La fase si prospetta estremamente interessante.

La fase si prospetta estremamente interessante.

Chi non ha capito che la UE è una gabbia di contenzione, fatta per stritolarci, è scemo. I dati sono troppi. Studiasse un po’, non so più come spiegarlo.
Sulla strada dello strapotere delle multinazionali, di qualunque ramo, ci sono rimaste solo le nazioni e la famiglia, ultimi porti franchi della gratuità.
Loro vogliono che paghiamo tutto; “gratis” per loro è bestemmia. Arrivano a dire che i vecchi vivono troppo, che “costano” troppo”, che la sanità è un lusso…

Le nazioni sono sotto attacco pesantissimo.
Con eserciti, droni e finti terroristi quando i beni da depredare sono fossili e quindi asportabili; con moneta eteroprodotta quando i beni valgono solo in loco, e quindi non si può bombardare: Ti do dei foglietti con su scritti dei numeri, in cambio quello che è lì, diventa mio, come qui in Italia.

—- Bisogna riprenderci la nostra sovranità —

Poi ricominceremo, magari all’italiana, con qualche ruberia, molti furbi, molti gran lavoratori, troppi preti e troppi furbi magari.. e vabbè.
Come era prima, magari meglio, perché si può. Eccome.

Tecnicamente però una guerra non si vince con i proclami.
Anzi. Strategia esige silenzio.
Sicuro è che la partita contro l’oligarchia è pesantissima.
Hanno tutte le armi: sia mediatiche, che militari, informatiche, sociali, economiche, criminali, giudiziarie, per intimidire, blandire, corrompere, ingannare infine, eliminare, se nel caso.

Mattei, Moro, Falcone, Chinnici, Borsellino, Impastato, Fava, ecc. non sono morti di malattia, né suicidi.

Nessuno può farcela se non lo aiutiamo, se ognuno di noi, nel suo piccolo, non fa la parte sua.
Chiunque si esponesse solitario, in prima persona, verrebbe ricattato, con le foto dei figli sulla scrivania, con un finto scandalo a luci rosse o verdi… con uno strano incidente in discesa….è matematico.

E anche se un movimento si ponesse frontalmente all’oligarchia dicendo : “domani esco dall’euro, dalla UE, dalla Nato …” dove sono i cinquanta tecnici informatici, i duecento tecnici bancari, le tipografie, i duemila addetti alla sicurezza per garantire di non saltare in aria in una settimana ?
Dov’è il piano informatico, finanziario, economico, militare di sicurezza interna, per garantire tutto ciò ?
chi sono i capi di queste sezioni ? vagliati, nominati e garantiti da chi ?
La Pdue, che dominava ogni settore della vita istituzionale negli anni 80, che fine ha fatto ? e’ sparita ?
la Cia, starebbe buona ? quante bombe farebbero esplodere ?

L’oligarchia mondiale del cibo e dell’energia, cosa farebbe ? ci bloccherebbe i porti ? come manderemmo avanti la baracca ?
Siamo resilienti a sufficienza, alimentarmente e energeticamente ?
La risposta purtroppo è no.

Vinceremo solo se saremo tanti e uniti.
E preparati.

Da qualche anno penso a come risolvere queste problematiche, adottando piccole soluzioni che sarebbero , badate bene, estremamente opportune anche in caso tutto andasse benissimo.
La resilienza è rendersi un po’ autonomi. Non dico di riempirsi la casa di scatolame e chiudersi in un bunker come fanno gli americani, al contrario, aprirsi, fare comunità, scambiarsi i semi della terra e della testa, cioè le idee.
Mantenere diversità.
Fare il pane e imparare a farsi i detersivi da soli. Senza inquinare e senza finanziare gli stessi che poi investono in carri armati….
Facendo il compost, e risparmiando energia e recuperando l’acqua piovana…
Opponendosi senza se e senza ma alle follie, alle illegittimità, a costo dell’arresto: Volete avere o no un domani qualcosa che meriti di esser narrato ai nipotini, ecchediamine ! La paura sicuramente aiuta nella conservazione dell’integrità del corpo fisico, il coraggio però assicura il mantenimento dell’integrità dell’anima.
E del futuro di chi verrà.
Sono veleni ? e allora niente pesticidi, niente vaccini, mandateli affanculo.

Bisogna fare comunità creando collettivi e idee. Prestando libri e spargendo informazioni. Facendo le piantine in serra e regalandole.
Regalando. Donando. Quel che si ha.

Il resto verrà da se.
Si può fare. Da domani.

Questa è una soluzione. Ma ce ne sono mille.

Io credo che lo dobbiamo.
A coloro che sono morti per la nostra libertà, a noi stessi, ai nostri figli e al paese più bello del mondo.

Il nostro.

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