Consapevolezza

La consapevolezza diffusa non si impone, non si insegna, forse, al massimo, si instilla.

Il risultato di una azione di un gruppo è comunque, al di la e al di sopra di ogni tecnicalità, di ogni regolamento, di ogni programma e presupposto, frutto della consapevolezza dei suoi aderenti.

Un movimento, un’onda di pensiero, un partito, una associazione, che non abbia come fine primo, primario e finale, l’aumento della consapevolezza diffusa, è inutile.

Dannoso.
Fuorviante.

La capacità di interdizione, annullamento, inquinamento dei buoni propositi iniziali da parte della mediocrità dei suoi partecipanti è letale.

Non esiste programma, regolamento, promemoria, statuto, capo, duce, proboviro, consulta, organigramma, direttivo, commissario, struttura in grado di mitigare gli effetti letali della mediocrità diffusa, dell’ignoranza diffusa, del cinismo, dell’ipocrisia.
Noi tutti ci aspettiamo un poderoso adeguamento della società, degli altri in pratica, a ciò che vorremmo.

Ma…noi, siamo come vorremmo ?

No.

Punto.

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