Più democrazia, più partecipazione e più controlli. di Guido Grossi

La demolizione sistematica dell’idea di Stato e della Pubblica Amministrazione passa per la “scoperta” di cose che, invece, esistono da che mondo è mondo: corruzione e inefficienza

Oggi – anzi, a partire da “Mani Pulite” – corruzione e inefficienza della spesa pubblica vengono sbandierate e strumentalizzate per svilire ai nostri occhi le Istituzioni pubbliche che conosciamo.

Una volta demolite le Istituzioni statali e locali (regioni, provincie, comuni), con cosa verranno sostituite?

Lungo due direttive:

1) privatizzazioni
tutto ciò che è privato viene presentato alla nostra immaginazione come virtuoso ed efficiente, da contrapporre all’inefficienza di tutto ciò che è pubblico.

2) “cessioni di sovranità”
verso Istituzioni più grandi e quindi immaginate più virtuose e più adatte ad affrontare problemi che hanno senz’altro dimensione planetaria.

In realtà, i privati si curano – per definizione – dei propri interessi egoistici. La gestione privata è – per definizione – contraria all’interesse pubblico, all’interesse generale. La gestione “privatistica” della cosa pubblica (dei servizi pubblici essenziali) serve solo ad eliminare la possibilità di controlli: sia quelli istituzionali (Corte dei Conti e livelli amministrativi superiori) sia quelli democratici (dei cittadini e delle loro associazioni)e per consentire ai grandi interessi affaristici di conseguire profitti.

Stesso discorso per le istituzioni sopra nazionali: sono solo più lontane da ogni possibilità di controllo democratico e – per definizione – più lontane dagli interessi locali (che poi sarebbero i nostri). Servono per eliminare il fastidio della democrazia.

La “sovranità” non si cede. E’ nostra, la dobbiamo solo esercitare.

Corruzione e inefficienza sono problemi reali, da non sottovalutare. Fra l’altro, se non ci fosse corruzione, ai nostri politici non sarebbe mai venuto in mente di invitarci, a parole e con i fatti, a cedere la nostra sovranità a privati e a organismi sovra nazionali.

Ma come si combattono – seriamente – corruzione ed inefficienza?

Esattamente con strade contrarie a quelle verso le quali ci stanno spingendo:

Più democrazia, più partecipazione e più controlli.

Il potere, anziché svanire verso l’alto, deve scendere verso il basso, a responsabilizzare ampi cerchie di cittadini, verso le istituzioni locali che devono essere rese realmente autonome, direttamente responsabili della gestione della cosa comune e dei servizi pubblici essenziali. Vicine ai cittadini.

Le leggi che limitano l’azione degli enti locali (patto di stabilità, divieto di assunzioni, obblighi di privatizzazioni) sono state inventate per renderli necessariamente inefficienti e per spingere verso le soluzioni profondamente ed irrimediabilmente contrarie ai nostri interessi.

Voglio difendere le Provincie….

Certo, passiamoci anche una mano sulla coscienza: per far funzionare le cose, dobbiamo smettere di pensare che qualcuno risolverà i problemi per noi.

Non c’è democrazia senza Partecipazione.

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