Messico

Sono in Messico

Sono arrivato con un volo via Mosca, Shannon, Cuba con Aeroflot.

Una volta i voli costavano una cifra, risparmiare era essenziale. 30 ore e passa la paura….

…sono in Messico da più di un mese. Campagna presidenziale, tumulti….

Siamo a Isla Mujeres dopo aver fatto Taxco, Acapulco, Palenque, Tuztlia Gutierrez, Tikal, poi Merida, Chichen Ytza, Puerto Juarez….
Siamo a Isla mujeres, una meraviglia.
Guardiamo l’Hotel Rocas del Caribe, stanza mega, con grandi terrazzi a sbalzo sugli scogli, ma costa troppo….70 dollari….
Ripieghiamo su un alberghetto più modesto, ma carino.

Crolla il peso.

Banche chiuse. Nessuno ci cambia nulla. ma , cazzo, “tiengo dolares….” Nada. “Carajo”…
Quando riapron le banche invece di 33 che valeva prima, il mio dollaro vale 120. Di colpo sono ricco.

Evvai al Rocas del Caribe……tutto lusso….

Albe infuocate e laterali e tramonti a destra rosso fuoco dal terrazzo del super albergo che di colpo mi costa un quarto, a sbalzo sugli scogli a pochi soldi….

Gite fantastiche a Isla Contoy, parco naturale, una pippa come me prende 5 barracuda di cui uno da 18 chili e 4 da dieci.
Imparo a fare il sebice (o sevice). – Tagli a quadratini il pesce e lo metti nelle bacinelle di plastica del bucato col lime al sole….. fantastico…
Compriamo di tutto, tappeti, cappelli, ninnoli, sciarpe, giubbotti, ecc.ecc. ma ci rimangono soldi….

Allora, tornati a Ciudad do Mexico andiamo all’Ambasciata russa e chiediamo il visto per fermarci in Russia al ritorno….

Moscow.

Aeroporto. Nessuno parla nulla. Sappiamo bene inglese, francese, spagnolo, e un po’ di tedesco, ma loro parlan solo russo, ecchediamine….
Arriviamo infine in centro. Piazza rossa, Cremlino. Bello, freschetto. Coi giubbotto indio faccio un pò ridere ma quello ho.

Nessuno parla niente. Giriamo, giriamo, ma…un albergo ?

Alla fine riconosco il cirillico….Россия , in piazza rossa, è l’albergo Russia, andiamo.
Un ometto mi chiede una cosa che non capisco, mi incazzo, rispondo piccato.
Due omoni da duecento centimetri e duecento chili mi prendono, mi sollevano, e mi “depositano” fuori dalla porta. Cazzarola.

Vaghiamo…. sento parlar inglese. Domando come fare a avere un albergo.
“You must go to Intourist”. Il ministero del turismo.

Andiamo. Una signora simpatica come una colica renale ci propone alberghi da magnate. Cifre esagerate. 200 dollari e rotti. Quarant’anni fa, una cifra !

ma che siete matti ?

“Ma…. “i’m a worker, i came in the country of the workers and you fuck me in this way ? “(letterale) “Ok. I want to go to italy, forget Russia”.

Do you want a cheaper hotel ? ” “Vedi un po’ “.

Ci mandano nella taiga. Hotel Solnetsky. (Non so bene come si scrive)

La mattina due chilometri di sterrata a piedi, fino a una strada, autostop, camion o autobus , fino a dove inizia la metro che poi ci porta in centro. Piazza Rossa e limitrofe.

Sull’autobus mi sento un nano, ho gli occhi poco sopra le cinture degli uomini. Giganti. alcuni stanno con la testa piegata sul soffitto del bus….

La gente è incredibilmente gentile, Tutti.

Ricordo un distributore di sidro. Lo guardo esterrefatto non capendo quanti copechi, il cambio, monetine, non so…

Una signora, una babushka, mi da dei soldini ma non vuole il cambio, li inserisco, premo e il sidro se ne va sprecato…

Aspettavo la discesa automatico del solito bicchiere di plastica invece lì vicino c’era un bicchiere di vetro da osteria che dovevo prendere e lavarmi.
….che figura..balbetto scuse alla babushka che ride, e rimette i soldi nella macchina….poi bevo il sidro….mi impunto per i soldi..niente. Non li vuole.

Compro del caviale che mi viene sequestrato all’aeroporto da un’altra donna grande come un armadio e cattiva come un dobermann, e il caviale torna al negozio, o se lo pappa lei, non so.

Era il ’79 e in Russia non ci si andava così, per conto proprio.

Ci si andava col PCI, a visitare la segheria modello, la fabbrica modello, l’ufficio modello. Ero comunista all’epoca, o pensavo di esserlo, per quel quasi zero che ne capivo.

Dopo Russia, Cecoslovacchia, Romania e Berlino Check Point Charlie, decisi che non era cosa….

e di qua dal muro si stava meglio, eccome….

Ero giovane.

Andò così.

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