall’altro: un governo tecnico in salsa ellenica con Cottarelli, poi però riceve di colpo ordini da ancora più in altro, e risparisce nel sarcofago. Cottarelli evapora.
La Merkel che non ricevette Gentiloni, straccia la bozza fatta con Macron, pur di avere Conte al summit.
Di colpo contiamo, eccome.
Siamo di nuovo un ago della bilancia sullo scacchiere mondiale , e tutti ci vogliono, tranne Macron, che l’ago voleva esserlo lui.

Anche da noi, tutti i media , vanno come per conto loro. Cantanti, nani e ballerine, scrittori di camorra e rapper, tutti i coscritti del mondialismo sorosiano battono inferociti sullo stesso tasto accusando il governo di ogni cosa, che l’abbia fatta o meno.
Che l’abbia fatta lui o meno.
Che sia vero o meno.
Come per Trump, così per Salvini.
Se Salvini starnutisce, esplode il comitato italiano raffreddori.
Se Salvini blocca una nave, diventano tutti accoglienti lo stesso minuto: sindaci italiani, premier stranieri, il papa, navi pirata, la federazione galattica. Salvo cacciar via tutti il giorno dopo a rotative spente….
Idem per Trump al muro col Messico. Costruita da Clinton, rafforzato da Bush e Obama, la legge che separa genitori e figli al confine, viene fatta passare come idea sua.

Salvini insomma, è al potere insieme a M5s in Italia, perché l’ha imposto Trump in funzione anti tedesca, e ora la Germania, stretta tra scandali al gasolio, voragini bancarie e daziamari, trema perché ha puntato tutto sulla globalizzazione che Trump invece vuole eliminare. Macron da di matto perchè voleva esser lui il pupillo di Trump, ma venendo da Rothschild è tra due fuochi, e anche la Francia senza le rimesse in CFA delle ex colonie, prenderebbe fuoco dalle banlieu all’Isle de France.

Trump ha capito che gli Usa devono arretrare.
Gli Usa spendono due miliardi al giorno in armi, hanno novecento basi in giro per il mondo. Devono mantenere l’impero in armi, di gran lunga più costoso della storia , ma non ce la fanno più. Da un lato hanno contro la Cina, molto più forte industrialmente, dall’altro la Russia, un serbatoio di materie prime quasi infinito e soprattutto, in grado di azzerare la flotta americana in 20 minuti: i nuovo missili russi, di gran lunga superiori a quelli americani, volano a 20.000 km/ora, rasoterra, non li ferma nulla di conosciuto, e due di quelli, per un costo di 600.000 dollari, colano a picco una portaerei della classe Kennedy da 12,8 miliardi dollari.

L’America in questo dissennato sforzo espansivo, è rimasta senza fiato: Ha 43 milioni di poveri, 2,3 milioni di persone in galera, la cintura della ruggine di fabbriche chiuse da Detroit a Cleveland e Mildwakee. La cotton belt di agricoltori indebitati. Una middle class che con le unghie tenta di non diventare Low.
E concorrenti sul pianeta che vanno a doppia velocità rispetto a lei. E’ così da parecchio ma prima gli Usa colmavano questo divario con l’esercito. O ti prendevi i dollari o ti prendevi i dollari. Se no finivi nella lista dei “paesi canaglia” e con le buone o con le cattive, ti prendevi i dollari.
Ora non più. Russia, Cina, India, Indonesia Sudafrica prendono euro contro petrolio, o Remimbi (Yuan)..
Il dollaro sta finendo e per vivere bisogna produrre.
Trump l’ha capito e riporta a casa fabbriche, lavoro, soldi e competenze. Mette dazi dove vuole e chiunque aveva puntato tutto sull’esportazione , come la Germania, che con 317 mld dollari aveva superato addirittura la Cina, ora è nei guai. Guai seri e almeno l’Italia se la vuol tenere , ma è tardi.

Sia Trump che Salvini parlano come burini, rozzi a volte ma chiari.

La gente s’è rotta i coglioni, ma se li è rotti in una maniera fantastica, del politicamente corretto.
Si è rotta da morire di chi si mostra sdegnato dai toni.

Alla gente non gliene frega un cazzo dei toni, anzi, plaude a chi usa gli stessi toni che userebbe lei.
Senza infingimenti.
Giusto o sbagliato che sia la gente plaude a chi parla come parlerebbe lei.

Si concentra sui toni, sui modi rozzi, sulle ipotesi di “fascismo” chi ha il conto a posto, i pagamenti fatti, e le bollette pagate.
Le vacanze pronte….. Linosa o Filicudi ?

Chi è in rosso, chi è incazzato, chi davvero non sa cosa accadrà a lui e ai suoi figli, e aspetta una pensione che gli permetterà un cartone alla stazione Tiburtina, dei toni se ne fotte. Vuole che un politico mantenga quello che diceva in campagna elettorale.
Col martello. A mazzate.
Niente toni morbidi o “adesso vedremo…”.
Tant’è.

Sia Trump che Salvini incarnano in loro stessi questo approccio rozzo, vogliamo dire populista ? E diciamolo.

Ma, sorpresa sorpresa, si circondano dei migliori.
Consulenti cazzutissimi e raffinati.

O vogliamo paragonare Bagnai, Borghi e Barra Caracciolo a Calenda, Boschi o Razzi ?

O a Sibilia, Ruocco o Taverna ….?

Non ce n’è per nessuno,

La storia è questa.

E’ una fase estremamente interessante in cui si sono riassestati equilibri che sembravano inamovibili.
Gli antichi oligarchi sembrano in forte difficoltà.

Alla vecchia nomenclatura sono rimasti i Media.
Tutti i giornali, tutte le Tv, tutte le agenzie di stampa.

Questo provoca una dicotomia delirante tra realtà fattuale, e realtà descritta dai media, che con la prima non ha relazioni, se non dopo una inversione di polarità totale.

Viviamo in uno specchio ologrammatico che tutto distorce.

Ma la realtà traspare, a chi la sa vedere, a chi studia un pò, a chi ha pazienza e soprattutto a chi non si fa perculare da antichi schematismi, destra sinistra, fascisti comunisti, accoglienza coi porti degli altri, ong criminali, navi pirata e nuovi penefattori.

Difficile amare Trump o Salvini.
Difficilissmo.

Per fortuna non ci è richiesto.

E’ difficile anche amare un martello, o una mazzetta.

Ma certe volte serve quello.

Se devi buttare giù una incrostazione di decenni, serve quello.

E poi ? E poi ci saranno gli altri.
La retrovia che già si intravede.

E noi. Che non dobbiamo mollare mai
Nella nostra azione quotidiana per il bene comune.

Che è il nostro.

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