Italia a norma

Se potessimo emetter moneta potremmo elargire mutui al 2%.
Anzi, 0 % se il tetto è fotovoltaico, ma solo se le celle sono italiane.
Francia e Germania, e forse anche la Cina, strillerebbero un pò.
Dichiariamo l’energia “bene strategico” e strillassero: fa bene ai polmoni.Se potessimo emettere moneta potremmo finanziare la più grossa industria Italiana, l’edilizia, dedicandola alla più grossa commessa della Storia Italiana.
Mettere a norma l’Italia.
Le scuole diiventano antitisismiche e sicurissime.
I centri storici fatiscenti, gioielli a consumo zero.
I capannoni industriali tutti fotovoltaici ed eserciti, o tornano ad esser prati.
Le civili abitazioni solo in classe A o addirittura passive, antisismiche al 100%, a doppio ciclo idrico senza tirar lo sciacquone con la potabile.
Belle,calde, sicure ed economiche.
Consumo di suolo zero. Anche meno.

Tutte le grandi industrie del settore dedicate SOLO alla sicurezza sismica e idrogeologica del paese.

Il “risorgimento” italiano non può non passare attraverso la conversione della più grossa industria del paese dal ruolo di deturpatrice di paesaggi a creatrice di luoghi di ritrovata sicurezza e bellezza.

Caratteristica che fece definire l’Italia ”Il paese bello tra i paesi belli”.

Questo giusto per fare un esempio.
Cento miliardi l’anno per trent’anni.
Veramente tre milioni di occupati solo così.

E il PIL a +4% fisso.
Bolletta energetica azzerata o quasi.

Questo è il decreto salva Italia, altrochè.

Oltrechè Comunicare, bisogna cominciare a fare.

Ecco. Siamo per il ComuniFare.

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